Vittoria salutare

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14^ GIORNATA DEL CAMPIONATO DI CALCIO “SERIE A” 2019/2020

GENOA – TORINO:  0  –  1​STADIO DI GENOVA MARASSI – SABATO 30 NOVEMBRE 2019, h. 18,00

MARCATORE: BREMER (T) al 32° del s.t.

GENOA (4-3-3): RADU; GHIGLIONE (ANKERSEN dal 1° del s.t.), ROMERO, BIRASCHI, PAJAC; CASSATA, SCHONE, STURARO (GUMUS dal 37° del s.t.); PANDEV, FAVILLI (PINAMONTI dal 21° del s.t.), AGUDELO.  ALL.: THIAGO MOTTA

TORINO (4-4-1-1): SIRIGU; DE SILVESTRI, IZZO, NKOULOU, BREMER; VERDI (EDERA dal 42° del s.t.), BASELLI (MEITE’ dal 18° del s.t.), RINCON, ANSALDI (LAXALT dal 23° del s.t.); LUKIC; BERENGUER. ALL.: MAZZARRI

ARBITRO: MASSA di Imperia

ESPULSO: EDERA (T) al 49° del s.t.

AMMONITI: STURARO E AGUDELO (G); BASELLI (T).

Parliamoci chiaro, se il Toro fosse uscito dal campo di Marassi senza la vittoria, saremmo tutti qui a lanciare strali contro la Dirigenza, l’allenatore e i giocatori granata. Tuttavia, anche con i tre punti conquistati contro un dimesso Genoa (altra squadra quella allenata a suo tempo da Gasperini), non si può fare a meno di sottolineare come la prova dei granata sia stata insufficiente e non esente da critiche. In primo luogo si lamenta la continua mancanza di gioco e i tanti errori commessi in fase di impostazione. Inoltre, ha destato stupore la formazione schierata da Mister Mazzarri, a causa dell’assenza forzata del Gallo Belotti, seduto in tribuna a fianco di Moretti (come si sente la sua mancanza!) e dei vertici societari, Presidente Cairo in testa. Infatti il tecnico granata ha deciso di affidare al solo Berenguer il peso dell’attacco torinista, impostando, tra l’altro, uno schieramento per lui inusuale. La partita è stata brutta, specialmente nel primo tempo, e nella ripresa il Toro ha subìto la reazione del Genoa, che ha colpito traversa e palo, rispettivamente con Agudelo e Favilli. Una bella incornata di Bremer, su un corner pennellato da Verdi, ha consentito al Toro di portare a casa tre punti importanti per la classifica e non solo. Un po’ di sconcerto si è avuto anche quando Mazzarri ha deciso le sostituzioni, prima Meitè al posto di Baselli, e poi Laxalt subentrato ad Ansaldi. In effetti quest’ultimo non aveva giocato male, tutt’altro, era anche andato vicino al gol con un tiro che aveva sfiorato il palo alla sinistra di Radu. E poi, ancora, l’ingresso in campo del redivivo Edera, che ha rilevato Verdi, ancora non al massimo della forma. E Zaza? Ci si chiede perché Mazzarri non abbia voluto schierare l’attaccante lucano, sia ad inizio partita, sia a partita in corsa. Oltretutto Edera giocando solo sette minuti è riuscito a “conquistarsi” due cartellini gialli, e quindi l’espulsione. Non c’è che dire: un bel record negativo. 

A fine gara, Mazzarri non ha nascosto la sua gioia, di scampato pericolo, o esonero che dir si voglia, che molto probabilmente sarebbe arrivato se l’ottimo Bremer, il migliore dei granata, non avesse trovato il gol da tre punti. Lo scontento di Baselli e Ansaldidopo la sostituzione era evidente guardando i loro volti, e le scelte del tecnico granata fanno ritenere che ci sia una minor tranquillità in seno alla squadra. Vorrei sbagliarmi, e poter rivedere presto il Toro che ha conquistato punti su punti nella seconda parte del campionato scorso, ma credo che questo obiettivo potrà essere conseguito se i granata giocheranno un altro calcio, rispetto a quello attuale. E’ lecito chiedersi se questa metamorfosi potrà avvenire solo con una maggior consapevolezza da parte della squadra, o se sarà necessario agire nella sessione invernale di mercato, sia con l’inserimento di giocatori di maggiore qualità, sia con la cessione di quelli non ritenuti attualmente adatti per la crescita del Toro.  

Franco Venchi 

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