Granata deludenti e senza carattere

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I telecronisti di Sky hanno detto che il Toro visto contro la Lazio, con due innesti di qualità e la permanenza di Belotti, ovviamente quello visto all’opera un anno fa, potrebbe diventare una squadra importante. Molto probabilmente, i succitati  telecronisti non hanno voluto infierire sul Toro, alla sua seconda sconfitta consecutiva, subìta senza attenuanti. Secondo tanti tifosi ed esperti, gli acquisti di qualità dovrebbero essere 4 o 5, per consentire al Toro di fare un significativo salto di qualità.  

I laziali e i granata avevano stimoli e motivazioni diverse: i primi giocavano per un obiettivo prestigioso, cioè la conquista di un posto in Champions, mentre i nostri per onorare al meglio questo campionato che, ancora una volta, si è dimostrato deludente. Va anche detto che i granata avrebbero dovuto impegnarsi a fondo per guadagnarsi la conferma di Mazzarri per la prossima stagione. Il campo ha però evidenziato la sostanziale differenza di motivazioni e stimoli, accentuata impietosamente dal significativo gap qualitativo tra le due squadre. Stesso copione già visto la settimana precedente contro l’Atalanta. 

Il Toro deve ringraziare solo il suo portiere, Salvatore Sirigu, se il passivo è stato contenuto in una sola rete, perché il nostro numero uno, dopo aver parato un rigore calciato da Luis Alberto, per un fallo commesso da un Nkoulou decisamente fuori forma, si è superato compiendo almeno altri tre interventi strepitosi. Ecco, l’acquisto di Sirigu è stato azzeccato; c’è da sperare che il Presidente Cairo se lo tenga stretto, e proceda con l’acquisto di altri elementi di qualità, perché solo con nuovi e significativi investimenti, il Toro potrebbe ambire a posizioni in classifica degni della sua Storia. Sono stati pochi i granata meritevoli di menzione: De Silvestri, che nella prima frazione di gioco ha scagliato un bel tiro parato da Strakosha, Ljajic, Edera e Baselli, con il Gallo Belotti ancora ai margini, a causa di molte imprecisioni, falli commessi, e scarsa incisività. Per contro, la Lazio ha espresso ottime individualità, e il suo quarto posto in classifica in odore di Champions, in compartecipazione con la Roma, ne rappresenta la logica conseguenza.

Neanche l’approssimarsi della ricorrenza del 4 maggio ha portato al Toro quell’ardore e quell’orgoglio, che il solo ricordo degli “Invincibili” dovrebbero creare. Massimo Gramellini, provocatoriamente, ha scritto che dovrebbe andare la squadra Primavera a rendere omaggio agli Invincibili sul colle di Superga il prossimo 4 maggio, giacchè i giovani hanno dimostrato d’avere più carattere e grinta dei “fratelli maggiori”. E domenica prossima, la terz’ultima di campionato, vedrà i granata impegnati al Sanpaolo contro quel Napoli che, dopo aver sconfitto la Juventus a Torino, pensava di conquistare quello Scudetto a cui ambisce da tanto tempo. Ma è bastato  Orsato per far svanire il sogno dei napoletani, la cui debacle a Firenze, trova riscontro in quanto successo a San Siro nella partita Inter – Juve. Orsato ha usato due pesi e due misure, mentre compito principale dell’arbitro dovrebbe essere quello di applicare lo stesso metro di giudizio. Il fallo commesso da Pjanic su Rafinha è identico a quello commesso da Baselli su Pjanic alla sesta giornata di campionato, solo che allora Baselli, già ammonito, venne sanzionato per la seconda volta ed espulso, mentre per il bosniaco, anch’egli già ammonito, l’arbitro Orsato non ha fatto una piega. Var o non Var il potere discrezionale degli arbitri è ancora spropositato, e a beneficiarne sono sempre gli stessi.

Il campionato ha quindi già di fatto decretato la prima squadra classificata, mentre si fa interessante la lotta per non retrocedere; i passi falsi di Chievo e Cagliari, rispettivamente contro la Roma e la Sampdoria, hanno reso ancor più incerta la volata finale per non retrocedere tra: Udinese, Crotone, Cagliari, Spal, Chievo e Verona.

Roma e Lazio sono a 70 punti, mentre l’Inter è a 66. Anche qui la lotta per la conquista di un posto in Champions è interessante, mentre il campionato del Toro non ha più nulla da dire. 

 

Franco Venchi

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