Se è un sogno non ci svegliate

 

Se è un sogno non ci svegliate, questo chiedono i tifosi del Toro dopo la fantastica serata di ieri.
Il Toro vince 2 a 0 contro il Milan. I granata non battevano i rossoneri dal 2001, finalmente sfatato un tabù. Dopo la carica di 700 tifosi fuori dall’albergo che ospitava il ritiro della squadra per un fantastico sabato pomeriggio, anche ieri il pubblico ha fatto la differenza creando una cornice spettacolare al trionfo di Belotti e compagni.
Dopo il goal del Gallo su rigore arriva il raddoppio con un goal stupendo di Berenguer, ma bisogna fare i complimenti a tutti i granata perché veramente tutti hanno giocato una grande partita, dando il 100%.
Anche ieri si è visto un Milan in difficoltà sotto tutti i punti di vista, dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia arrivata in settimana.
Molto toccante ed emozionante, durante l’intervallo, ascoltare i Sensounico che cantavano dal vivo la stupenda canzone: “Quel giorno di pioggia”. Vedere lo stadio Grande Torino illuminato dalle torce dei cellulari a fare da coreografia, un silenzio pazzesco di sottofondo e la particolare attenzione rivolta ad ascoltare la canzone dedicata agli Invincibili, facevano veramente venire i brividi.
Infine é bello sottolineare l’abbraccio di Cairo con il resto della dirigenza granata dopo il goal del numero 21 del Toro, dopo una settimana in cui si è parlato molto del botta e risposta tra il presidente e il suo ds. Quell’abbraccio, che poi lo stesso Cairo a fine partita ha definito davanti ai giornalisti: “Un abbraccio tra vecchi amici”, penso e spero sia sinonimo di una dirigenza che remi compatta dalla stessa parte per realizzare il sogno di tutti. Ma sicuramente è così perché Petrachi è un vero professionista, certamente legato e affezionato al Toro dopo averci giocato e aver trascorso 9 anni da ds. Adesso non bisogna pensare alle voci riguardo al possibile approdo di Petrachi alla Roma ma a portare il Toro in Europa, poi a fine stagione si vedrà.
Adesso c’è da preparare un derby già venerdì sera, con una posizione in classifica che fa sognare e si fa interessante, con la compattezza di un popolo, di una società e di una squadra che vuole trasformare il sogno europeo in realtà. E con la consapevolezza che il giorno dopo Juve-Toro si ricorderà il Grande Torino, a 70 anni dalla tragedia di Superga. Quindi come ha detto anche Mazzarri nel post match: “Noi dobbiamo avvicinarci il più possibile a loro, a quegli Invincibili”. Questa è la speranza di tutti, soprattutto dopo la serata perfetta di ieri sera, ricca di soddisfazioni, gioia ed emozioni a tinte granata.
Continuiamo su questa strada e chissà che, a fine campionato, il panorama possa essere una bandiera blu con dentro dodici stelle disposte in cerchio.

Giovanni Goria

 

  • fabio stuppiello 29 Aprile 2019 at 10:27

    Importante è fare bene

  • BERTU62 29 Aprile 2019 at 11:00

    Ah beh, certo che i presupposti per assistere ad “una bella partita” latitano ampiamente! Da una parte c’è “Mr. 5 scudetti di fila”, quel genio calcistico che non accetta critiche “da chi non è ferrato” sul fatto che la juve non giochi per niente un bel calcio, e dall’altra c’è chi di fatto imposta le squadre che allena con l’input di “primo non prenderle e poi magari…”….Con questi presupposti un bel pareggino credo sia già scritto….. Ad ogni modo siamo sempre lì, si torna sempre sul “tasto dolente” o, se preferite, sul “tema caldo” che divide un po’ i tifosi di entrambe le squadre (ma guarda un po’: siamo uguali in questo forse??):

    “E’ meglio un bel calcio ma che poi magari non porta punti oppure un calcio brutto ma più concreto e che alla fine porta punti”?

    P.S. non valgono le risposte tipo “meglio entrambi” oppure “meglio un mix di entrambi”, la scelta dev’essere fatta tra “X” e “Y” 🙂 ……..

  • fabio stuppiello 29 Aprile 2019 at 14:18

    Mazzarri per i risultati fin qui ottenuti non lo possiamo discutere, quando prese il Toro fece 29 punti in un girone, adesso va oltre, quindi lo teniamo.

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