Sirigu para tutto, il Gallo ci mette il cuore

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Sirigu para tutto, il Gallo ci mette il cuore.

Ormai è evidente che Walter Mazzarri, dopo l’eliminazione in Europa, ha ripreso la condizione atletica, la preparazione. Cosciente di dover lasciare qualcosa sul campo. Non si aspettava di lasciare indietro i 3 punti con il Lecce. E magari, con una botta di fortuna, pareggia coi salentini, ricordate il rigore su Belotti, e sta a galla. Se ancora non siete convinti andare a vedere l’inizio dell’Atalanta lo scorso anno, dopo l’eliminazione con il Copenaghen. Pochi punti. Porto un altro dato: dopo il gol di Belotti tutti o quasi con i crampi, anche insospettabili come Rincon. Dobbiamo recuperare non c’è dubbio. Lasciamo i giudizi definitivi, ascoltatemi, a fine ottobre. Per evitare figuracce. Il gioco di Mazzarri non è esaltante, ma è lo stesso che ci ha portato al settimo posto, è lo stesso che sta attuando Tonino Conte all’Inter. Io continuo solo a non capire come mai una squadra che ha il fiato corto non faccia giocare Laxalt, che mi pare l’unico ad avere gamba. Anche il Gallo nel primo tempo ha faticato. Poi ha fatto due gol da cineteca, approfittando pure di un Donnarumma non esaltate. Il portiere del Milan ha nettamente perso il confronto con Sirigu, spettacolare nel finale a togliere un gol fatto a Piantek. Sta crescendo Aina, Zaza ci ha messo tutto, più agonismo che tecnica, ma migliorerà. Dietro si è ballato ancora. Guardare la carta d’identità di Bremer e Lyanco prima di criticare senza un domani. Può e deve dare di più Verdi, lo sappiamo, stava crescendo nel secondo tempo ma Mazzarri ha preferito toglierlo. Sul momento non ero d’accordo, poi tutto rientra nello logica di voler far crescere la squadra fisicamente. Un primo tempo da incubo, un secondo di cuore. Prima della partita N’Koulou ha dato la mano a tutti i compagni, sguardo basso, arrivato il Gallo lo sguardo del camerunese è sparito sottoterra. In campo ci serve, ma mi sembra evidente che la squadra attenda ancora delle scuse. Ora arriva una bestia nera, la trasferta di Parma. 6 punti persi lo scorso anno contro i ducali. Saliamo di condizione, ricompattiamoci e non fermiamoci più. Due parole sul Milan, nel calcio non bastano piedi, tecnica e fantasia. Ci vogliono anche garra, sangue e fango. Andate a vedere un bel documentario su Diego Maradona nei cinema in questi giorni, capirete tante cose. Capirete che Gianpaolo a Milano dura poco.

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