Il Grande Torino e il Toro al Festival dello Sport

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Ieri è andata in scena a Trento l’ultima giornata del Festival dello Sport organizzato da La Gazzetta dello Sport.
Un evento che ha riunito tanti campioni, tanti fenomeni ed eccellenze sportive ma, prima di tutto, dei veri punti di riferimento per chi li segue dentro e fuori dal campo: indifferente che sia un campo da calcio, una piscina, un percorso da fare in bici o altro.
Presenti Federica Pellegrini, Arrigo Sacchi e Alex Zanardi, per fare alcuni nomi.
E proprio di un punto di riferimento per l’Italia, a distanza di 70 anni da quel maledetto 4 maggio, si è parlato ieri, presso il Teatro Sociale ricordando il Grande Torino. Ma non solo, si è dato particolare spazio anche alle vicende del Toro del ‘76 e della squadra attuale.
Infatti sul palco a interloquire con il giornalista Massimo Gramellini, noto per il grande amore che nutre per il Toro, c’erano Claudio Sala, Eraldo Pecci, Renato Zaccarelli, “gli eroi del ‘76” legati inevitabilmente al Grande Torino per aver riportato lo scudetto sulle maglie granata, ventisette anni dopo la tragedia di Superga.
Oltre a loro presente sul palco anche il presidente Urbano Cairo, che ha partecipato con grande attenzione e passione a tutti i 4 gironi di questo evento e con lo sguardo già rivolto al festival del prossimo anno.
Tanti i temi affrontati, tante le emozioni suscitate ai presenti, tanto forte il senso di appartenenza a questo club.
Si è parlato appunto degli Invincibili, di Meroni, dell’importanza e della voglia da parte della società di migliorare anno dopo anno, come ha dimostrato in questi anni.
Il presidente ha speso anche qualche parola per l’ultimo importante regalo che si è fatto e che ha fatto al popolo granata, questo dono porta il nome di Simone Verdi.
Insomma c’è voglia di Toro. Sono stati diversi gli aneddoti, i racconti e le parole spese ma il messaggio principale è la voglia di tornare a vincere qualcosa e, soprattutto, il forte senso di appartenenza che c’è dietro questa squadra. Impossibile tralasciare l’importanza del settore giovanile per il quale il presidente Cairo e il ds Bava hanno fatto e continuano a fare un grande lavoro e i risultati lo dimostrano. Lanciare campioni cresciuti con la maglia del Toro addosso è e deve continuare ad essere un marchio di fabbrica della società granata, come ribadito da Sala e Zaccarelli, anche a costo di avere un paio di punti in meno in classifica.
Giovanni Goria

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