Derby Torino-Juventus, deferito Cairo

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Per ‘dichiarazioni lesive a reputazione classe arbitrale’

20 Commenti

  1. In questo paese se dici la verità sei punito.
    Sugli striscioni offensivi in curva con benestare di Monociglio e la sua connivenza con gli ultras malavitosi la Procura invece non trova nulla da dire e da indagare….

  2. EGR.sig. stuppiello, magari se il magico petrachi prendesse qualche giocatore funzionale allo già scarso e vetusto modulo del piangina, invece che rispondere a marchette e interessi lontani dal calcio, un miracolo sportivo potrebbe anche verificarsi.
    Il trio monnezza, nano, farispenti e testadighisa.
    Un cocktail che allontanerebbe qualsiasi ambizione.

  3. A fine gennaio sarà già tutto finito. Forse arriverà qualche niente o forse no. Zero differenze. Poi i soliti 4 mesi di nulla verso i 45 50 punti finali ed ecco le liquidazioni estive per rientrare dalla situazione debitoria. Infine il prossimo sarà un campoionato a cui prestare maggiore attenzione di quello attuale per ovvie ragioni. Ipotizzare oggi una cessione della società appare purtroppo prematuro.

  4. se a fine febbraio-marzo al signorino gli va male l’arbitrato a NY, gli arriva la telefonata dalla sua amicabanca, allora poi vedi come accelera la trattative di cessione del TORO…..

  5. MD che ti devo dire… speriamo !
    Quello che appare abbastanza scontato é che all’effeci i soldi per pagare gli stipendi serve l’intervento della proprietà., che Cairo è tranquillamente in grado di sostenere. Cercherà comunque di abbattere il monte stipendi, di recuperare qualche soldo qua e là, anche se gli uomini in panca hanno un valore di cartellino tendente a zero (escludendo il gobbo).

  6. MD non ti voglio convincere ma quel dato non è completo.
    I ricavi senza plusvalenze sono 75
    I costi senza ammortamenti sono 76
    Poi c’è l Irap 4 m;
    Leffeci nel 2017 per funzionare ha bruciato 5m.
    Nel 2018 è servito almeno il doppio.

  7. Mi dispiace che la tua squadra abbia perso e mi è dispiaciuto vederti piangere. Anche se sono di Firenze, sono stato a Torino ed è una gran bella città. Ti vorrei dire che si vince e si perde e vorrei regalarti una figurina di Belotti. Ciao, Martino”. Martino è un bambino di 6 anni che vive a Firenze e che domenica pomeriggio era davanti alla televisione con il nonno e il papà a guardare una delle sue squadre del cuore. Quando all’ottantasettesimo minuto i viola hanno segnato, prima rete di una vittoria colta con una doppietta di Federico Chiesa, lui si è alzato dal divano e ha esultato.Ma, dopo i replay del gol, sullo schermo Martino ha visto le immagini della tifoseria granata e lo ha colpito un bambino granata in lacrime sullo schermo. A lui è indirizzata la letterina che questa mattina, prima di andare a scuola, ha scritto su un foglio a quadretti e ha consegnato alla mamma. “Fagliela avere”, le ha detto con la fede incrollabile che i bambini hanno nei loro genitori. Silvia, la madre, ci ha pensato su e ha deciso che, senza un indirizzo, la cosa migliore era affidare la lettera del figlio ai siti e ai giornali che a Torino potevano intercettare quel bambino.

    “Domenica, dopo la partita, non mi aveva detto niente –  spiega la mamma –  ma questa mattina si è svegliato e mi ha detto che voleva raccontare una cosa brutta che era successa, e mi ha spiegato di quel piccolo tifoso”. In un mondo dove le curve rischiano di restare chiuse per le violenze negli stati, la spontaneità e il cuore di Martino lasciano il segno: “Quel bambino non deve piangere, perché succede di vincere e di perdere, e poi il Toro è più forte, ma questa volta è andata così”, ha ribadito alla mamma dimostrandosi più adulto di tanti adulti. Ora Silvia e Martino cercano quel bimbo in lacrime per consegnargli la figurina promessa.

     

     

    cairo tu piangerai presto e molto di più di tutti i bimbi granata che fai piangere

    TORINO TI ODIA.

  8. Lettera aperta
    al Presidente della Fondazione Filadelfia
    [email protected]
    Chiar.mo dott. Luca Asvisio,
    rilevo da Toro.it che la prossima settimana incontrerà il dott. Andrea Abodi del Credito Sportivo, con l’obiettivo di ottenere un credito agevolato avente ad oggetto i fondi necessari per la realizzazione dei Lotti 2 e 3 del Filadelfia, che ricomprendono, Lotto 2, la realizzazione della sede della società, di una foresteria ad uso del Torino F.C., della sala stampa, di un punto ristoro e di altri spogliatoi oltre gli esistenti ed il Lotto 3 l’area museale sul fronte di via Giordano Bruno.
    E su ciò nulla da dire. È più che apprezzabile che Lei, quale Presidente della Fondazione Filadelfia, si ingegni per reperire le risorse necessarie per rendere compiuto il progetto globale Filadelfia, anche se ritengo che dovrebbe essere il Torino F.C. a farsene interamente carico e non gli Enti pubblici o loro emanazioni.
    Ciò che però decisamente non mi torna è il perché la Fondazione, che vede presenti come soci finanziatori il Comune di Torino e la Regione Piemonte, per un totale di circa 7,2 milioni di euro, ed il dott. Urbano Cairo, attraverso una sua Fondazione, per un residuo di solo 1 milione di euro, dovrebbe accollarsi il debito derivante dal mutuo, richiedendo al Credito Sportivo, nella quota di riferimento del Lotto 2.
    Sede della società, foresteria, sala stampa, punto ristoro e spogliatoi, ovvero interventi eseguiti ad uso e consumo esclusivo del Torino F.C., ritengo infatti debbano primariamente gravare su quest’ultimo e, solo secondariamente, sulla Fondazione che, come su detto, è per la quasi totalità figlia di Comune e Regione.
    E se il Torino F.C. non ritenesse di accollarsi i costi del Lotto 2, nessun problema.
    Per quanto mi riguarda, il Filadelfia, così come oggi esistente, è più che sufficiente a soddisfare le esigenze della tifoseria granata… anche se poi, di fatto, non le soddisfa, avendo il Torino F.C. deciso di chiuderlo sistematicamente ai tifosi, con ciò snaturando quella che fu la sua storia e le ragioni che portarono gli Enti pubblici a finanziarne la realizzazione.
    Prioritario ritengo quindi solo ed esclusivamente il Lotto 3, quello prevedente la realizzazione del Museo. Una realizzazione che andrebbe a beneficio ed uso del mondo granata e che consentirebbe, a prescindere dal Torino F.C., di ridare prestigio e valenza alla nostra storia ed ai nostri valori perpetuati nel tempo. Consentirebbe, in sintesi, di dare concretezza a quella che fu la ratio del significativo intervento economico ed operativo degli Enti pubblici finanziatori.
    Ed è per questo che mi permetto di chiederLe di procedere a postergazione del Lotto 2 rispetto al Lotto 3 e, conseguentemente, ricercare finanziamenti esclusivamente per detto Lotto 3, lasciando al Torino F.C. la realizzazione, a propria cura e spese, della totalità delle opere previste nel Lotto 2, anche in considerazione che il minimale canone di affitto pagato dal Torino F.C. per il Filadelfia, pari a 205 mila euro annui, ben legittima che quest’ultimo realizzi di tasca propria le opere destinate esclusivamente a se stesso e non alla collettività del mondo granata, qual è invece il Museo.
    Con grande stima, Le porgo cordialità.
    Pierluigi Marengo

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