Un Toro incolore che non si conferma

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Domenica mattina in Piazza San Carlo ho scambiato qualche parola con due tifosi napoletani i quali mi dicevano ch’erano stati molto sorpresi nel vedere un Toro così dimesso e arrendevole, che dopo 30 minuti di partita era già sotto di tre reti. La gara del Napoli era diventata subito in discesa, mentre lo stato d’animo dei tifosi granata era pessimo perché la squadra, pur composta degli stessi uomini schierati una settimana prima contro la Lazio, stava interpretando la partita contro il Napoli in tutt’altro modo. Si stava ventilando un’altra sonora sconfitta, dopo il 5-3 e lo 0-5 delle ultime due partite di campionato contro i partenopei.

Mihajlovic è partito con la stessa formazione che aveva vinto a Roma contro la Lazio, ma contro il Napoli ha sbagliato tattica perché la marcatura a uomo di Baselli su Jorginho ha di fatto modificato il 4-3-3 in un 4-2-3-1 con uomini non adatti a questo schema. Baselli è stato surclassato da Jorginho e Valdifiori non ha tenuto il passo di Allan, sia perché più lento, sia perché ha dovuto trasformarsi da centrocampista in mezzala sinistra. Poi alcuni erroracci di una difesa imbarazzante, che ha avuto in Burdisso, De Silvestri e in parte N’Koulou i principali protagonisti in negativo, hanno spianato il successo del Napoli. Mihajlovic è corso ai ripari troppo tardi sostituendo Valdifiori, tornato al livello pre-Lazio, con Ljajic, ma nonostante un secondo tempo giocato con altra intensità, la sconfitta non è stata evitata. L’unica nota positiva è il ritorno al gol del Gallo Belotti, che ha interrotto un digiuno che durava da oltre 850 minuti. Il Gallo, Sirigu, Molinaro e Ljajic sono stati gli unici granata che hanno meritato la sufficienza, troppo poco per vincere una partita. L’ingresso di Ljajic ha dato più spinta alla squadra, e anche Belotti ne ha risentito positivamente potendo contare su un trequartista vero.

A proposito di Ljajic va detto che Mihajlovic in primis, la Società poi devono fare chiarezza su questo giocatore, nel senso che non è opportuno fare a meno delle sue doti, che peraltro Ljajic deve mettere sempre al servizio della squadra, e non alternare momenti di gran gioco con amnesie inaccettabili. Se il giocatore non fosse più disposto a vestire la maglia del Toro la Società dovrebbe prenderne atto e cercare un degno sostituto. L’infortunio patito dal serbo a dieci minuti dalla fine dell’incontro (distrazione al muscolo bicipite femorale destro), proprio quando il Toro stava spingendo e Mihajlovic aveva effettuato tutti e tre i cambi consentiti, terrà lontano dai campi di gioco il calciatore per un po’ di tempo, e in questo periodo la Società e il Mister dovranno tirare le somme. Infatti circolano rumors su un possibile cambio di casacca di Ljajic già nel prossimo mercato invernale.

La partita contro il Napoli è da dimenticare perché anche nel secondo tempo i partenopei avrebbero potuto andare ancora a segno e arrotondare ulteriormente il bottino. Il Napoli ha avuto partita troppo facile, pur prendendo atto della sua miglior qualità e tecnica rispetto al Toro, ma il Toro visto sabato sera non è la squadra che desiderano vedere i tifosi granata, perché ben altro è lo spirito del Toro, quello spirito e quell’attaccamento alla maglia che esprimeva il compianto Capitano Giorgio Ferrini. Oggi il mondo del calcio è maledettamente cambiato come è cambiato il mondo in generale, e quindi è molto difficile assistere a manifestazioni d’affetto nei riguardi di una squadra, che in passato esistevano ma, nel medesimo tempo, è giusto pretendere da professionisti ben pagati di impegnarsi a fondo per onorare la maglia che indossano, specialmente se quella maglia è intrisa di storia e di valori come quella granata.

Fortunatamente le altre pretendenti all’Europa sono state tutte sconfitte, e quindi il Toro può dirsi ancora in corsa per raggiungere quell’obiettivo, tanto più che i prossimi impegni non sembrano sulla carta proibitivi. Essi forse diranno una volta per tutte se il Toro può ambire a conquistare quel traguardo, o se dovrà rinunciarvi ancora una volta. Mancano due partite al termine del girone d’andata, con i granata impegnati prima a Ferrara e poi al Grande Torino contro il Genoa. Il girone di ritorno inizierà con il Bologna sempre al Grande Torino, cui seguirà la trasferta contro il Sassuolo e poi l’incontro tra le mura amiche contro il Benevento. Cinque incontri che sveleranno probabilmente se le velleità del Toro potranno concretizzarsi.

Franco Venchi

1 commento

  1. Intanto complimenti per l’articolo, bello e lineare, mi permetto di aggiungere che Baselli è non adatto nelle marcature, perchè pare lentissimo. Lo schema di gioco era rivedibile, ma fatto gravissimo e la scarsa densità e le linee disunite e disarmoniche, uno sfascio in pubblica visione. La percezione o il sentore del gol partenopeo era tangibile anche a Milano o Verona tanto forte che era, il risultato vedendo la gara era chiuso prima dei loro tre gol. Io ritengo che la rosa sia molto forte, ma appare evidente che pesano infortuni e scelte tattiche spesso volgari che continuando così ci portano fuori l’Europa. Cairo ha fatto tutto e di più per l’obiettivo e credo non ci sia nulla da prendere a Gennaio se non un ricambio a Belotti.

  2. speriamo presto in un cambio di gestione a tutti i livelli, a partire da cairo ormai ha fatto il suo tempo e di pubblicità personale ne ha già fatto indigestione, venda presto e se ne vadano tutti i suoi collaboratori che son solo degli incompetenti, anche quando decidono di spendere spendono da cani.

  3. Rolly, non sono d’accordo che la rosa sia scarsa, sul male assortita se ne può discutere, ma per come la vedo io, pesano eccome le scelte dell’allenatore. E’ lui che ha indirizzato l’acquisto di Niang, per dirne una, uno sforzo economico che sarebbe potuto finire su un altro giocatore, ma chi lo voleva Niang? A centrocampo pesa il modulo iniziale scelto da chi? Se giochi a 2, 6 giocatori sono più che sufficienti, l’errore madornale è non aver neanche considerato un assetto diverso. Poi chi l’ha trattenuto Gustavo?

    Sadiq è una castroneria planetaria, e siamo d’accordo. L’ho sempre detto. Ma di attaccanti validi ce ne abbiamo a iosa, l’errore è sempre nel gestirli senza elasticità, un solo schema, massimo due.

    In porta e in difesa siamo estremamente più forti, con assortimento di validi giocatori di esperienza, giovani talenti e professionisti affermati, unico neo= manca almeno un altro terzino.

    Sulla presidenza, ripenso sempre a Moratti, uno che di soldi ne ha cacciati a vagonate, i fuoriclasse che ha comprato, intendiamoci NON STO FACENDO PARAGONI CON CAIRO, altra passione, la faccenda familiare, livelli lontani anni luce. Però ci ha messo 21 anni prima di vedere il primo scudetto, e gliel’hanno dato pure a tavolino, perché erano arrivati terzi.

  4. Corti tutto e discutibile parliamo per sensazioni o sentito dire !!!!!
    Niang vero scelta del mister ma dell ultima ora ,mi pare volesse Simeone ( non accontentato)
    Il 25/26 agosto parole del mister ,lo trovi qui nel sito disse : mi mancano un difensore 2 centrocampisti ,un laterale ,una punta ,sappiamo tutti come e andata da quella data al 31 agosto ….via Zappa dentro Burdisso e Niang
    Certo ha trattenuto Gustav se no non facevamo nemmeno numero …………
    Tutto e opinabile non credi?

  5. Ho precisato che non era un paragone. Solo una constatazione, prima di arrivare al triplete, Moratti ci è finito sotto a un treno coi debiti, di soldi ne ha cacciati fuori a cifre che non vedremo MAI neanche con un successore dieci volte meglio di Cairo. Però il triplete è arrivato nel 2010, e Moratti sborsava e scialacquava dal 1995, e tutta Italia lo prendeva per il culo, pur avendoci fatto vedere vedere fenomeni tipo Ronaldo o Roberto Carlos.

    Via Zappa, dentro Burdisso, Niang E ANSALDI,

    sono questi particolari che dimenticate sempre.

  6. niang non e’roba tecnica,e’un inciucio,grave la colpa del mister,nell’avvalorare tutto,gravissime le sue esposizioni mediatiche da finto celodurismo.poi,il solito insieme di cose paticciate,illudere i poveri di spirito,i creduloni,e gli speranzosi ad oltranza,ovviamente in buona fede,perche qui siam QUASI tutti in buona fede,con opinioni diverse e meno male.ogni tanto s’inserisce qualche idiozia,ma si sopravvive,dai..Temo che col nano avido sempre parole e fatti scarsi.Imprenditorialmente,l’opposto

  7. Inter 1996 finale UEFA persa hai rigori
    1997 UEFA vinta
    2006 Coppa Italia vinta
    2007 campionato coppa Italia e supercoppa
    2008 campionato e supercoppa
    2009 campionato e supercoppa
    2010 campionato
    2011 Triplete
    Non mi sembra poco anche se vero ha investito tantissimo!!!!!

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