Sirigu: “Voglio il Torino sempre fra i primi, siamo forti”

10
202

Sharing is caring!

Evidentemente è destino che Salvatore Sirigu non riesca a trascorrere una partita in serena contemplazione del gioco. Perfino in Nazionale, contro il piccolo Liechtenstein, ha evitato imbarazzanti problemi al punto da risultare il migliore in campo. “Il pericolo di rilassarsi c’era: la qualificazione in tasca, i tanti elogi, lo stadio piccolo, il meteo strano, un campo pesante. Tutti i presupposti per inciampare… Non è stato così, alla fine, ma siamo stati disattenti in alcune occasioni per leggerezza, perché non pensavamo che i pericoli potessero arrivare. Ci sentiamo molto competitivi e magari non fai un metro in più, vuoi sempre il pallone, concedi qualche contropiede in più sapendo di avere difensori bravi”.

E così tocca a Sirigu e “all’asse torinese” che passa dallo juventino Bernardeschi e finisce con l’altro granata Belotti, sistemare le cose: “La Juve ha sempre piazzato grandi giocatori in Nazionale, per il Toro ora è importante averne tre in pianta stabile, in azzurro: vuol dire che squadra fa bene e che ha elementi italiani di livello. Avere un blocco importante di italiani convocabili fa capire il valore della nostra rosa”.

Sirigu: “Sempre fra i primi”

Alle sue spalle, nella zona mista del minuscolo stadio di Vaduz, transita Belotti e Sirigu lo coinvolge al volo: “Che dici? Miglioriamo rispetto all’anno scorso come dice Cairo?”. Ride, il Gallo: “Per forza”. Un sorriso e Sirigu torna serio: “Io cerco di essere sempre positivo: sono molto concentrato sulla Nazionale ma anche e soprattutto sul quotidiano che è il Torino. Non mi nascondo dietro un dito: abbiamo una squadra forte che però deve evolversi. L’anno scorso avevo detto che avrei rinnovato il contratto e che sarei rimasto perché credevo in questo progetto, ma sapevo benissimo che le cose non potevano cambiare in un anno. Sono consapevole che quello che stiamo facendo adesso potrà essere la base del Torino del futuro. L’obiettivo è avere una squadra granitica che possa confermarsi fra le prime 6-7 ogni anno e non sporadicamente: perché oggi c’è Belotti, e magari domani no. Dobbiamo arrivare a un certo livello e non più scendere”.

(fonte tuttosport)

10 Commenti

  1. il primo a cui non interessa crescere è il proprietario: il pubblicitario che non pubblicizza e non fa crescere il suo club.
    ma se lunedì gli gira male, ha finito di fare pubblicità…

  2. @Toro . A chi ti riferisci ? Non mi pare una squadra di mammolette
    Persino Baselli è cresciuto e da qualche partita ci mette pure cattiveria nonostante un fisico non da Marcantonio
    Magari qualcuno ha peccato di presunzione o concentrazione …vedi Nkoulou o Meité …ma io di senza palle in questa rosa non ne vedo
    Rincon Izzo De Silvestri Lukic Belotti Zaza Ansaldi Lyanco Aina Bonifazi o Bremer come impegno cattiveria o coraggio credo non si discutano
    Hanno altri difetti
    Verdi e Laxalt diamo loro tempo …Iago lo conosciamo Berenguer è cresciuto in consapevolezza anche se ancora incostante …
    Sirigu è un leader ma certo non L unico in questa Rosa
    E in quanto a rabbia e Grinta non si discute nemmeno Walter …
    Non ho capito a chi ti riferisci …

    • Le palle sono quelle che servono per vincere senza fronzoli le partite che vanno vinte invece di sciogliersi come budini molli ogni volta che c’è la partita della possibile …svolta

  3. Concordo con Toro71.
    La svolta di cui parla Sirigu deve passare dall’atteggiamento di tutti, tecnico in primis.
    Spero domani di NON VEDERE il solito inerme primo tempo e un atteggiamento grintoso già da subito.
    Ma, mi chiedo, oltre a tutti i giocatori, abbiamo un allenatore davvero in grado di invertire la rotta??

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui