Bremer gol e il Toro scaccia la crisi

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Bremere gol e il Toro scaccia la crisi.

Walter Mazzarri, toscano di scoglio, azzarda l’inverosimile, offeso, insultato, dileggiato per tutta la settimana di essere un vecchio bolso e difensivista, decide di giocarsi la partita della vita senza punte. Senza attaccanti, adattando il solo Berenguer, ignorando Zaza, Millico e Edera. Viste le assenza di Iago e Belotti. Si mette dietro, soffre e gioca da cani, aspetta e alla fine con una zuccata di Bremer vince. Perchè la sorte un po’ ai toscani gli vuole bene. E va bene vittoria su un Genoa che nel secondo tempo meritava di più, anche se non segnare mai e prendere sempre inesorabilmente un gol non è un bel segnale. Per il Toro poche cose da salvare, se non i tre punti. Buon primo tempo, solito calo atletico nel secondo, frutto ancora della mancata preparazione estiva. Ma anche errori di concentrazione e posizione, che vanno assolutamente corretti. Ci sono stati 15 minuti nel secondo tempo in cui il Genoa attaccava e noi abbiamo fatto errori da lega dilettanti. Pali e Sirigu ci hanno salvato. Ma un Toro senza punte non si può vedere. Berenguer era troppo isolato, Baselli inutile, meglio Verdi che sta tornando ai suoi livelli, cross per il gol e tiro sotto la traversa ben parato da Radu. La contuinità arriverà. Verdi ha capito lo spirito, se Baselli ancora non l’ha compreso, vedi incazzamento al momento della sostituzione, allora è grave. La difesa ha retto, non aver preso gol è un’aspirina, consente di continuare a lavorare, perché c’è tanto da fare, ripeto oggi ad un certo punto sembrava un’autostrada verso Sirigu, troppi errori indivuduali ancora. Ma oggi non voglio infierire, lavorino come si deve e vogliamo vedere passi avanti con la Fiorentina. Detto che bonus e scuse sono finite da un pezzo. Vigili la società perché ora ci vuole solo sudore. Comi ha detto che stanno lavorando per dare un senso a questa stagione, segno che in società si è capito che qualcuno ha staccato la spina. Esiste il mercato di gennaio, la tribuna, la consegna ai tifosi che faranno certamente capire agli ammutinati che non è il caso, se ne esistessero.

Detto che contestare è sacrosanto soprattutto per chi va allo stadio, poche righe per chi stasera è amareggiato, perché con questa vittoria non se ne va Mazzarri, non se ne va Cairo. Mazzarri non se ne va perché questa squadra l’ha costruita lui, Verdi l’ha voluto lui, e pur nella miseria di gioco più totale è l’unico a poterla risollevare a dicembre. Cairo se ne andrà quando avrà bisogfno di 100 milioni di euro, e potrebbe anche capitare presto, dalle voci che circolano su Rcs. Questa è la garanzia anche per noi che arriverà uno degno del Toro e non un ciuculaté di Moncalieri. Nel frattempo vi invito a non ascoltare i rivoluzionari di professione, vecchi di mezza età, che rimpiangono la giovinezza, a cui Facebbok dà una seconda possibilità di cambiare il mondo. Solo sulla carta, o meglio sul web, ovviamente. Come li riconosci: ti dicono che meglio di Cairo è anche la serie D, e certo perchè quando loro avevano 18 anni stavano in giro per l’Europa a divertirsi, con Pupi, Ciccio e poi Junior e Dossena. Ora tra un reuma e l’altro va bene pure la D. Ti dicono che Cairo è il peggio. Ma visto che prima di lui ci sono stati Cimmi, Calleri, Vidulich, Giovannone, allora ti dicono che Cairo è colluso con gli Agnelli. Ma se non basta è colpevole per Ustica, piazza Fontana, la morte di Elvis e dell’innocenza. Cairo ha una colpa sola: se ne sbatte del Toro. Lo scrissi dopo che Ventura ci portò in Europa e lui vendette Cerci e Ciro per prendere… Amauri, un presidente vero non l’avrebbe mai fatto. Cairo ha tante priorità, il Toro viene dopo tutte queste. Se ne andrà appena troverà l’occasione giusta. Non se ne andrà per la pressione mediatica di quattro cinquatenni, che con 16 like su fb pensano di vendicarsi del mondo che li ha ignorati.

14 Commenti

  1. Oggi ho visto un Toro bruttino. Da salvare solo i tre punti e il balzo in classifica. Mazzarri e Cairo se ne devono andare non perché quattro cinquantenni vogliono farsi notare, non sono solo loro a volerlo ma tanti di noi. Cairo se ne deve andare perché in quindici anni di sua presidenza, non abbiamo una struttura che sia una di proprietà del Toro. Cairo se ne deve andare perché il Filadelfia è rinato (monco ancora ahimè)ma non per merito suo. Cairo se ne deve andare perché ha gestito la società a suo piacimento solo per sé stesso. Mai un mercato programmato. Ha sostituito Petrachi soltanto il 1 di luglio con un fantoccio pur sapendo da 6 mesi che sarebbe andato via. Tralasciamo commenti sul Robaldo che è meglio.
    Cairo se ne deve andare perché, come ha scritto giustamente qualcuno su un altro post, è riuscito a spaccare una tifoseria unica, che riconosceva il fratello granata soltanto da una sciarpa, da una maglietta, addirittura mettendo in pericolo l’incolumità di persone che hanno la colpa di aver portato i figli allo stadio solo perché sono in curva Primavera.
    Cairo se ne deve andare, perché ha usato il Toro soltanto per avere visibilità e per arrivare dove voleva arrivare fregandosene della squadra della società e dei suoi tifosi.
    Tralascio il resto perché ne avrei ancora ma non mi basta una pagina.
    Insomma Cairo se ne deve andare perché non sta facendo il bene del Toro, non perché lo dicono quelli che tu dici sembrano i soli che non lo vogliano più.

  2. Passerà come il Medioevo è passato, non per la spinta di chi avrebbe dovuto battersi nel 2005 per il Toro, quando è morto il Toro Vero, e non l’ha fatto e lo fa oggi da tastiera. Autodefinendosi influencer granata, l’influencer che si autoproclama, e quindi scomodo. Ma scomodo a chi? Alla vita! Per quanto riguarda la fratellanza granata… C’è una grande intervista su youtube a Joe, il mitico Joe, che smonta già tutto agli inizi degli anni 80…davanti la quale mi taccio.

  3. Ha detto bene chi ha scritto.
    “Cairo ha un solo difetto, se ne sbatte del Toro”. E questo non sarebbe sufficiente per acclalare che da 15 anni ci prende per i fondelli alla grande e, quindi, va contestato e mandato via? Proprio perché i cinquantenni da tastiera hanno visto il vero Toro, e con mezzi finanziari molto meno elevati di quelli dell’avido, e’ quasi un dovere rivoltarsi e contestare fino.a quando si toglierà dalle palle. Quello che scrive, Diego, mi sembra totalmente fuori da ogni logica.

  4. Caro Dario 76 peccato che “Cairo se ne sbatte del Toro” l’abbia scritto io nel pezzo…ma va bene. Lo ribadisco la contestazione è più che legittima

  5. Ciao Diego,
    L’ho visto bene che lo hai scritto tu, e lo condivido assolutamente. Solo non condividevo il prosieguo del tuo commento, apposta per questo ho voluto mettere a confronto la quasi nullita del progetto cairota con quanto oggi sostengono cinquantenni e non, ma per carità, tutti sono liberissimi di pensare e scrivere ciò che reputano giusto. Su un punto, credo, tutti stiamo convenendo: cairo ha ampiamente terminato.il suo ciclo.

  6. Diego, ho condiviso molto spesso i tuoi pezzi, qualche volta no e ho sottolineato entrambi i casi. Ora, io non so quanti anni tu abbia, avrei solo scrivere una sola parola per quanto scritto nella seconda parte del tuo messaggio, ossia: Vergognati!, ma voglio darti una seconda chance, da quello che scrivi, sei evidentemente molto giovane, ed anche abbastanza ingenuo( vedasi rapporti Cairo-gobbi) . Ti invito a leggere meglio quelli che scrivono su FB ed anche qua, a non offendere in maniera vergognosa chi del Toro ha fatto una ragione di vita, a parlare di quello che sai e di tacere su quello che non sai sulle persone che deridi e squalifichi, facendo uno splendido manifesto propagandistico a favore di chi, tu stesso scrivi, del Toro se ne sbatte! Siamo al punto più basso della nostra Storia, anche se siamo nella parte sinistra della Serie A, che ti piaccia o no!!!

  7. Non devo difendere io Diego… penso sappia farlo da solo
    Ricordo unicamente che fra tutti i redattori del sito è stato l’unico fin da tempi non sospetti a gettare lo sguardo sulla crisi attuale… societaria, di risultati, di gioco, di impegno e serietà professionale, di onestà e competenza… e tutto il resto
    Mentre altri non facevano che minimizzare, cambiare argomento, far finta di non vedere, fare da sponda ad una guida tecnica inadeguata e provocatoria.. fino al punto da rivelarsi apologetica di Chiellini e ad una proprietà che ha dichiarato pubblicamente la sua indifferenza profonda verso la maglia granata e la sua storia e la sua passione verso quella rossonera
    Condendo il tutto con il continuo stigmatizzare le voci critiche… definite nella migliore delle ipotesi “spalamerda”
    Vorrei solo che Diego riflettesse su un dato di fatto: per effetto di 15 anni di gestione Cairo (- 5000 abbonati e decine di migliaia di tifosi persi per strada… tanto da essere sopravanzati in questa speciale classifica perfino dal Cagliari) una volta scomparsi i 50enni – memori di tempi sicuramente più dignitosi-
    Rimarranno solo… se va bene… e limitandosi al medio periodo…
    una mezza dozzina di migliaia di tifosi granata
    E per il Toro non esisterà più futuro
    La gestione Cairo ha decretato la fine di una storia, di una favola, di una leggenda
    Ha cancellato ogni speranza
    E se mai mollerà la preda dalle proprie fauci fameliche… lo farà solo quando sarà sicura di lasciare a terra una carcassa esangue
    Liberarsi di Cairo e di tutto quello che rappresenta è un dovere etico di ogni persona che si autodefinisca tifoso granata
    Non esistono alternative
    O se ne va
    O il Toro muore

  8. Wizzo io mi firmo solo col nome e tu ti chiami Wizzo? Toro 71 io a te di Toro non voglio insegnare nulla. Sento dal tuo impeto che sei più tifoso di me. Ma sui social mi permetto di dirti… attenzione… Scoprire chi c’è dietro a un nick potrebbe lasciarti di stucco. I fratelli granata sono quelli dello stadio. Quelli del web sono a volte serpenti assonagli senza pietà. Cairo se ne andrà finita la mungitura, i serpenti rimarranno

  9. Diego, io sui social sono il primo a diffidare, ma questo non significa sparare a 0 come hai fatto su tutti quelli che vogliono che Cairo se ne vada, perché ha distrutto tutto. Leloup, ho scritto prima che sono stato spesso molto d’accordo con Diego, quindi proprio per quello mi ha amareggiato moltissimo la seconda parte del suo articolo.
    Diego, chi vuole cacciare Cairo ad ogni modo, non vuole sfasciare tutto semplicemente perché tutto è già sfasciato. E te lo ripeto senza problemi, preferisco scendere di categoria ( ovvio, se Cairo se ne va ed arriva una Società forte che ci fa non solo restare in serie A ma ci va salire ai posti che ci competono, tanto meglio), con una Società seria che restare nel limbo dell’anonimato per altri anni con questa Società inetta e con rapporti molto stretti con Andrea Agnelli ( senza sarcasmi inutili e stupidi, lo sanno ormai anche i sassi!).
    Altrimenti è inutile criticare Cairo e criticare in maniera sprezzante chi dice meglio la D, finisci per essere come i pro Cairo, ormai sempre più isolati che da anni sono solo capaci di dire Vuoi fallire?, Compralo tu il Toro, ed altre adunate simili.
    Il Toro, se non te ne sei accorto, caro Diego, da anni è come un dead man stalking, quindi, da tifoso puro ed onesto, ti ripeto, io non ho paura che il Toro fallisca, ho paura che prosegua questa inesorabile caduta nel limbo del nulla, e non lo posso permettere. Io ieri mi auspicano addirittura una sconfitta, quanto meno per cominciare a togliere quel Rintronati di Mazzarri, ed al gol di Bremer sono rimasto assolutamente indifferente. Hai capito dove mi ha portato ( ma tranquillo, posso serenamente pluralizzare dicendo, CI ha portato…)questa pseudo Società?
    Un’ ultima cosa, lascia stare Joe ed altri pezzi di diamante di quella che è stata la Curva più bella d’Europa e del mondo.
    Punti di vista diversi fra tifosi ci sono stati e ci saranno sempre, ma sono sicuro che una divisione così netta ( e non solo perché Internet evidenzia le cose) non ci sia mai stata tra tifosi. Quindi Cairo se ne deve andare, e noi, anche attraverso i Social, dobbiamo fare in modo che ques to avvenga quanto prima, prima che non sia troppo tardi, sempre se non è già troppo tardi.

  10. Da quasi cinquantacinquenne sottoscrivo Diego e le parole di Leloup in sua difesa.
    Mai cacato i social, soprattutto Facebook. Il suo potere di manipolazione ha creato diversi mostri contemporanei. Attraverso Facebook, Twitter, Instagram, c’è chi tiene costantemente sotto controllo la vostra esistenza nei minimi dettagli. E il loro potere propagandistico avrebbe mandato in estasi gente come Goebbels.

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