Brutto stop per il Toro

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28^ GIORNATA DEL CAMPIONATO 2018/2019 – 9^ GIORNATA DEL GIRONE DI RITORNO

TORINO – BOLOGNA: 2 – 3  ​​  Sabato 16 Marzo 2019 h. 20,30

 

TORINO: SIRIGU; IZZO, NKOULOU, DJIDJI (27° s.t. BERENGUER); ANSALDI, BASELLI (11° s.t. FALQUE), RINCON, MEITE’ (32° s.t. LUKIC), AINA; BELOTTI, ZAZA.

BOLOGNA: SKORUPSKI; MBAYE, DANILO, LYANCO, DIJKS; PULGAR, DZEMAILI (22° s.t. POLI), ORSOLINI (40° s.t. MATTIELLO), SORIANO, SANSONE (37° s.t. SVANBERG); PALACIO.

MARCATORI: aut. PULGAR (B) al 6°; POLI (B) al 29°; PULGAR (B) su rig. Al 34° p.t.; ORSOLINI (B) al 10° ; IZZO (T) al 44° s.t.

ESPULSI: LYANCO (B) per doppia ammonizione al 43° s.t.; AINA (T) per proteste al 46° s.t.

AMMONITI: BASELLI, NKOULOU, AINA, BERENGUER (T) per gioco scorretto. SANSONE, SORIANO (B) per gioco scorretto.

ARBITRO: MARIANI di Aprilia.

Il Toro, purtroppo, non è nuovo a queste defaillance che sono più difficili da digerire di una sconfitta perché ad esse s’aggiunge il mancato raggiungimento di un obiettivo e/o la conferma di un trend, che avvalora il passaggio di un sogno in realtà. I granata, infatti, se avessero sconfitto il Bologna, avrebbero raggiunto in classifica la Roma, battuta dalla Spal, avrebbero distanziato oltremodo la Fiorentina, prossima avversaria, in trasferta, dopo la sosta per la Nazionale, e avrebbero approfittato del mezzo passo falso della temibile Atalanta, che non è andata oltre il pareggio in casa sua, contro il Chievo. Il Toro è sceso in campo sabato sera alle 20,30, quindi era già a conoscenza del passo falso della Roma, che aveva giocato alle 18 dello stesso giorno; poteva essere uno stimolo, invece, forse, si è dimostrato un handicap, o forse è stato un handicap l’essere andati in vantaggio già al 6° del p.t. con un’autorete di Pulgar, che ha deviato nella propria porta un bel tiro di Ansaldi, frutto di uno schema di gioco.

Fatto sta che il Toro ha disputato una partitaccia;  solo Ansaldi e Izzo hanno meritato la sufficienza, perché la compagine granata ha commesso troppi errori, dando modo al Bologna di fare bella figura e d’incamerare tre punti importantissimi per la sua classifica, che peraltro rimane critica. Palacio, trovava sempre spazi disponibili, così aveva buon gioco a distribuire palloni invitanti per i suoi compagni. S’è verificata la “vendetta” di Mihajlovic, ed anche di Soriano, mai visto così in palla quando indossava la maglia granata. Lyanco ha giocato bene, ma sappiamo che il brasiliano è un buon giocatore, come del resto Bonifazi, che alla Spal sta dimostrando il suo valore. Potenzialmente sono due calciatori che farebbero comodo al Toro, anche in prospettiva per la loro giovane età, anche se la troppa esultanza di Lyanco ha creato un po’ di malumore tra i tifosi granata.

Il Gallo Belotti, deluso, come noi tifosi granata, della mancata chiamata di Mancini in Nazionale, si è, come sempre, dannato l’anima, ma la sua voglia di strafare gli ha giocato un brutto scherzo, quando nel primo tempo si è divorato un gol bell’è fatto, o come quando, sempre nella prima frazione di gioco, da buona posizione ha scagliato un tiro che si è perso molto a lato della porta difesa da Skorupski.

Questa volta, contrariamente a quanto avvenuto nel recente passato, i cambi effettuati da Mazzarri non hanno sortito l’effetto sperato, e la serie di risultati positivi si è fermata a sette. Si sperava di incamerare nove punti dalle ultime tre partite; ne sono arrivati, invece, solo sei, e questo implica una ripresa di un ciclo virtuoso se si vuole che il sogno a lungo desiderato, diventi realtà. Il Toro, a Firenze, dovrà fare la partita, per tornare a casa con i tre punti persi contro il Bologna; l’assenza di Nkoulou e Aina non dovrà rappresentare un handicap. Il sempreverde Moretti (perché non è stato schierato da Mazzarri, magari a uomo su Palacio? ma con il senno di poi….) e De Silvestri, potranno benissimo sostituire gli assenti forzati. Le ultime dieci partite che mancano alla fine del torneo dovranno essere interpretate con la massima determinazione e concentrazione, perché il Toro deve far suo l’obiettivo non pronunciato, ma unanimemente individuato.  

Franco Venchi

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