Un Mito, una leggenda: la curva Maratona!!!

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In questi giorni frenetici di calciomercato in cui sono stato costretto solo ad assistere e non a partecipare ho potuto però dedicarmi alla lettura di quasi tutti i post, messaggi e commenti che i fratelli e le sorelle pubblicavano sul Web… E così mi è venuta spontanea una riflessione a in merito al titolo di questo articolo che (Vi anticipo…) sarà diviso in alcune puntate, vista l’ampiezza dell’argomento e l’enorme materiale che alcuni fratelli Granata mi hanno inviato: E se si tornasse SOLO a tifare, punto e basta? Lasciando da parte cifre, numeri, bilanci, plusvalenze, denaro accumulato e denaro che invece di poteva e doveva spendere……Facciamo tornare in vita quella che è stata per decenni La Curva più Bella del Mondo! Ci state?

———————– PUNTATA 1 —————

La richiesta di un fratello di fede mi ha dato l’occasione per ricordare come JOE fu uno dei “padri Fondatori” di quella che per molti, soprattutto all’estero, fu La Curva più bella, la MARATONA!

Innanzi tutto il nome, Maratona….Il nome alla curva gli venne attribuito dal fatto che alle sue spalle è presente fin dalla costruzione dello stadio un torrino piezometrico (termine tecnico per chiamare in modo complicato una torre a pianta quadrata..) alto 42metri che venne chiamato appunto Torre Maratona in riferimento al sacrificio che fu compiuto dal corriere militare Filippide per riportare ad Atene la notizia della vittoria sui Persiani conquistata proprio a Maratona….Dunque un nome leggendario per una curva leggendaria!

Ma se facciamo un passo indietro, prima che si giocassero le partite allo Stadio Comunale il Toro le giocava nel SUO stadio, il Filadelfia….Ed in quello stadio la maratona non era neppure allo stadio embrionale, in quanto TUTTO lo stadio era un immensa caldera, un unico cuore pulsante di tifo! Non c’erano i tamburi, che sarebbero arrivati più tardi, ad accompagnare la squadra, bastava battere i piedi, tutti insieme, visto che la maggior parte delle gradinate dello stadio erano fatte di legno, ed il massimo delle coreografie dell’epoca venivano dai quotidiani e giornali vari che venivano accartocciati a forma di torcia ed incendiati! Spettacolare forse come effetto ma pericolosissimo, soprattutto per via della struttura in legno!

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All’inizio della stagione 63-64 il Toro abbandonò il Filadelfia come stadio in cui disputare le partite di campionato, utilizzandolo solo più per svolgere gli allenamenti, e si trasferì in pianta stabile nel vecchio “Comunale” ora chiamato “Stadio Grande Torino” in omaggio a quella squadra leggendaria che fu unica ed irripetibile, probabilmente, proprio come unico ed irripetibile fu l’11 della Nazionale Italiana di calcio che venne schierato da POZZO proprio in occasione della partita del 1947 che venne giocata al Comunale di Torino: per la prima ed unica volta nella storia della selezione italiana di calcio 10 giocatori su 11 titolari appartenevano ad una squadra sola, il Grande Torino! Ma queste emozioni, questi sentimenti da brividi meritano tutta una storia a se, una storia a parte! Ora si parla della Maratona, del cuore del tifo granata, della Curva più bella del mondo!

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La Curva Maratona diventò il cuore del Tifo Granata fin da subito, da quando cioè il Torino si trasferì a giocare le partite di campionato in pianta stabile nello Stadio Comunale, ex Stadio Mussolini ed ora Stadio Grande Torino….Però il nostro Toro aveva già stabilito un altro primato, guarda un po’, in quanto nel 1951 nacque nei locali di un ristorante di Porta Palazzo a Torino il Club Fedelissimi Granata, per mano iniziativa di Piero Gay e Angelo Quaresimi….In quegli anni il tifo era ancora molto “disorganizzato” e “spontaneo”, fatto esclusivamente di iniziative singole, di tifosi che manifestavano il loro dissenso o gradimento alle diverse fasi di gioco  in maniera estemporanea…Però questa iniziativa finì col “contagiare” ed influenzare tifosi granata come Gino Trabaldo detto “Ginetto” che in seguito ne divenne leader carismatico e Presidente, e che arrivò ad organizzare le famose “trasferte” che segnarono una svolta epocale nell’ambito del tifo organizzato, per finire addirittura al fenomeno della nascita delle “sezioni” dove le prime furono quelle di Milano, di Como, di Acqui…”CON IL, TORO, ORA E SEMPRE,NELLA BUONA E RIA SORTE, COSTI QUEL CHE COSTI” è da sempre stato il motto dei Fedelissimi, che li ha portati spesso a ragionare più seguendo il cuore che la razionalità; come quella volta in cui, saputa in anteprima la notizia della cessione di Meroni alla Juventus, proprio per iniziativa di Trabaldo e soci venne organizzata una rabbiosa manifestazione che fece recedere Toro e juve dall’accordo.
La storia dei Fedelissimi è stata connotata da tanti personaggi carismatici tra questi ne vogliamo ricordare uno in particolare, purtroppo scomparso pochi anni fa, che per il Toro, la Maratona, ed anche noi RAGAZZI, ha fatto tanto: si tratta dell’ indimenticabile Cucciolo (soprannome datogli per scherzo, in contrasto con il suo fisico imponente). I Fedelissimi per anni si sono ritrovati nella storica sede in via Carlo Alberto, dalle cui pareti trasudava pura passione granata; potessero parlare chissà quante storie racconterebbero quei locali, ritrovo serale di decine di appassionati del Toro e domenicale, soprattutto ai tempi del Comunale, di tanti tifosi granata provenienti da fuori città per le partite. La chiusura della sede, avvenuta nel 1995, ha segnato la fine di un’epoca. Ma tornando alla Maratona ed ai suoi gruppi di tifosi organizzati non si può né si deve NON parlare degli ultras….Bisogna attendere il finire degli anni ’60 per veder nascere in Italia i primi nuclei ultrà, gruppi di ragazzi spesso giovanissimi (tra i 15 e i 20 anni) che decidono di vivere le partite della loro squadra del cuore in maniera alternativa e innovativa, come nessuno prima di allora aveva mai fatto. Questi ragazzi presero posto al centro della curva del loro stadio e iniziarono a esporre gli striscioni con i vari nomi dei gruppi, oltre a bandiere coi colori della propria squadra…..Nel caso del nostro Toro gli ULTRAS granata nacquero nel 1969, con ragazzi che poi ne divennero anche capi fra cui ricordiamo Margaro, Joe, Pino Strega, Cucciolo, Ciro, Il Biondo, Gagno Sporco, Casco Perenne, Muzza, Mazzone, Il Cinese, e tanti altri, con nomi e soprannomi a volte curiosi….Fra questi e non per ultimo Serafino Geninetti detto pittore (disegnatore di tutte le coreografie granata) che come prima coreografia fece un bandierone interamente granata con un toro giallo/oro e la faccia di Gustavo Giagnoni con delle penne da indiano, sotto questi disegni la scritta “alé toro, carica! patiti San Colombano”

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Ecco “Il Pittore…”

Ma com’era prevedibile anche i tifosi delle altre squadre si prepararono ed attrezzarono allo stesso modo, o per lo meno erano questi i Loro intenti, ed ecco che nacque così un ulteriore “sfida nella sfida”: oltre alla sfida sul campo di gioco fra le 2 squadre di calcio iniziarono anche le sfide a colpi di cori, striscioni, bandiere e più in generale coreografie fra le 2 tifoserie, ed è inutile dire che la rivalità più accesa ci fu fin da subito con i bianconeri! Soprattutto fino a quando l’impianto del Comunale era condiviso: allora in quegli anni gli sfottò, le sciarpate, le fumogenate ed i bandieroni furono per anni l’antipasto, il contorno ed il dessert del piatto forte: LA PARTITA, IL DERBY…..Che troppo spesso ci vide vittoriosi solo sugli spalti e non sul campo…. Però che soddisfazioni ci togliemmo! Nella prossima puntata racconterò un paio di avvenimenti con le parole di chi li ha vissuti direttamente…..Alla prossima!!!

1 commento

  1. Altro ottimo articolo Bertu. Una domanda: da ciò che scrivi, noi siamo stati i fondatori del movimento ultras. È corretto? O ci sono stati ultras di altre squadre che ci hanno anticipato?

  2. Ciao @toro71…..Alla Tua domanda devo rispondere facendo una distinzione: la nascita a Torino nel 1951 dei Fedelissimi è documentata, E’ STORIA, pertanto non c’è proprio nessun dubbio su questo, però spesso nell’immaginario comune si è finito per associare il termine ULTRA ad un solo “aspetto” del “tifo organizzato” soprattutto del periodo “caldo” in Italia (parliamo del ’70, un periodo che è stato “segnato” dal ’68 e dai suoi movimenti, da quello che aveva portato, dallo spirito di ribellione alla volontà di non uniformarsi e/o conformarsi…)….Quindi dire che siamo stati i fondatori del movimento ULTRAS in Italia è un po’ forzato se lo intendi come “solo quell’aspetto del Tifo..” mentre invece è assolutamente corretto se lo vedi come “evoluzione” del Club dei Fedelissimi nato spontaneamente come aggregazione di tifosi…. Ad ogni modo non c’è dubbio che NOI, intesi come TIFOSI GRANATA, abbiamo FATTO STORIA! Sia dal punto di vista calcistico che anche come TIFO ORGANIZZATO…..E direi che più che anticipato, tutti gli altri CI HANNO IMITATO!…..FV♥G!!! SEMPRE!!!

    Ciao @toro!!!

     

  3. @marc8…cos’è? Una promessa o una minaccia? 🙂 …. Cmq se Ti è piaciuta questa allora la parte con i racconti probabilmente ti piacerà ancora di più!!!……

    Ciao @marcotto!! FV♥G!! SEMPRE!!

  4. Il fatto Bertu è che tu parli di Fedelissimi come ideatori dei concetti di club, di gruppi di persone che provenienti da fuori vanno a vedere a Torino la partita. Quindi sì, penso ( tu me lo puoi confermare) che come tifo frutto di aggregazione organizzata antecedente la partita, noi siamo stati i primi ed è una gran cosa.
    Mi piacerebbe invece proprio sapere se gli ULTRAS ( fumogeni, tamburi, coreografie, trasferte, sano casino, ecc) siano nati nel 1969 con noi Granata o se ci fossero già altri movimenti precedenti.
    È una cosa sulla quale non avevo mai riflettuto, ma il tuo articolo mi ha fatto scattare questa curiosità. Magari se non lo sai tu, mi potrebbero aiutare Oslon o altri fratelli del forum.

  5. quando dissi che @bertu era cambiato, adesso ne avete la prova, forse gli fa bene la vicinanza di certe persone, vero zio? ah ah forza toro fratello.

  6. Complimenti Bertu……penso che sia l’unico articolo scritto negli ultimi anni che ci mette tutti d’accordo……..e che nessuno critica…..un tuffo in un “magnifico passato”…..ma che tutt’ora vive dentro….!!!!!!

    P.S forse l’unico non d’accordo potrebbe essere Stuppiello…avra da ridire sulla contabilità o il bilancio della Maratona…. 🙂

  7. Anche se sarebbe giusto documentare gli sviluppi e i cambiamenti della maratona per giustizia e correttezza anche a coloro che allo stadio nn vanno piu.

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