Una vittoria che allontana la crisi

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La vittoria per 2-1 contro il Cagliari, oltre ad aver portato tre punti che mancavano dal 20 settembre (3-2 ad Udine), ha rappresentato il ritorno nella parte sinistra della classifica, in una posizione che non fa più ritenere una chimera la conquista di un posto in Europa League.
Ma la cosa più importante è stata il rientro in campo del Gallo Belotti, dopo soli 28 giorni d’assenza, nonostante il serio infortunio patito. In effetti il Gallo ha bruciato i tempi, e la sua presenza in campo ha coinciso con il ritorno alla vittoria del Toro. Non vogliamo considerare Belotti un talismano, perché sarebbe riduttivo, ma è indubbio che con il Gallo in campo, ancorché non al massimo della forma, le difese avversarie devono prestare molta attenzione. In qualche frangente, erano tre i cagliaritani che si prendevano cura di Belotti. Andrea si è confermato il solito trascinatore, ha corso per tutti i novanta minuti e oltre, nonostante il mese d’assenza dai campi, e ha ritentato la rovesciata che, contro il Sassuolo, aveva prodotto un gol spettacolare.
Anche il rientro di Obi è stato positivo, sia per il nigeriano, che ha realizzato il gol della vittoria, sia per il Toro che ha potuto disporre di un valido giocatore in più, dopo un’assenza prolungata a causa dell’ennesimo infortunio.
Ha giocato molto bene l’argentino Cristian Ansaldi, risultando il migliore del Toro, e forse, il migliore in campo, che con le sue discese sulla fascia sinistra e la sua intesa con Adem Ljajic ha prodotto spesso scompiglio nella difesa cagliaritana. Da un suo assist è nato il pareggio del Toro, ad opera di Iago Falque, che dopo la rete si è sbloccato facendo vedere dei buoni numeri, alimentando la stima nei suoi confronti da parte di chi scrive. Anche Ljajic ha ben impressionato perché è parso volenteroso, non ha lesinato l’impegno, e ha confermato d’essere calciatore di classe superiore. La performance di Ansaldi merita d’essere segnalata perché molto apprezzata, e sinceramente al di sopra delle aspettative. Tuttavia quando si scorre la carriera del giocatore argentino, si scopre che ha militato nel Rubin Kazan, nello Zenit, nell’Atletico Madrid, oltre che nel Genoa e nell’Inter prima d’approdare al Toro. Quindi Ansaldi ne ha fatta di esperienza, che potrà senz’altro tornare utile alla squadra granata.
E tuttavia, la vittoria contro il Cagliari può essere paragonata ad un buon brodo somministrato ad un convalescente, perché come tale dev’essere ancora considerato il Toro, a causa della panchina corta e dei “lavori in corso”. Sinisa, infatti, ha rispolverato il 4-3-3, accantonando, non si sa se momentaneamente o definitivamente, il 4-2-3-1 che aveva rappresentato il suo credo per il campionato in corso, allestendo la squadra proprio in funzione di questo schema. Vedremo nel prossimo futuro, dove i granata saranno impegnati al Meazza contro l’Inter lanciata, che viaggia a due lunghezze dal primatista Napoli, e sopravanza Juventus e Lazio appaiate a 28 punti. Sarebbe bello se il Toro tornasse a casa con un risultato positivo, prima della sosta per permettere alla Nazionale d’affrontare lo spareggio, e possibilmente vincerlo, contro la Svezia per poter accedere ai Mondiali di Russia. Sarà interessante sapere se Mister Ventura convocherà il Gallo Belotti che, a mio giudizio, merita d’essere chiamato nonostante la forzata e prolungata assenza dai campi, perché il Gallo in campo è sempre un pericolo per gli avversari.
Non possiamo non soffermarci sul modesto arbitro di Torino – Cagliari, il signor Calvarese da Teramo, che ancora una volta si è dimostrato avverso al Torino, non ammonendo per la seconda volta Joao Pedro, e non concedendo il vantaggio al Toro quando Ljajic si stava involando indisturbato verso la porta sguarnita del Cagliari. Viene spontaneo chiedersi perché il Toro debba sempre subire dei torti. Cui prodest?

Franco Venchi

1 commento

  1. eccolo il titolone del cazzo , ci mancava proprio …. come no , la crisi è superata , adesso puntiamo direttamente alla zona Champions !! MA VAFF….

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