Il 4 maggio

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Anche quest’anno è arrivato il 4 maggio, il 69 anniversario della tragedia di Superga.
E anche quest’anno per il tifoso del Toro sarà un giorno in cui nel cuore proverà inevitabilmente tristezza, dolore, nostalgia ma anche un pizzico di orgoglio. E come ogni anno il tifoso del Toro salirà sul colle insieme alla sua squadra, per rendere onore e ricordare cos’è e cos’era il Torino. Perché è vero che noi tifosi granata viviamo praticamente solo di ricordi, ma è anche vero che senza ricordare il passato non avremmo un’ identità, non avremmo basi dalle quali partire, non potremmo vivere al meglio il presente e non potremmo progettare e immaginare il futuro.
Senza il Grande Torino e quel maledetto 4 maggio, in cui i nostri eroi ci lasciarono per sempre, il Torino non sarebbe la squadra unica e speciale che è, e non sarebbe leggenda.
Il 4 maggio è questo: il 4 maggio è ricordare il nostro passato, il 4 maggio è vivere forti emozioni, il 4 maggio è ricordare la squadra più forte di tutti i tempi che è la NOSTRA. Il 4 maggio è il nostro orgoglio, il 4 maggio è la dimostrazione che siamo padroni della nostra città. Perché Superga, uno dei luoghi simbolo di Torino, ammirata da tutti per la sua bellezza, per la sua magia e per la sua importanza, grazie a quei campioni è il luogo in cui ogni tifoso granata si riconosce, simbolo della sua identità. E quando c’ è qualcosa di importante da celebrare e festeggiare il popolo granata va lì istintivamente perché lì e solo lì può andare. E quale altra squadra di calcio può dire di avere un luogo così speciale? Nessuna.
Il 4 maggio anche la Mole, simbolo della città di Torino, si tinge di granata per rendere onore a quei campioni.
Quella formazione unica, che con l’arrivo di Tomà ora è al completo, continua a fare ciò che più amava, ciò che l’ha contraddistinta e l’ha fatta diventare grande… giocare a calcio e, come si può scrivere anche per altre occasioni, diteci che è solo un gioco! Solo così immagino i miei eroi: mentre trasformano dei calci ad un pallone in qualcosa di straordinario, pura poesia. Per me non è un’ ipotesi ma una certezza che il destino ha voluto fermare quella squadra nel culmine della sua gloria perché era troppo bella per poter invecchiare. E ogni 4 maggio più che mai, come dice la canzone “Quel giorno di pioggia” dei Sensounico, …quel giorno di pioggia io spero non torni più.
Vi vogliamo bene Invincibili da sempre e per sempre. Come voi nessuno mai.
Giovanni Goria

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