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Toro: piace la rivoluzione fonte: leggo.it

Pace armata. Per il Torino non cambia niente rispetto a prima perché la serie A è lontana sempre quattro punti,passando per i playoff. Semmai si allontana la promozione diretta: meno 13 dalla coppia Lecce-Sassuolo in fuga.
Però, forse è cambiato tutto tra Sisport, Olimpico, Milano e il microcosmo innamorato di questi colori. La novità è grossa e non è scontata. Il Toro ritrova i suoi tifosi allo stadio che la leggenda granata vuole siano il “vero” dodicesimo uomo in campo.
Applausi alla squadra, incitata anche oltre il 90’, che torna sotto la curva spinta a chiari gesti da Bianchi. Contestazione solo per Cairo: per la prima volta compare sulle balconate della curva un grosso striscione inequivocabile: “Vattene”. Qualcosa sì è mosso e il bilancio per la prima volta da mesi non è più negativo. Non è poco, dopo lo sciopero clamoroso - e riuscito - contro il Grosseto e la piccola rappresentanza che aveva seguito la squadra ad Empoli.
Alla Maratona piace la rivoluzione. Via i “ribelli”, dentro i “peones”: gente quasi sconosciuta, ma molto affamata. Da Toro, come si invocava ai quattro venti. Qualcuno sogna: ricordano gli sbarbati ma pieni di grinta che forgiarono il gruppo negli anni Ottanta, magari poco eleganti, ma di carattere, alla Giacomo Ferri, non a caso invocato anche venerdì sera. Si vedrà. Sono arrivati in dodici, possono lasciare il segno, di sicuro stringono in mano il destino granata. Trionfo o inferno.
I più devono essere ancora scoperti, uno è già entrato nel cuore: è il ventunenne Danilo D’Ambrosio. Il terzino sta vivendo un sogno. Dalla Juve Stabia in Seconda divisione Pro, l’ex C2, alla B. Ed al Torino: tre partite, le ultime due da titolare, sempre il migliore in campo. Contro il Brescia, con la sqaudra in dieci per un’ora, sembrava un veterano.