Il vento sta cambiando

Il vento sta cambiando. Chi mi segue sui social sa che da mesi vado ripetendo questa frase come un mantra.

Il vento sta cambiando perchè partite come quella di Crotone, un tempo, le avremmo perse con un gol subìto in contropiede al novantaseiesimo o con un gol su rigore, magari causato da un nostro difensore distratto. Mentre oggi le vinciamo con cinismo, concentrazione e anche un pizzico di fortuna. E, badate bene, la fortuna non è un elemento da sottovalutare, anzi, la fortuna è un ingrediente indispensabile, imprescindibile se si ha davvero l’intenzione di diventare grandi. Un esempio pratico: se una partita del genere l’avesse vinta la Juventus, oggi leggeremmo su tutti i giornali titoloni tipo “Juve cinica e spietata”, nessuno parlerebbe di Juve fortunata. E non vedo perchè dovremmo farlo noi oggi, al cospetto di un “Toro cinico e spietato”.

Il vento sta cambiando perchè dopo anni di plusvalenze (le tanto criticate plusvalenze) è forte la sensazione che “la cessione importante” sia sempre meno un’esigenza e sempre più vissuta come un problema. E non è una percezione sbagliata, non solo perchè il Toro è una società sanissima, priva di debiti e gestita come si deve, ma anche perchè dopo anni di cessioni illustri, la dirigenza granata è riuscita a formare uno zoccolo duro di giovani, di giovani forti, una base di ragazzi su cui puntare per il presente e per il futuro. E tutto ciò è stato possibile anche e soprattutto grazie a quelle vendite, non va dimenticato. Nessuno deve illudersi, questo non significa che non ci saranno più cessioni, ma ciò significa che probabilmente, per non dir “sicuramente”, non saranno più sufficienti i “canonici” 20 milioni per portar via il campioncino di turno, ma ne serviranno come minimo 70-80 e allora il discorso cambia e l’asticella non potrà che continuare ad alzarsi.

Il vento sta cambiando perchè si ha la sensazione che quei giovani non vedano più il Toro come un’avventura di passaggio, come uno scalo prima della vera destinazione, bensì come un porto sicuro, il posto giusto dove poter crescere e consacrarsi. Consacrarsi, ovvero ciò che sta cercando di fare il trascinatore di questo Toro, il nuovo bomber del calcio italiano, il nuovo eroe granata: Andrea Belotti. Ragazzo d’oro, umile e con i piedi per terra, ma al tempo stesso affamato, ambizioso e voglioso di raggiungere traguardi importanti, traguardi da conquistare con la maglia granata addosso. Determinato nel voler ripagare la fiducia di chi ha creduto in lui più di ogni altro club, dopo un’ultima stagione a Palermo trascorsa più in panchina che in campo. E se l’Italia non aveva un centravanti con le sue caratteristiche dai tempi di Vieri, il Toro non ne aveva uno così dai favolosi anni ’70, quelli dei gemelli del gol Pulici e Graziani. E “il gallo” è un perfetto mix dei due eroi granata: movenze alla Ciccio Graziani, prolificità alla Pupi.

Ma il Toro non è solo Belotti. Questo Toro può contare anche sulle magìe di un ritrovato Adem Ljajic, che con le sue giocate sta facendo dimenticare le ultime difficili stagioni vissute con le maglie di Roma e Inter; su due centrocampisti di qualità come Benassi e Baselli, sempre più grandi e sempre più grintosi grazie all’energica cura-Mihajlovic; su due terzini di spinta da nazionale come Zappacosta e Barreca; su un ritrovato Castan ormai leader di una difesa tutta nuova (e perfezionabile nel mercato di gennaio); su un Joe Hart che ogni tanto farà anche tremare ma che spesso e volentieri sa far esaltare i tifosi con la sua carica e con quell’istinto felino degno di un giaguaro (per rimanere in tema “anni ’70”).

Il vento sta cambiando perchè in panchina c’è un allenatore che non si accontenta di cogliere il punticino stiracchiato, ma c’è un condottiero tutto cuore e grinta, uno che non fa tanti calcoli, uno che esige sempre un Toro arrembante, affamato, quasi asfissiante. Un Toro che deve sempre provare ad imporre il proprio gioco, contro qualsiasi squadra, prendendosi il rischio di incappare in qualche sconfitta, ma giocando senza paura. Perchè come dice il grande Eraldo “il Toro non può perdere”, ma ora vuole anche vincere.

Il vento sta cambiando perchè c’è un presidente ambizioso, un presidente che anche se non lo grida ai quattro venti, spera di tornare prestissimo in Europa (e nel giro di qualche anno vorrebbe poter lottare per la zona Champions). E se non lo grida lui, non lo diremo troppo forte neanche noi, perché la scaramanzia non è mai troppa e perché dobbiamo rimanere tutti con i piedi per terra, tutti, dal primo dei giocatori all’ultimo dei tifosi. La ricetta è la stessa.

Il vento sta cambiando perchè siamo a meno quattro dal secondo posto, perchè abbiamo il secondo miglior attacco del campionato (uno dei migliori in Europa), perchè abbiamo cominciato a vincere anche in trasferta (senza subire reti) e, soprattutto, perchè si va verso il derby con la consapevolezza che si entrerà in campo per vincere, senza fare barricate, attaccando dal primo minuto.

Si respira un’aria nuova in casa granata e i tifosi del Toro, quelli veri, non vogliono smettere di farlo. Il vento sta cambiando. Con buona pace dei criticoni, che in questi anni non hanno saputo pazientare, ma che adesso ricominciano a godere. Ora testa al Chievo e guai a sottovalutare qualsiasi avversario.

Matteo Pedrosi

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Ho collaborato con Corriere dello Sport, Sportitalia, Premium Sport, Supereva. Football scout. Grande tifoso del Toro.
  • dalla mutta 22 Novembre 2016 at 18:24

    Bravo Matteo, bell articolo, faccio parte dei criticoni, quindi sono tra quelli che spesso ti fanno girare le palle, ma inizio forse a intravedere anche io che il vento sta’ cambiando sulla vera voglia da parte della proprieta’ di fare veramente il salto di qualita’ , il fatto che si parli di un rinnovo per il gallo con una clausola rescissoria che sia valida solo per le squadre estere e che sia di oltre 90 milioni la trovo significativa, della seria ” LO VENDO SOLO PER OFFERTE IRRINUNCIABILI”…….completamente differente dalle prime ipotesi (40 mil della serie VENGHINO SIGNORI VENGHINO) . Certo mi sento come un marito pluritradito, solo pochi mesi fa’ mi fece incazzare la sceneggiata delle trattative finali per l acquisto di un centrale che era fondamentale per completare l organico (tra l’altro in quel momento nessuno poteva avere la certezza che Castan in pochi mesi potesse ritornare a questi livelli). Ora inizio a pensare che con un mister come Sinisa neanche Cairo si possa nascondere, ma vedremo… forse sono solo speranze nate dal bel momento.

  • granatoroale 22 Novembre 2016 at 19:08

    Non ci mancherà il tempo per capire le intenzioni societarie, se di programmazione o plusvalenze: vedremo.

  • capitan ferrini 22 Novembre 2016 at 21:02

    per criticoni si intende anche coloro che erano disgustati dal gioco di ventura o solamente quelli che imputavano delle campagne acquisti discutibili(vedi cerci-amauri)criticare quando è giusto farlo mi pare un obbligo..mi ricordo gente contenta di aver perso l’ennesimo derby nell’ennesimo modo all’ultima azione ma contenta della prestazione… quest’anno i criticoni invece si sono ri-impossessati del toro perche’ stanno finalmente ri-succedendo cose da toro!! fvcg

  • Pupi57 22 Novembre 2016 at 22:41

    perchè quando dopo le pallonate del derby quando si scambiarono le magliette coi gobbi alcuni dicevano: eh ma il calcio è cambiato dove vivi nel giurassico??

  • Djordy64 23 Novembre 2016 at 21:52

    Nulla da dire sull articolo di Matteo tranne per una frase: ” dobbiamo rimanere tutti coi piedi per terra” E perchè? Perchè anche i tifosi ? I tifosi possono volare , non c’è nulla di male mi sembra . Sono gli addetti ai lavori che devono stare con i piedi per terra, specie i giocatori. Perchè montarsi la testa puo essere pericoloso. Ma questo volare alto puo essere anche stimolante, generare un surplus di motivazioni e autostima che a vedere Belotti Barreca Boye Baselli Zappacosta Benassi tanto per fare 6 nomi , non mi pare faccia male. Magari puo far male a chi ha già volato alto o ha già assaggiato certi ambienti, vedi Hart, Ljajic , Falque , Lopez, Valdifiori o Castan …no Castan no , lui è rinato e non lo ferma più nessuno….dicevo solo determinati giocatori potrebbero soffrire della sindrome del volare troppo alto , ma con Sinisa questo rischio è scongiurato. Anche per il pluriosannato e lodato Belotti , che ha la testa giusta per resistere ai troppi elogi. Mi  pare che con questa Rosa si è generato un mix esplosivo tra giocatori affamati, giocatori vogliosi di riscatto , giocatori resuscitati, giocatori giovani e gasati e giocatori professionisti e saggi. Tutti guidati da un mostro di grinta e ambizione, un tecnico che ha toccato con mano la guerra , sa cos’è la sofferenza , l’ha toccata con mano e non teme nulla e nessuno . Tanto meno le pressioni di ambiente o giornalisti. Altro che volare basso Matteo……va bene l’Europa va bene la Champions , sono convinto che ci possiamo arrivare ma io guardo oltre…

  • Pupi57 23 Novembre 2016 at 22:52

    Ricordo a pedrosi che i migliori non si perdono solo per far cassa ma anche perche se ne vanno a percepire stipendi piu pingui

  • granatoroale 23 Novembre 2016 at 23:59

    certo pupi e questo è quanto maledettamente è diventato il calcio: a me non piace.

  • Djordy64 24 Novembre 2016 at 7:56

    @pupi: In effetti 6 piu vecchio e saggio di me caro puppone dici cose sensate …..nonnsempre eh ….pero te lo ripeto da 4 anni almeno che i tempi sono purtroppo cambiati e vince chi si adatta meglio. I giocatori non stanno piu a vita in una squadra …se non e un Top club….quindi la bravura sta nel pescare i giocatori piu adatti e sfruttarne i momenti migliori della loro carriera guadagnandoci quando vogliono andarsene. Vedi i casi Cerci Darmian Immobile Glik e forse Peres e Maksimovic. Il meglio lo hanno dato in granata e il Toro si e arricchito. Vedi ora Belotti Benassi Liaic Zappa ecc….Stanno esplodendo in granata. Il segreto oggi e questo. Prendersi il meglio da ogni giocatore x crescere sportivamente ed economicamente……avanti cosi !!!!

  • dalla mutta 24 Novembre 2016 at 9:30

    ba???? Ciro sta’ segnando e giocando ancora alla grande (pensa con Ljiaic e il gallo che delirio di orgasmi che sarebbe) , Glick e’ una colonna del Monaco (se fosse rimasto avremmo almeno 5 punti in piu’), Peres e Maksi sono talmente giovani che ora in una grande squadra sono ai margini o stanno soffrendo ma poi vedremo se sono finiti….dietro Cerci ci sono problemi di testa che esplodono dopo la popolarita’, Darmian se torna in Italia torna uno dei migliori, altro che il meglio lo ha dato e che il nostro campionato e’ a anni luce da quelli di Spagna – Inghilterra e Germania, pero’ vendendo sempre i migliori arrivi arricchendoti fino a un certo valore, poi se vuoi veramante fare il salto di qualita’ devi trattenere i giovani piu’ forti e migliorare l organico, adesso diventa piu’ difficile, vedremo ci sono dei segnali positivi ma non vorrei che fossero solo come delle promesse elettorali,

  • Pupi57 24 Novembre 2016 at 9:39

    e comunque giordone non dirle con tanta allegria ste cose, perchè con questo sistema del non spendere si puo andare un anno in europa alla grande e l’anno dopo lottare per non retrocedere.

  • granatoroale 27 Novembre 2016 at 21:48

    Sottoscrivo pupi e sottoscrivo che sinora questo è stato l’andazzo e di m….enta ne abbiamo mangiata tanta, però qui lo scirvo e qui lo nego: se alla fine di questo campionato ci saranno cessioni importanti non metterò mai più piede allo stadio perchè a 68 anni dal penultimo scudetto e 40 dall’ultimo sento di avere il diritto (che rivendico di tutti i VERI TIFOSI)  di provare per almeno un altro paio di stagioni a rivincerlo, magari senza riuscirci, ma almeno con la forza di provarci. Uno in meno allo stadio Grande Torino non sarebbe certo un gran danno, ma potrei anche non essere il solo……………..

  • Marco Corti 27 Novembre 2016 at 23:24

    Chi continua a tirare in ballo Immobile e Glik proprio si rifiuta di vedere il fatto che questi giocatori non avevano alcuna intenzione di rimanere a Torino, senza contare che

    1) Al posto di Ciro sono arrivati Ljaijc, Falque e Boyè

    2) Il Glik dello scorso anno era un parente lontano di quello della stagione precedente. Con QUEL Glik, invece di Castan, avevamo 5 punti in più? Puttanate. Glik voleva solo cambiare aria, se la stagione scorsa non vi ha chiarito il concetto.

    Infine, permettetemi un’eresia su Belotti. Viene spontaneo ai tifosi del Toro paragonarlo ai gemelli, un po’ Pulici, un po’ Graziani. A me nelle movenze ricorda più un altro attaccante degli anni ’70, che nella sua stagione migliore non era certo una pippetta. Parlo di Giorgio Chinaglia. I forumisti più anziani sono liberi di smentirmi ed insultarmi.

  • Pupi57 28 Novembre 2016 at 8:47

    è ovvio che nn ci riferiamo al glik dell anno scorso. Ma poi se vogliono cambiare aria devi anche domandarti il motivo.

  • Marco Corti 28 Novembre 2016 at 9:30

    Senza alcuna ostilità verso Glik, che conserverà sempre la mia stima come uomo e giocatore, io penso che dopo 5 anni e la brutta ultima stagione, il polacco aveva semplicemente bisogno di nuovi stimoli, è andato a giocarsi la Champions a Monaco, andandosene in tutt’altro modo rispetto a maksimovic. Non è neanche una questione di soldi, perché attualmente percepisce 300 mila euro di stipendio. Solo, voleva una nuova esperienza. Ma in sostanza qui si vuole tenere in piedi un processo verso la società che in questo momento non ha alcun senso, stando l’ultima campagna acquisti e l’attuale rosa che sostanzialmente ha guadagnato in valore e qualità.

  • Pupi57 28 Novembre 2016 at 10:21

    nessun processo, solo storia.

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