Il Gallo spinge il Toro verso l’Europa

Il Gallo spinge il Toro verso l’Europa

Segna il Gallo un gran gol del tutto meritato frutto della solita partita indomita. Gran bel gol con lo scambio con Zaza, che segna, corre e forse inizia a intravedere la fine del tunnel. In mezzo un gol di Rincon, molto bello, che aveva dato fiato a Meite, oggi intento a dribblarsi tutti i peli d’erba dello stadio. Primo tempo soporifero, col Chievo che si chiude bene pronto a ripartire con il fischiatissimo Giaccherini, che però risulterà tra i migliori dei suoi. Meno male che in attacco per i clivensi c’è Diojrdievic, che si mangia un gol enorme, seppur ancora bravissimo Sirigu. È la sveglia per i granata, che cambiano passo, esce Iago troppo flemmatico e in condizioni precarie, entra Zaza molto determinato. Finalmente i cross di Ansaldi hanno un senso, davanti aumentiamo il nostro peso, entriamo nella difesa veneta con potenza e scambi, là dove le geometrie di Lukic stavolta avevano creato solo possesso. Ha ragione Mazzarri quando a fine partita dice che non bisogna ripetere il primo tempo se no son dolori, per questo non bisogna fermarsi mai. E non dare nulla per scontato, meno che mai una trasferta come quella di Frosinone, squadra ancor più in lotta per la salvezza del Chievo, abbandonato all’ultimo posto. I ciociari oggi hanno retto al Genoa in 10 fuori casa, non vogliono giustamente mollare nulla. La sconfitta del Bologna darà carica a loro. Dobbiamo andarci con la determinazione dell’ultima mezz’ora. Detto poi che Sorrentino era stato bravo ad evitare un paio di gol granata già in precedenza. Insomma risultato legittimo e difesa inviolata. Obiettivo ottenuto. Chiaro che la classifica ora fa gola, in quello che comunque rimane un mucchio selvaggio. Contano i particolari e lo stato di forma, certo se il Gallo e Zaza iniziano a fare quello che sanno fare, mettendo in cascina un po’ di gol, allora si potrebbe pure sognare un po’. Noi sugli spalti. Loro no. Perché con un primo tempo così a Frosinone siamo sotto, sicuro. Bello stadio oggi, pieno e plaudente. Tante donne, molti bambini. Non intendo più discutere sull’argomento con chi pontifica di bacino cittadino, TV, strapotere degli altri, la montagna, gli orari, lo stadio. C’è solo un metodo per riempire il Grande Torino, un’unica variabile: RISULTATI.

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