Nel nome di Gigi Radix il Toro ci mette il cuore.

Nel nome di Gigi Radix il Toro ci mette il cuore.

 

 

Certo mi sarebbe piaciuto sapere cosa avrebbe fatto Radice con questi due attaccanti, che si impegnano ma la porta non la trovano, e una parvenza di coesistenza nemmeno.  Ha giocato il Toro a Milano, ha creato almeno 4 palle gol, ha sbattuto in un super Donnarumma, ma si è anche mangiato un gol bello servito col Gallo. Non facile a dire il vero, ma due anni fa Belotti l’avrebbe segnato a occhi chiusi. Manca il gol al Toro. Meno netto ieri il giudizio su Zaza entrato quando ormai restava da fare il mediano, ma vogliamo parlare della sua prestazione in Coppa? Insomma è evidente che abbiamo non solo un problema a fare gol, ma pure a costruire. Andiamo infatti meglio in trasferta che in casa, segno che qualche problema davanti c’è. Ieri super Rincon, benino Meite che però s’è fatto rubare una palla a metà campo sanguinosa. Di ferro il trio là dietro Izzo, N’Koulou e Dijii, che sembrano esaltarsi quando trovano avversari tosti. Ha rifiatato Ansaldi, un po’ in difficoltà. Insomma un buon Toro che deve però ritrovare la ferocia dei due là davanti, che non saranno fenomeni da 100 milioni ma nemmeno quelli visti fino adesso. Intanto manteniamo il sesto posto, con una partita impossibile da affrontare, e poi due abbordabili prima della fine del girone di andata. Si può fare. Sabato appunto arriva il derby. Si gioca con chi probabilmente chiuderà il campionato con più di cento punti. Imbattuti, quando soffrono, vedi venerdi con l’Inter, poi vincono 1 a 0. Cosa avrebbe detto Gigi Radix? Bè io immagino, se proprio deve andare così, se proprio devono, almeno che sputino sangue. Noi non dobbiamo sbagliare nulla. La dormita di Meite di ieri sera nel derby vuol dire un gol. Tanto per dire. Ecco vogliamo vedere questo, un Toro che dà tutto quello che ha. Quello che non vogliamo vedere è Orsato che va a vedere la Var per una palla che passa evidentemente sul fianco di N’Koulou, giusto per vedere se riusciva a scovare un rigorino. E a Sky che ne parlano pure, venditori di pentolame foracchiato. Agonismo, testa e niente paura. A volte la storia può cambiare.

 

Addio Mister Radice. Un ricordo, credo fosse una domenica di maggio del 1983 o giù di lì, io nei distinti ragazzino, che seguivo i discorsi di mio padre e dei suoi amici su Bersellini, che aveva appena annunciato l’addio. Chi era pro, chi contro, fare l’allenatore al Toro non è mai stato semplice. Poi all’improvviso un boato dalla Maratona, quella Maratona. Restarono tutti zitti. Tutti a guardare lo striscione che scendeva in mezzo alla curva: G R. E poi un coro Gigi Gigi Radix…e tutti a battere i piedi, le mani e a urlare. Capii quel giorno che il Toro non si discute si ama.

  • emmedi (cairovattene) 10 Dicembre 2018 at 13:45

    1984 radix x bersellini. Un pizzico di fortuna in toro-verona1-2…..la traversa di sclosa trema ancora. Mancò  un pizzico di convinzione….

    sugli altri, gli innominabili, dico solo che non sono imbattibili,,,,, non saremo  noi a batterli, ma buscheranno ai quarti di coppa e perderanno anche uno tra scudo e coppaitalia. E se acciughina continuerà a spremere ronaldo come fosse un limone, magari lasciano pure lo scudetto.

    ANIMO.

    IL TORO È’ IMMORTALE!

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