Le pagelle di Roma – Torino 3-2

TORINO (3-4-3):

SIRIGU 5,5: Pomeriggio complicato: causa il rigore che porta la Roma avanti 2-0, ed è spesso costretto all’intervento. Non ha grandi colpe sui gol, tutti da distanza ravvicinata, ma anche nei rinvii non pare essere nella sua giornata migliore.

LYANCO 5,5: Meglio rispetto alla gara di coppa Italia, dimostra di avere ottime qualità tecniche e fisiche, ma anche di non avere ancora il ritmo partita. Ha di fronte un avversario non semplice come El Shaarawy e nonostante qualche difficoltà, lo controlla bene. Rischia un rigore, non legge bene la situazione in occasione del terzo gol. Piccole sbavature da perfezionare.

st 38′ BERENGUER 6:  In pochi minuti, fa tante cose utili.

NKOULOU 6,5: Il solito baluardo difensivo: quando tutti i compagni sono in difficoltà, lui riesce a mantenere i nervi saldi ed è spesso determinante con recuperi e chiusure provvidenziali. Una gara in apnea, in cui è sempre sotto pressione ma dove pare il meno colpevole sui gol subiti.

DJIDJI 6: Dalla sua parte de la deve vedere con Under (che si fa male subito) e poi con Kluivert, che gli va via solo una volta in velocità. Non è sempre perfetto, anche lui compie qualche piccola sbavatura nella prima parte di match, ma tutto sommato dalla sua parte non si verificano grandi pericoli.

DE SILVESTRI 5: Una prestazione negativa per il giocatore romano, che non trova mai lo spazio per rendersi pericoloso in chiave offensiva, e soffre (anche per colpe sue) in fase difensiva. Si perde Zaniolo in occasione del primo gol, ma fa ancora peggio sul gol finale di El Shaarawy, quando non stringe verso l’interno e poi concede il passaggio filtrante a Pellegrini, senza attaccarlo.

ANSALDI 7: Non è un centrocampista centrale ma deve giocare in quel ruolo per mancanza di centrocampisti arruolabili (anche se in società continuano a dire che “numericamente siamo a posto”, come se 4 centrocampisti per un intero campionato fossero considerati “abbondanza”). Nonostante questo sacrificio, è il migliore del Toro, sia dal punto di vista tattico, che agonistico. Non molla mai, vince sempre i duelli, è bravo a coprire, cerca di suggerire per Belotti e va anche alla conclusione: prima sfiora l’incrocio su punizione dal limite, poi sigla il momentaneo 2-2 con una bella conclusione al volo.

RINCON 6: Assente ingiustificato nel primo tempo, sicuramente uno dei peggiori da quando veste la maglia granata. Meglio nella ripresa, seppur sempre di fronte ad avversari che lo costringono ad una gara di grande sacrificio. Ha il merito di riaprire la partita, con il tiro a giro dal limite dell’area che batte Olsen. Da quel momento la prestazione torna a livelli più consoni al suo standard.

AINA 6,5: Parte discretamente, poi fa la bella statuina in occasione del gol di Zaniolo che sblocca il punteggio. Ci mette un po’ a riprendersi, ma è uno dei migliori del Toro: bravo nelle chiusure, sulla fascia macina chilometri unendo forza fisica, tecnica e personalità. Spesso da solo crea grattacapi alla difesa giallorossa: instancabile.

FALQUE 5: Partita sottotono per lo spagnolo, che sembra patire la gara da ex. Primo tempo anonimo, un po’ per la copertura dei padroni di casa su di lui, un po’ per la sua staticità. Nel finale del primo tempo ha la grande occasione di riaprire la partita, ma si divora il gol, a tu per tu con Olsen. L’errore sembra condizionarlo ad inizio ripresa, tanto che Mazzarri lo richiama in panchina dopo nemmeno un’ora.

st 10′ ZAZA 5: L’opposto di Berenguer: entra a mezz’ora dalla fine, avrebbe il tempo per incidere ma a parte una sponda aerea, non si vede mai.

PARIGINI 6: Un po’ trequartista, un po’ esterno offensivo: di fatto però, mai nel vivo del gioco. E’ difficile giudicare un calciatore che gioca col contagocce, ma appare ancora troppo acerbo per gare di questa importanza. Sbaglia spesso la scelta, e quando la indovina, è troppo frenetico nel tentare di realizzarla.

30′ st EDERA: n.g.

BELOTTI 5: Lotta tutta la partita, insegue gli avversari per tutto il campo, si butta su tutti i palloni, ma come al solito, deve fare tutto da solo. E’ un centravanti da area di rigore, dovrebbe “vivere” in area avversaria in attesa degli assist e dei cross dei compagni, invece è costretto a snaturarsi. E nei minuti finali, quando Berenguer gli sforna l’assist per il 3-3 e lui prova a colpire in allungo senza centrare la porta, si notano tutta la stanchezza e la frustrazione per questo “malessere” che diventa ogni domenica più evidente.

ALL. MAZZARRI 5: L’elenco delle giustificazioni questa volta prevede l’emergenza a centrocampo (ma come, numericamente il Toro non è a posto ?) e il gol sbagliato da Belotti nel finale. Sul perchè nel primo tempo il Toro non sia sceso in campo, nessuna risposta. E non è la prima volta quest’anno, che il Toro regali un tempo agli avversari. All’Olimpico di Roma, il Toro perde l’imbattibilità esterna stagionale, risultato certamente prestigioso, ma nei numeri non così straordinario: perchè a parte la partita di Marassi con la Samp (evento che a questo punto si potrebbe definire “eccezionale”), in trasferta si è vinto solo a Verona col Chievo (per di più, nei minuti di recupero). A questo bisognerebbe aggiungere il ruolino da squadra di bassa classifica che si tiene in casa, e le sole 6 vittorie su 21 partite stagionali, contro squadre di serie A. Ma su questo aspettiamo nuove e fantasiose giustificazioni dell’allenatore toscano.

 

ROMA (4-2-3-1):

Olsen 5,5 – Karsdorp 6 (35′ st Santon s.v.) – Manolas 6 – Fazio 6 – Kolarov 6,5 – Cristante 6 – Lo. Pellegrini 6,5 – Under s.v. (6′ pt El Shaarawy 7) – Zaniolo 7 – Kluivert 5,5 (27′ st Schick 6) – Dzeko 5 – ALL. Di Francesco 6,5

 

ARBITRO, sig. GIACOMELLI 6: Una gara tutto sommato corretta, gestita bene dal punto di vista disciplinare. Diversi invece, gli episodi dubbi che richiedono l’intervento del VAR: giusta la decisione di assegnare il rigore alla Roma per il fallo di Sirigu su El Shaarawy. Giusta la decisione di non sanzionare con il rigore l’intervento di Lyanco, che tocca il pallone con la spalla e non con il braccio. Dubbi invece sull’intervento di Fazio che spinge Belotti contro Olsen: la spinta non è clamorosa, il rigore non è clamorosa, ma a termini di regolamento potrebbe starci. Ma anche questa volta, nel dubbio, si sceglie di penalizzare la squadra granata.

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