Toro: ingenuità e disattenzione

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6^ GIORNATA DEL CAMPIONATO 2019/2020

PARMA – TORINO:   3 – 2​​POSTICIPO DI LUNEDI’ 30 SETTEMBRE 2019, h. 20,45

MARCATORI: KULUSEVSKI (P) AL 2’; ANSALDI (T) AL 12’; BELOTTI (rig. T) al 43’; CORNELIUS (P) AL 48’ p.t.; INGLESE (P) AL 43’ s.t.

ESPULSI: BREMER (T) AL 29’ p.t.; FRUSTALUPI (T) NELL’INTERVALLO; MAZZARRI (T) AL 49’ s.t.

AMMONITI: LAURINI, HERNANI, D’AVERSA (P) – RINCON (T).

Dopo sei giornate di campionato, lo score del Toro è di 9 punti, frutto di tre vittorie e altrettante sconfitte; graficamente sarebbe un tracciato a forte varianza. La sconfitta di Parma trae sostanzialmente origine dall’aver giocato in dieci per oltre un’ora, a causa dell’espulsione, per doppia ammonizione, di Bremer.L’arbitro La Penna, la cui direzione ha lasciato alquanto a desiderare, ha ammonito una prima volta il brasiliano che, ingenuamente, ha commesso un fallo evitabilissimo a centrocampo; il secondo cartellino giallo è stato comminato dopo che il VAR Fabbri ha segnalato all’arbitro che Bremer, istintivamente, aveva toccato la palla con un braccio, invero tenuto un po’ largo; le nuove regole impongono la concessione del rigore con conseguente ammonizione. Il penalty calciato da Gervinho, è stato parato da uno strepitoso Sirigu, risultato poi il migliore dei granata. E’ il sesto rigore che Sirigu para da quando è al Toro, ma il nostro goalkeeper non può sempre fare miracoli.Nonostante l’inferiorità numerica, i granata sono riusciti ad andare in vantaggio per 2 – 1 in conseguenza di un rigore procurato e realizzato dal Gallo Belotti. Anche in questo caso l’arbitro è stato richiamato dal VAR Fabbri, perché non aveva visto il fallo commesso da Laurini sul nostro Capitano, che stava colpendo di testa la palla. Mancavano due minuti all’intervallo, ma una clamorosa disattenzione difensiva consentiva al Parma di pervenire al pareggio nei minuti di recupero. Nella ripresa, il Toro riusciva a mantenere il risultato, e avrebbe anche potuto andare nuovamente in vantaggio se avesse gestito la palla con maggior attenzione, invece, quasi allo scadere, Inglese, subentrato nell’ultimo quarto d’ora a Hernani, con la complicità di Izzo che non riusciva a rinviare la palla, depositava in rete a pochi passi dall’incolpevole Sirigu, il pallone del 3 – 2 finale, che consentiva ai ducali di ottenere una vittoria immeritata, ma ostinatamente cercata (D’Aversa era passato al 4-2-4).

E’ comprensibile la frustrazione e la delusione del popolo, della Dirigenza e dell’allenatore granata, ma certe ingenuità e leggerezze si pagano amaramente. Izzo ha disputato una pessima gara, Nkoulou deve recuperare la forma e il ritmo partita, Bremer non deve farsi continuamente ammonire e il Gallo Belotti non può reggere da solo certi ritmi, il Mister deve studiare una formula che possa essere d’aiuto al nostro centravanti. Contro il Parma, Mazzarri ha schierato un inedito 4-2-3-1 che non è stato possibile applicare per l’intera durata dell’incontro, a causa dell’espulsione di Bremer, tuttavia ritengo positivo il fatto che il Mister non si fossilizzi sul suo solito modulo, ma si cimenti con altre soluzioni.

La difesa, che è sempre stata il punto forte della squadra, contro il Parma ha lasciato molto a desiderare, Izzo, in particolare, ha commesso degli sbagli incredibili, come quando non è riuscito a calciare la palla, diventata un boccone ghiotto per Inglese, che ha avuto vita facile a depositarla in rete.

Il Toro ha avuto in Sirigu, Belotti e Ansaldi tre protagonisti, Verdi ha pennellato un cross per la testa di Ansaldi che ha insaccato, pareggiando il gol realizzato dall’ottimo Kulusevski dopo neanche due minuti dall’inizio della partita. L’ex Napoli sta dimostrando la sua tecnica e confermando le sue indubbie qualità. Per contro, altri componenti della squadra hanno giocato al di sotto delle loro capacità, palesando anche scarso carattere. Con questo trend, il Toro non potrà che occupare una posizione di media classifica, alimentando lo scontento dei tifosi, il cui legittimo desiderio è di vedere il Toro albergare ai piani alti della graduatoria.    

Franco Venchi

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