Sante Squillace: ”Toro quando non gioca la mia Torinese corro da te”

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Ieri ho realizzato un’intervista a Sante Squillace presidente del F.C. Torinese 1894, della Talent Scout Italia e grande tifoso del Toro, come leggerete più avanti. La nostra è stata una chiacchierata molto interessante e costruttiva, accompagnata da un ottimo caffè.

Ho potuto capire quanto questo presidente sia ambizioso e passionale, insomma una piacevole conoscenza. Per questo ringrazio il signor Squillace e auguro il meglio a lui, alla sua Torinese e, ovviamente, anche al nostro Toro.

Buonasera Sig. Squillace, quanto la rende orgoglioso e quali emozioni prova ad essere il presidente del F.C. Torinese 1894, società storica dalla quale, 113 anni fa, nacque poi il Torino? Quali sono gli obiettivi che il F.C. Torinese si è prefissato per questa stagione?

Buonasera, l’emozione è stata grandissima due anni fa quando abbiamo riesumato questa gloriosa società. Questa forte emozione è stata accompagnata anche da tanto stupore, perché pensavamo che questo brand, questa storia, fosse già acquisita da parte del Torino F.C. e invece non era così. Oggi sono molto felice di essere il presidente e di rappresentare questa società storica.

Quali sono gli obiettivi che il F.C. Torinese si è prefissato per questa stagione?

L’anno scorso eravamo in Terza Categoria, quest’anno siamo in Seconda Categoria e l’obiettivo primario è la salvezza. A febbraio vedremo dove la Torinese si troverà e ci parleremo per stabilire gli obiettivi futuri. Per adesso lo scopo è salvarci il prima possibile.

Se domani mattina dovesse chiamarla il presidente Cairo per chiederle un consiglio “da presidente a presidente” su come far uscire il Toro da questa difficile situazione, cosa gli direbbe?

Gli consiglierei di avere tanta pazienza perché una squadra che ha fatto bene l’anno scorso, ed è rimasta invariata, non può essere diventata una squadra di “brocchi” tre mesi dopo. Purtroppo il Toro sta attraversando un periodo particolare che va gestito e risolto “in casa”, come si usa fare. E il presidente Cairo deve essere paziente.

Come è nata la sua passione per il calcio e in modo particolare quella per il Toro?

Io da piccolo ho sempre giocato a calcio e a 16 anni ho anche partecipato al campionato di promozione e quindi il calcio l’ho sempre sentito dentro. Sono arrivato a questa ammirazione profonda per il Toro perché io nasco tifoso della Reggina Calcio, la città dove ho sempre vissuto, e noi tifosi amaranto un grande ringraziamento lo dobbiamo al Toro perché nel ‘99 abbiamo acquisito la serie A con i granata al Delle Alpi.

Quando nel 2011 mi sono trasferito a Torino per lavoro, la mia passione viscerale che avevo per la Reggina si è trasformata in una grande passione per il Torino.

Domenica alle 15 ci sarà Torino-Fiorentina, che partita si aspetta?

Mi aspetto una grande partita del Toro e sono convinto che i ragazzi daranno “il colpo di coda” che fino adesso non si è visto.

Secondo lei quello di quest’anno per il Toro sarà un campionato da metà classifica o i granata possono ancora lottare e continua a credere di poter ottenere una posizione europea?

Penso sia prematuro parlare di campionato da metà classifica o parlare di Europa. Anche perché allora per esempio il Napoli avrebbe già fallito tutti gli obiettivi. La classifica è abbastanza corta, quindi secondo me l’Europa League è ancora raggiungibile.

Lei spesso va allo stadio Olimpico-Grande Torino per vedere il Toro. Che idea si è fatto su questa squadra e su Mazzarri?

Io quando non gioca la Torinese vado sempre a vedere il Toro, pago tranquillamente il mio biglietto e vado a gustarmi lo spettacolo. Di Mazzarri non c’è bisogno di farsi grande idee, Mazzarri è un grande tecnico e un vero professionista. Se ha fatto bene con la Reggina partendo da -15, ha fatto bene con la Samp e con il Napoli, non vedo perché ora il problema del Toro dovrebbe essere Mazzarri. Il mister saprà uscire da questo momento difficile. Riguardo la squadra come detto prima, non può essere diventata di colpo scarsa.

Ieri purtroppo i tifosi non hanno potuto festeggiare il compleanno del Toro insieme alla squadra perché l’allenamento era a porte chiuse. Secondo lei quanto è importante che il Fila rimanga aperto ai tifosi?

Il Filadelfia è stato riesumato dopo molti anni come noi abbiamo riesumato la Torinese, quindi il Fila dovrebbe essere il ritrovo dei tifosi granata e gli allenamenti dovrebbero essere sempre a porte aperte.

Però non mi sento di criticare Mazzarri perché in questo momento così delicato sicuramente la scelta di non aprire le porte è data dal fatto che qualche tifoso potrebbe anche manifestare la sua rabbia durante l’allenamento.

Le chiedessero di fare un augurio per la realizzazione di un obiettivo o di un sogno, uno per il F.C. Torinese e uno per il Toro, quali sarebbero?

Per quanto riguarda il Toro il mio augurio è quello che possa realizzare il sogno europeo e di viverlo fino in fondo. Per la Torinese è quello di tornare ai massimi campionati dilettantistici e noi stiamo lavorando proprio per questo.

Giovanni Goria