Rincon con il sogno di portare il Toro in Europa

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Il clima di fiducia che si respira al Filadelfia è ben blindato tra quattro mura a sentire Tomas Rincon, sempre più leader di questo Torino. «Contro il Bologna sarà una sfida molto complicata – le parole del centrocampista a Sky Sport -, c’è ancora tanto da pedalare e lavorare se vogliamo andare in Europa. Non abbiamo ancora fatto niente: anzi, guardate quanta fatica abbiamo fatto contro Chievo e Frosinone».

Un tuffo nella realtà che però non sminuisce le cose belle mostrate dalla squadra di Walter Mazzarri nei primi due mesi e mezzo del 2019. A partire dal ritorno al gol di Andrea Belotti. «Il Gallo è in una forma strepitosa, ci sta dando una grossa mano e speriamo che continui così – ancora il venezuelano -, ma anche Iago Falque e Zaza si stanno riprendendo. Arrivano da un periodo così così, sono sicuro che anche loro vorranno approfittare del momento buono della squadra per esplodere. Io leader? Siamo in tanti, fa piacere se l’allenatore e i compagni pensano questo di me. Quando sono arrivato sentivo un po’ di freddezza da parte dell’ambiente per via del mio passato, adesso invece percepisco più affetto, la gente si sta appassionando al mio modo di interpretare il calcio».

Da ex juventino, Rincon esalta la prestazione in Champions dei suoi vecchi compagni contro l’Atletico Madrid: «Hanno fatto qualcosa di straordinario – ammette -, è una buona notizia per il calcio italiano. Speriamo che le squadre di Serie A possano andare il più avanti possibile anche in futuro». Quando, magari, con i piedi in Europa League ci sarà il Toro.

(fonte lastampa.it)

1 commento

  1. Praticamente Rincon ha giocato sì e no 3 partite dall’inizio della stagione sotto la sufficienza, ma non ha mai portato a casa una prestazione veramente indignitosa. Rappresenta la vera e propria stabilità di questo Torino, lì inamovibile al centro del campo. E noi tifosi ora di crediamo, vogliamo ancora vedere questo atteggiamento roccioso in tutta la squadra, come si dice in questi casi “vogliamo giocare 11 finali”, la prima cade sabato sera, siamo favoriti anche secondo i bookmakers (e non di poco!). DAI COSÌ TORO, DAI COSÌ!!!

  2. Riporto parti di un articolo de La Stampa di oggi: “Il presidente della Camera di Commercio di Torino, Vincenzo Ilotte, ci tiene a riconoscere la capacità imprenditoriale dell’attuale presidente della Juventus. «La sua lungimiranza – spiega – si vede dai risultati economici della società. Grazie alla Juve che vince e al fuoriclasse Ronaldo, la città ha ottenuto una visibilità mondiale che prima non aveva»… «Aiutiamo la Juve a creare un progetto di intrattenimento legato a questo brand fortissimo, una sorta di Mondo Juve ben più grande del museo che c’è ora».” E se non bastasse il Presidente della Camera di Commercio, ecco le dichiarazioni, sempre prese dall’articolo citato, di “Gianfranco Carbonato, patron di Prima Industrie e granata: «Non sono un esperto di turismo sportivo o di ristorazione, ma il valore economico mi pare evidente. Da granata, ho ammirato la prestazione della Juve, trascinata da CR7 e con uno spirito di squadra eccezionale. Spero continuino con questa grinta e ci regalino altre serate come questa».” Finito? No, ci mancherebbe: “A confermare che i gol della Juve si trasformano in valore economico per i locali della città è anche Claudio Ferraro, direttore dell’Epat, l’associazione che riunisce i pubblici esercizi. «Il principio è che l’entusiasmo trascina, spinge le persone a muoversi e godersi una serata in più fuori, sia i torinesi sia i turisti. Non c’è ancora un dato oggettivo sui ristoranti e bar – dice Ferraro – ma basta passeggiare per accorgersene. È vero che le eccellenze costano ma valgono anche e restituiscono valore».”
    Siamo al paradosso assoluto, si arriva a trasformare un semplice passaggio ai quarti di finale dei gobbi in un evento economico per la città ed io, forse, vivo in un’altra città: tutto sto fermento serale torinese, dichiarato niente meno che dall’Epat, non l’ho mai visto e dire che passeggio abbastanza…
    Un paradosso congeniale al disegno della sacra famiglia: vogliono toglierci dalla città, vogliono rendere quella che un tempo fu città-fiat in città-juve, arrivando a porre sui gobbi sin’anche una valenza economica comunale, con le scarpe bullonate di Ronaldo al posto delle 127. Son certo non mancherà a breve la cittadinanza onoraria a CR7. Son certo non mancherà a breve l’egida pubblica su tutto che ciò che è gobbo. Un disegno a cui, peraltro, partecipano anche dichiarati tifosi (??) granata.
    Ebbene, ne ho le palle piene di questo strapotere mediatico e di palazzo dei gobbi e mi incaxxxo non sentendo parole di contrasto da parte del mondo Toro.
    Noi siamo il Toro. Noi abbiamo costruito la storia del calcio torinese con gli immortali. Noi siamo l’altra faccia di Torino rispetto al potere agnelliano. Noi siamo quelli che han sempre buttato il cuore oltre l’ostacolo.
    E mentre il nostro esistere viene oscurato, mentre ci tolgono dalla città, mentre ci defraudano (e se ci riescono sarà per sempre) del Torino Siamo Noi e ci sentiamo dire dai vertici cittadini: “Aiutiamo la Juve a creare un progetto di intrattenimento legato a questo brand fortissimo, una sorta di Mondo Juve ben più grande del museo che c’è ora».”, siamo lì a meramente discutere di 6° o 7° posto…
    Personalmente, davanti a questo scempio della nostra storia e del nostro essere, di EL mi frega molto poco.
    Invece di limitarci a disquisire di apparizioni europee, confrontiamoci sul come riconquistarci la città, sul come combattere contro i poteri cittadini. E qui non servono Sirigu o Jago, qui serve una società che reagisca a questa volontà pubblica di renderci stranieri nella NOSTRA città.
    Facciamo fronte comune in una battaglia che DOBBIAMO combattere; una battaglia CONTRO i gobbi ed i loro lacchè; una battaglia per la NOSTRA SOPRAVVIVENZA in città. Una battaglia che se non viene fatta dalla nostra società, che non ha reagito alla dichiarata pubblica volontà espressa dalla Camera di Commercio di “aiutare i gobbi in un progetto città”, dovrà esser fatta da noi tifosi, uniti e compatti per il futuro del nostro Toro. Questa volta il rischio non è la scomparsa per trauma da fallimento, ma è la scomparsa per indotto comatoso oblio.
    Scusate la lungaggine del pezzo… ma quando ti girano c’è vole e, leggendo gli scientemente voluti sproloqui pubblicati sui giornali, mi son girate a mille.

  3. Al di là della diversa visione della partita dei Gobbi di martedì sera, su quanto hai scritto alle 14:14 Non posso che essere totalmente d’accordo.
    Purtroppo questo è uno dei rischi ( probabilmente hai ragione, il più terribile) quando si ha una squadra che domina ed ha risultati sul piano sportivo e di merchandising ( questo è stato uno dei 2 motivi, forse addirittura il principale per cui è stato acquistato Ronaldo), pare che l’oneroso investimento per il portoghese sia stato coperto dopo appena un paio di mesi dal suo acquisto solo dalla vendita di magliette e gadget vari a livello planetario, ed un’ altra con una Società che da 14 anni vive di plusvalenze e nulla più.
    Siamo come per il clima vicini ad un punto di non ritorno…

  4. che ce frega di ronaldo che frega di ronaldoooooooooooooooooo?????????????????????

    noi abbiamo ClaudioSala noi abbiamo ClaudioSalaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  5. Toro71, siamo già al non ritorno, guarda i risultati diCoppa, 5-1, 7-0, ma che sport è diventato? Anzi che non sport è diventato, solo spettacolo, il calcio era un’altra cosa. Auguri a tutti, ne avremo veramente bisogno in un futuro neppure troppo lontano.

  6. Claudio, io un pizzico di speranza la voglio ancora conservare, non penso che, almeno a livello nazionale, sia tollerabile un’altra stagione come l’ultima. In Italia può chiudere qualsiasi industria meno quella del calcio, qualcosa escogiteranno per limitare questo dominio incontrastato, altrimenti tra tifosi avvilito che non fanno più abbonamenti, sponsor importanti che non danno più soldi e tutto il resto, il Calcio in Italia rischia grosso e questo le Istituzioni non possono permetterlo.

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