La difesa del Toro è sparita, errori dilettantistici condannano i granata. Mazzarri in affanno, ora forse è il primo a non crederci più.

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La difesa del Toro è sparita, errori dilettantistici condannano i granata. Mazzarri in affanno, ora forse è il primo a non crederci più.

E se l’allenatore è in difficoltà potrebbe rivolgersi al Presidente, che però magari gli risponde da un autogrill sulla Torino-Milano, perché aveva fretta di tornare a casa. Oppure al Direttore sportivo, tutte le società hanno un direttore sportivo, pure quelle di eccellenza. Ma il Ds non c’è, perché nonostante Cairo abbia saputo da marzo che Petrachi voleva andarsene non l’ha sostituito. Per carità non che Petrachi fosse un genio, perché Zaza l’ha preso lui non io. Niente Cairo non si è mosso. Poi a luglio inoltrato ha nominato Bava, noto per essere un ottimo responsabile delle giovanili, molto bravo nello scovare talenti nel calcio regionale. Capirai non solo delle giovanili ma pure eccelso nel circondario. A Bava poi è staro pure comunicato che Petrachi si era portato via il capo degli osservatori e il segretario generale, mezza società. Ma perché Urbano avrà fatto ciò? Sarà scemo? Sarà scemo uno che ha scalato Rcs, riuscendo dove fallirono Calvi e la P2? Non penso, semplicemente Urbano vuole un ragioniere che non gli rompa le palle. I ragionieri purtroppo non si intendono di gestione delle squadre di calcio. A fine agosto abbiamo messo la pezza di Milanetto e Storgato, che speriamo servirà per il futuro. Tutto ciò per dire che oggi Mazzarri è un uomo solo, che vede la difesa sbrindellarsi, con un N’Koulou inguardabile e solo l’ombra del giocatore della passata stagione, ti sta bene Nicolas, Bremer non pronto per la A, Bonifazi e Lyanco perennemente rotti, Izzo che cambia procuratore, gioca da cani, ma visto che il nuovo gestore è Raiola va sempre in Nazionale. Izzo pronto per sbarcare a Milano, si dice. Non si possono regalare tre gol così, non si possono regalare tre occasioni del genere all’Inter. Poi certo anche la sfiga ci perseguita, oggi subito fuori Belotti, fuori Iago, i due difensori, fusissimo Rincon, pure Millico è crollato. All’ultimo pure Laxalt, stiramento con la Celeste. A proposito dei nazionali, ora abbiamo finito di fare passerelle per il mondo? Non so, c’è qualche fiera dei mirtilli, del melobanano a cui non siamo andati in giro per l’universo? Che cazzo è andato a fare Rincon, mezzo rotto, a corto di preparazione, col fisioterapista nella valigia, in Giappone? È arrivato ad agosto inoltrato, ogni tre per due riparte, il suo contratto lo paga il Venezuela o il Toro? Poi è ovvio che affrontare l’Inter che non perde mai, che Conte ha messo su binari semplici ma super oliati, diventa difficile. Se ci mettiamo poi che non c’era campo più adatto ai chili di Lukaku, il gioco è fatto. Andava bene anche per quelli di Meite, ma il francese danza sulle punte, quando non fa cazzate o si addormenta. Qualche buon segnale da Verdi, perso nel marasma generale. Verdi è un ottimo giocatore, manca la condizione è chiaro. Bisognava prenderlo a luglio non a fine agosto. Ora l’appello nuovamente a lavorare di più. Non sempre troveremo Handanovic, ma bisogna tirare di più e difendere meglio. Cairo conferma Mazzarri, lo sguardo di Mazzarri in conferenza stampa la dice lunga, è tempo di grandi pensieri.

Venerdì sera invece stessa pioggia ma emozioni diverse. Sono stato al Museo del Grande Torino, per l’inaugurazione di una mostra su Facchetti, campione dell’Inter e dello sport. Bella iniziativa di Domenico Beccaria e i suoi volontari di omaggiare un campione non del Toro, prima del capitano interista, Riva, Zanetti e Antognoni. Ospite il figlio di Facchetti, Gianfelice. Per l’occasione un amico interista mi ha detto: “se vinciamo domani col Toro, vinciamo lo scudetto.” Almeno speriamo mantengano la parola.

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