ESCLUSIVA. Una chiacchierata con Zavagno

0
20

Sharing is caring!

Giovedì sera ho avuto il grande onore e piacere di fare una lunga chiacchierata con Luciano Zavagno. Insieme abbiamo ripercorso i suoi anni da giocatore e osservatore del Toro. Di Luciano ho un bel ricordo perché lo incontrai in un ristorante a Torino dopo una partita e lui fu molto simpatico e disponibile. Mi firmò un autografo che conservo con affetto.  Fu emozionante perché era una delle prime volte che incontravo un giocatore fuori dallo stadio.

L’argentino ha un bellissimo ricordo del Toro, di Torino e dei tifosi granata. Mi ha raccontato che con sua moglie ha valutato la possibilità di tornare a vivere in Italia e una delle città prese in considerazione era proprio Torino. Una città che ha conquistato l’osservatore del Chelsea per la sua bellezza e per l’ottima qualità di vita.

Luciano ha vestito la maglia granata dal 2010 al 2012 ritirandosi dal calcio giocato con una partita che gli è rimasta impressa nella mente e nel cuore: la giornata della vittoria contro il Modena e della promozione in A. Zavagno l’ha definita stupenda per la partita e la festa in centro sotto la pioggia.

Luciano ha anche un bellissimo ricordo di tutti i suoi compagni e del mister Ventura, con i quali ha mantenuto nel tempo un ottimo rapporto. Ventura quell’anno è stato fondamentale perché prima del suo arrivo il Toro veniva da stagioni deludenti in serie B. Anche lui è una persona alla quale Luciano è rimasto legato e che gli ha lasciato tanto e soprattutto gli ha fatto vedere diversamente alcuni aspetti del calcio. E tutto questo è stato fondamentale e utile per l’esperienza che sta facendo da osservatore. 

L’ex terzino sinistro argentino ha sempre riconosciuto, anche in interviste passate, che parte del merito del suo approdo al Chelsea è anche del Toro e della sua esperienza in granata. 

Zavagno in Italia ha indossato diverse maglie girando un po’ tutto lo stivale: ha vestito le maglie di Catania, Pisa, Ancona e infine Toro. Ovunque sia andato ha sempre lasciato un ottimo ricordo, dimostrando di essere una persona di valore prima ancora che un giocatore, sempre molto professionale, leale e disponibile, senza mai dire una parola fuori posto.

Cairo, Petrachi, Ventura e altre figure societarie del Toro, come il segretario generale Pantaleo Longo, sono persone di cui Zavagno ha una profonda e sincera stima e sui quali può reciprocamente contare.

Ieri ci siamo dilungati a parlare di Gianluca Petrachi che Luciano aveva già conosciuto prima di arrivare al Toro, i due infatti si conoscono dai tempi in cui l’argentino di Santa Fe giocava nel Catania.

Ancora prima di parlargli mi sono ricordato che, nella sua ultima intervista da osservatore del Toro, definì il ds granata come un ”Fratello”. Zavagno infatti è legato da una grande amicizia con il ds granata e ha sempre ammirato il suo  talento nello scovare subito un valido giocatore,intuendone in pochi minuti le qualità e gli aspetti migliorativi.

Già negli anni in cui Zavagno è stato un giocatore del Torino, a partire dal presidente Urbano Cairo,c’era l’ambizioso progetto di ricostruire il Fila. Oggi lo stadio è rinato, è nuovo gioiello del Toro per la sua storia e per l’inestimabile valore che ha per la società di Via Arcivescovado. Stesso discorso vale per il popolo granata che ogni volta che entra in quel tempio prova un’emozione indescrivibile.

Sentire parlare Zavagno del Toro è stato stupendo per i ricordi che ha raccontato, per le esperienze che ha vissuto e ripercorso in questa telefonata durata quasi un quarto d’ora. Ricordiamo che adesso Luciano è un osservatore del Chelsea e per il club londinese gira l’Argentina e l’Uruguay in cerca di nuovi talenti.

Ringrazio di cuore Luciano, gli auguro tante soddisfazioni per la sua carriera e per la sua vita, e gli faccio i complimenti per il suo ottimo italiano.

Con la speranza di vederlo un giorno al Grande Torino per tifare insieme a tutto lo stadio il Toro.

 

Giovanni Goria

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui