“Indipendentemente…sempre Toro”

Ho appena compiuto sessantaquattro anni e tornando indietro negli anni, esattamente di cinquanta (mezzo secolo…)  ricordo il mio esordio “da solo” in Maratona, balconata centrale secondo anello. Il regalo di compleanno per i miei 14 anni (12 gennaio 1969) fu un biglietto Maratona (Torino – Bologna 3-0 doppietta di Combin e terzo gol di Facchin – Presidente Orfeo Pianelli allenatore Edmondo Fabbri) da allora ininterrottamente il Toro entrò prepotentemente nella mia vita. In realtà allo Stadio ci andavo già da almeno 7 anni ma sempre con i miei genitori (malati di Toro). A Sedici anni il primo abbonamento ridotto in Maratona. Vivevo il Toro abbastanza da vicino, mio padre era un fornitore della società ed ogni fine mese accompagnavo mio padre nella sede di Corso Vittorio per portare le fatture là dove, spesso incontravi giocatori che andavano e venivano, i ragazzi del settore giovanile, il Presidente Pianelli e il Dott.Traversa, insomma per me era un grandissimo privilegio. In quel periodo, dopo le partite in casa si andava a cena da Vittorio Urbani in Via Saluzzo (mentre negli anni 60 quelli di Gerry Hitchens e Joaquin Peirò per intenderci) si andava con i giocatori alla birreria Mazzini) in entrambi i locali i giocatori erano di casa e cenavo con i miei genitori al tavolo con i nostri beniamini (mio padre forniva carni  anche ai ristoranti) difficile spiegare le mie emozioni. In cinquant’anni, anzi posso tranquillamente dire in cinquantotto (quindi più di mezzo secolo) ho visto veramente tanto Toro, passando tra gioie (poche ma immense) infinite tristezze come la scomparsa di Gigi Meroni e Giorgio Ferrini dove avevo rispettivamente 12 e 21 anni) per arrivare al fallimento dopo novantanove anni di Storia. Presidenti in disgrazia, altri cacciati, in una girandola di squallide prese per il culo da parte di un sistema che ci ha sempre tenuto un piede sulla testa per non farci rialzare rei di essere troppo ingombranti in una città dove non ci è mai stato permesso di primeggiare (tranne il 75/76 ma a caro prezzo…) tant’è che ci volle un sardo per descrivere il tutto in poche ma taglienti parole “qui ci tolgono anche l’aria per respirare” (Gustavo Giagnoni) –  All’età di 5 anni anche se non ero ancora in grado di rendermene conto, nonostante nonno Carlo fosse un vero martello pneumatico nel parlare di Toro (vedi nella mia rubrica il racconto “Il muro maledetto”) presi parte anche alla prima retrocessione in serie B della nostra storia (1959/60 Torino Talmone) posso quindi asserire che se il Toro è ancora vivo, deve tutto alla sua gente che nonostante tutto lo ha sempre difeso con orgoglio e passione contro tutto e tutti. Ma perché oggi vi racconto in piccola parte della mia storia, tralasciando la cacciata dalla Fiat, lasciato senza lavoro dall’oggi al domani all’età di cinquant’anni in piena carriera come capo vendite auto di una importante Concessionaria con una elevatissima retribuzione mensile perché in TV osavo contestare il sistema, la Fiat, la gobbentus per arrivare a Cimminelli e la sua Ergom? Perché a questa età (saranno i capelli bianchi e in una discussione mi sono sentito dire “ma che cazzo parli che sei già nella bara”) le cose che vedo attorno al Toro di oggi fanno tremendamente male. Non entro nel merito più di tanto, non è più permesso avere le proprie idee senza essere tacciati di appartenere a questa o a quella fazione, schierati e divisi come mai prima nella storia (io poi sarei un venduto perché ho aperto “in proprio e con un prestito in banca” lo Store ufficiale del Toro, che non esisteva dopo il fallimento versando regolari royalties alla società dimenticando che per il Toro a cinquant’anni (vedi sopra) persi un importante posto di lavoro) Si è perso di vista lo scopo ultimo del tifo, quel fare famiglia tanto sbandierato ma non più attinente al nostro mondo e un popolo senza leader che si scanna sui social oggi per un presidente domani per un allenatore, tutti con le proprie ragioni che io ho sempre rispettato anche se non sempre condivise. Si, lo ammetto sono stanco ma non del Toro perché il Toro per me, indipendentemente da tutto, è rappresentato dalla sua Storia, dai suoi colori sociali, dal suo simbolo, la lotta contro il potere, il suo essere comunque sempre sopra a tutti e da mio nonno che dopo le bombe sulla testa e la sconfitta della guerra tornò a vivere e a vincere e con lui tutta una Nazione grazie al Grande Torino. E appositamente ho lasciato per ultimo, ma non per ordine di importanza anzi, il nostro popolo (sovrano) che riconosco essere vera e unica linfa vitale anche se mi ferisce nel suo atteggiamento e nel quale non ne riconosco più il sentimento vero del tifo a prescindere per quel colore che così bene contrasta sul verde prato di mille battaglie dove si vince e si perde mentre sugli spalti si canta e si balla uniti come veri fratelli di fede. Nessuna morale per carità non sta certo a me e so bene quali commenti arriveranno, so altrettanto molto bene quello che però ho nel cuore, quello che ho visto negli anni e quello che vedo anche oggi. Ma so altrettanto bene che il Toro per me ha sempre lo stesso valore del primo giorno in Maratona da solo all’età di quattordici anni e vorrei negli anni a venire poter ritrovare il Toro soprattutto negli occhi dei miei fratelli ma ripeto: “indipendentemente…”

CT

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La Redazione di CuoreToro.it
  • fabio stuppiello 4 Febbraio 2019 at 17:16

    Cairo tiene al Toro più di tanti suoi pseudotifosi, non facile trovare un altro presidente che segue da vicino la squadra, che si occupa del Toro nel quotidiano, che passa l’estate a staccare assegni e firmare rinnovi, ultimi Lukic e Falque.
    Tutti possiamo contestare, ma quale sbaglio sarebbe oggi finire nelle mani di qualcuno che riparla di salvezza, adducendo la nostra dimensione è piccola. Oggi questa società ci permette di competere, di lottare per traguardi ambiziosi, di avere gente famosa in prima squadra.
    I vari Sirigu, Nkoulou, Belotti, Rincon e Ansaldi sono un onore averli, gente che vanta militanze in Champions e nazionale, insomma non parliamo di Faragò.
    Ma non basta, il progetto cammina e arriva in Estate qualche acquisto ancora internazionale, vogliamo arrivare a 75 punti, il gap va ridotto e come obiettivo abbiamo qualcosa che è proibito dire

  • ziggistardust 4 Febbraio 2019 at 18:09

    Fino ad ora siamo tutti delusi da mazzarri è inutile nasconderlo ….bisogna fare qualcosa

  • PupiGol57#CairoVattene 4 Febbraio 2019 at 18:15

    cairo vattene!

  • Marco Corti 4 Febbraio 2019 at 20:11

    Leggendo questo articolo, riconosco nell’autore finalmente un TIFOSO DEL TORO per come l’ho sempre immaginato. Posso solo esprimere a lui tutta la mia solidarietà e vicinanza per i concetti espressi in modo garbato ma chiarissimo. Viviamo in tempi difficili, persone come Lei sono sempre più rare.

    Con affetto.

  • Toro71(#PRIMAVERARESISTI) 4 Febbraio 2019 at 20:48

    Caro Testa, i suoi sono sentimenti nobili e genuini da vero granata, ma sarei falso e ipocrita se non le dicessi che l’unità granata che lei auspica tornerà solo quando Cairo e tutta la sua pletora avrà sloggiato le tende. Non ci può essere nessun ” indipendentemente” fino a quando avremo a capo del nostro Toro un uomo che ha distrutto la nostra identità, i nostri valori, la nostra squadra è la nostra tifoseria, mi spiace, ma questa è la sola verità.

  • PupiGol57#CairoVattene 4 Febbraio 2019 at 21:05

    cairo è il cancro e purtroppo rappresenta la nostra squadra, la gestisce come lui sa fare, fin quando ci sarà lui non vedremo mai piu lo stadio tipo Toro-Mantova, non scordiamo i fatti e le distruzioni compiute da questo mercenario palancaio.

  • PupiGol57#CairoVattene 4 Febbraio 2019 at 21:06

    Prima fra tutte l’epica impresa di aver distrutto la maratona e diviso la tifoseria piu bella d’Europa. Scua Testa se è poco.

  • mauro.re 4 Febbraio 2019 at 21:26

    Concordo con Toro71 , se in oltre 50anni di tifo ora siamo arrivati a questa divisione a queste fazioni a questo scontro ” fratricida” …tutto questo ha un solo nome CAIRO …..il peggior Presidente che io abbia mai visto e non parlo di risultati ma di atteggiamento e di ” distruzione” del nostro storico Tifo …e questo ” indipendentemente” ………..

  • Vita69 4 Febbraio 2019 at 21:28

    Testa ti preferivo quando facevi il Testa a Mecu almeno li parlavi ancora da tifoso malgrado il Toro store oggi parli da dipendente di Cairo,,Testa ti faccio una domanda tanto leggere leggerai rispondere non c’è n’è bisogno..io ho 50 anni e la maggior parte della mia vita l’ho passata i Maratona a far cantare l’ho passata in trasferte finchè non è nato mio figlio e ho incominciato a diminuire sempre di più..ora guardati la Maratona del Comunale quella del Delle Alpi le contestazioni che facevamo le coreografie quando si andava a dare una mano a Pittore e guarda quelle che fanno adesso..chiediti come mai ora la Maratona non contesta la risposta la trovi facilmente..l’unica cosa che avevamo ce l’ha distrutta..non siamo mai stati una squadra da grandi trofei i bambini si innamoravano della curva..ora non esiste più.. saluti

  • Trapano 4 Febbraio 2019 at 21:34

    Esatto.. la curva più bella, invidiata e imitata d’Italia .. che tristezza ..

  • Dario76 5 Febbraio 2019 at 13:10

    Complimenti sinceri Signor Testa, per il suo splendido articolo.
    Purtroppo, ripeto, purtroppo, il popolo granata e’ esasperato dalle continue delusioni, traguardi ventilati e promessi e comunque mai raggiunti, impossibilità realistica di poter gioire per una qualificazione in Europa League o per una semifinale di Coppa Italia, nonché atteggiamenti e progetti societari che, a quanto pare non solo io, giudichiamo in molti perlomeno del tutto insufficienti.
    Indipendentemente e’ sicuramente un concetto apprezzabile, ma credo che al momento, almeno per quello che mi riguarda, non è per nulla realizzabile.
    Le delusioni, l’ insoddisfazione, finanche la rabbia per l’ attuale gestione societaria e tecnica, sono davvero ai massimi livelli.

  • dalla mutta 5 Febbraio 2019 at 18:28

    Commento Comprensibile puro genuino, in alcuni casi anche commovente, ognuno di noi che perde tempo scrivendo su questo sito ha ricordi, emozioni e delusioni da raccontare per questi colori, e malgrado la mediocrita’ in campo continuiamo a rubare tempo alle famiglie per sperare di assistere alla ennesima ripartenza, poi vedi scendere in campo 11 giocatori che in quel di Ferrara non riescono a fare una sola decente azione corale di gioco, una marea di difensori in campo dirottati anche in compiti non loro che sembra che abbiano il terrore a sbilanciarsi a osare a provare a imporre il proprio gioco, e malgrado tutto restiamo li fino all ultimo sperando nella singola invenzione, ma da chi deve arrivare l invenzione se sono tutti volenterosi ma privi di tecnica, con ljiaic venduto e Falque in panchina, come non si puo’ far emergere cosi tanta mediocrita’ tecnica, un anno  il problema era il centrocampo, poi un altro  anno una difesa rivoluzionata colabrodo, ora uno schema di gioco che rende l attacco inesistente con piu’ di 30 mil spesi per due brocchi che ci dovremmo far digerire per anni, ma quale futuro se fa e disfa, vende e compra giocatori o allenatori da padre padrone senza capirne di calcio e senza affidarsi a un vero manager del mestiere (io ritengo l attuale DS solo un prestanome )…potremmo mai con lui prima o poi fare l Atalanta?????? non chiediamo titoli ma almeno essere una squadra tosta….e’ troppo?

  • PupiGol57#CairoVattene 5 Febbraio 2019 at 20:49

    il fatto è che speriamo sempre negli errori degli altri durante la partita e speriamo nei passi falsi delle concorrenti per “restare lì”, ogni tanto se ne vince una e speriamo nelle buche. Belle prospettive di una squadra sicura dei propri mezzi accompagnata da una programmazione invidiabile. Faremo bene, bene così, comunque bene.

  • PupiGol57#CairoVattene 5 Febbraio 2019 at 21:56

    ….il Toro per me, indipendentemente da tutto, è rappresentato dalla sua Storia, dai suoi colori sociali, dal suo simbolo, la lotta contro il potere, il suo essere comunque sempre sopra a tutti ………..

    Questo ci è rimasto caro fratello, non questo presente di plastica e latta

  • Djordy64#Forza Ragazzi vogliamo l'Europa# 6 Febbraio 2019 at 0:15

    Bravo Carlo bellissime parole bellissiimi ricordi condivido tutto dalla a alla z e non ti crucciare di quelli che non riescono a godersi appieno i nostri colori, troppo legati al risultato e a questa o quella simpatia. Affari loro tutto sommato a me non frega nulla.

    Io riesco a godermi ancora tutto perchè  vivo il Toro tutti i giorni, quello vero ovvero l’attesa della partita fuori dallo stadio , una birra con gli amici tutti granata , la moglie granata, il figlio granata . La partita insieme vada come vada , importante è vedere le maglie sudate dei giocatori , come con l’Inter, con la Roma, come nel Derby o come a Milano, come con la Lazio , con la Samp , con il Genoa . La pizza con gli amici granata a commentare la partita incazzati se è andata male felici se è andata bene .  E qualche trasferta ogni tanto me la concedo e pazienza se non sempre si domina o gioca bene come avvenuto a Ferrara.

    Vivo anche il Fila, i ns giovani gli allenamenti quando riesco ad andarci.

    La mia storia è stata diversa dalla tua . Non ho avuto la famiglia granata , tutt’altro. Sono diventato granata da solo e sicuramente mi ha aiutato conoscere il mitico Sauro Tomà. Ero già predisposto, in quegli anni giocava il  mio idolo di sempre tal Poeta del goal , il m,itico Claudio Sala . Un 4-0 contro l’Inter nel 72 fu la mia prima partita rimasi folgorato da quei giocatori. Altri tempi altro calcio altro mondo altra età .

    Non sono un bambino che grida incazzato Cairo vattene o Mazzarri vattene, ma non per questo sono meno granata anzi tutt’altro.

    Quindi Forza Toro sempre e comunque indipendentemente da tutto il resto

     

     

  • mauro.re 6 Febbraio 2019 at 1:37

    Esatto è prorpio il vada come vada che dici , che innalza il tuo modo di assuefazione alla totale mediocrità…….in fondo cosa è più importante……..della pizza o della birra……vero????

  • Pietro 6 Febbraio 2019 at 6:34

    Articolo independente soprattutto da una prospettiva di futuro. I sentimenti nessuno li discute e ciascuno di noi li vive come crede.
    I risultati sportivi per una società di calcio contano e restano la base di tutto. Le fondamenta su cui costruire il resto. i risultati sportivi per l”effeci sono stati finora e resteranno anche in futuro largamente insufficienti. Inutile ritornare sui vari perché tanto l’anonimato nel quale ci dibattiamo è sotto gli occhi di tutta Italia. Veniamo ormai compatiti ovunque.
    Per ciò che concerne le strutture Fila e Robaldo sono due ferite aperte.
    Dello stadio di proprietà non parliamone nemmeno mentre altrove i progetti partono seppur lentamente . Per noi invece prospettive zero.
    Poi continuiamo pure a parlare del nulla di cui i post di Stuppiello ne rappresentano la perfetta sintesi, ma ciò che resta sono le stagioni che iniziano e finiscono ad agosto a meno che non si utilizzi una sciarpa granata per bendare occhi e cervelllo.

  • Dario76 6 Febbraio 2019 at 9:58

    Djordy,
    Al contrario di altre volte, sono in totale disaccordo con quanto scrivi.
    L’ importante è partecipare e vada come vada? Appunto perché sai bene cosa era il Toro, dovresti riconoscere che questa proprietà è questo tecnico ci hanno tolto, non ci stanno togliendo, ripeto, ci hanno tolto l’ anima e la dignità! Cioè tutto, altro che l’ importante e esserci! Vuoi per caso che la ns storia sia paragonata a quella del Chievo o del Sassuolo, con tutto il rispetto?? Bene, con questi due siamo su una buonissima strada!
    Davvero profondamente deluso da quello che sostieni! E si che il Torino Inter 4-0 di cui parli e stata anche la mia prima partita al Comunale! Quella si, indimenticabile!

  • PupiGol57#CairoVattene 6 Febbraio 2019 at 12:19

    Giordone ha fatto il quadro di una persona che ha l’hobby dello stadio e il divertimento con gli amici, tempo fa non era proprio solo questa pochezza, abbiamo capito che non hai un caxxxo di altro da fare, c’è chi gioca a calcetto, chi a biliardo, chi a golf e chi va a bere birra parlando di calcio, in fondo chi se ne frega del risultato no? Quindi solo un hobby, ma non avevamo dubbi giordone, questo sei, tifoso solo con la testa.

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