Mazzarri vuole rompere l’incantesimo dello stadio Grande Torino

L’ora di pranzo aiuta, ma la fame è quella giusta. Walter Mazzarri non vede l’ora di debuttare con il Toro, oggi alle 12.30 contro il Bologna: mancava da 1150 giorni dalla Serie A e l’appetito è enorme per un tecnico che vuole subito lasciare un segno e allo stesso tempo infrangere il digiuno casalingo dei granata. Allo stadio Grande Torino, infatti, Belotti e compagni non vincono dal 29 ottobre (2-1 al Cagliari) e nelle ultime partite hanno collezionato tre pareggi (con Chievo, Atalanta e Genoa) più la sonora sconfitta con il Napoli. Complessivamente, poi, la squadra di Mihajlovic aveva vinto una sola partita nelle ultime otto collezionando dieci pareggi nel girone d’andata e 20 in tutto il 2017 (record europeo).

Ora la musica cambia e non solo perché c’è un nuovo allenatore che vuole conquistare una tifoseria arrabbiata per i risultati di una stagione deludente, su cui pesa la recente sconfitta nel derby di Coppa Italia. Serve una reazione da parte dei giocatori, mentre Mazzarri ieri ha lavorato duramente per cambiare abitudini, filosofia e gioco del Torino. Nel primo e unico allenamento ha provato sia il 4-3-3, il modulo adottato da Mihajlovic dopo la bocciatura del 4-2-3-1, ma anche e soprattutto il 3-5-2.

La lista degli infortunati non aiuta Mazzarri, visto che Belotti, Lyanco, Ansaldi, Edera e Barreca restano fuori uso. Torna Ljajic, pronto a rivedere il campo dopo l’infortunio muscolare dello scorso 16 dicembre, ma il nuovo tecnico granata dovrebbe confermare il 4-3-3 con Niang centravanti più Iago Falque e Berenguer ai lati, Obi-Rincon-Baselli a centrocampo e la difesa obbligata. Meglio ripartire dalle certezze acquisite al debutto e poi cambiare tutto nella pausa, anche se è stato provato il 3-5-2 con Nkoulou-Burdisso-Moretti in difesa e la coppia Niang-Iago Falque in attacco. Gli unici punti fissi sono De Silvestri e Molinaro sulle fasce, ma ora il Toro vuole rompere un incantesimo che dura da oltre 2 mesi.

(La Stampa)

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La Redazione di CuoreToro.it
  • fabio stuppiello 6 Gennaio 2018 at 9:29

    Mijailovic non ha fatto bene, ma neppure malissimo, ha incartato il Toro al di sotto della sua forza che resta sulla carta almeno da sesto posto. Se dovessimo valutarlo per le gare con Juve e Napoli ci sarebbe da gridare allo scandalo, ma ritengo che la sua mano si è vista in gare come Inter-Toro o Lazio-Toro per cui penso a quelle partite e il rammarico aumenta. Hanno tradito Baselli e Belotti in partocolare, per adesso inesistenti oltre al nullo Niang. Con Mazzarri la società ha dato l’ennesimo segnale di riscossa, ma non bastano i nomi altisonanti evidentemente, o gli ingaggi pesanti, ma serve altro, tuttavia vedremo gli effetti.
    Come sostengo da tempo questo Toro vale le prime sei posizioni, ma è stato penalizzato da tutto.

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