CUORETORO.it Benvenuti !

Home Page   Contatti   Aggiungi nei Preferiti


Home Page Percorso Articoli



C’è una classifica in cui i granata sono al 1° posto fonte: tuttosport.com

«Piedi per terra, non abbia­mo ancora fatto niente», ammonisce sagacemente Colantuono, consape­vole di quanto possa essere pericolo­sa l’umoralità dell’ambiente granata. L’equilibrio nel Torino è come l’isola che non c’è, un sogno sempre accarez­zato però vanamente inseguito. I nu­meri - e la tabella evidenzia la riscos­sa di Bianchi e compagni - certifica­no come la rinnovata truppa di Co­lantuono guidi la parziale classifica del girone di ritorno; oltretutto viag­giando con una velocità quasi doppia rispetto all’Ancona che sabato ospi­terà il Torino, in quel che giornalisti­camente - ma non ingiustificatamen­te - si potrebbe già definire il primo spareggio per i playoff.

SALERNITANA, CHE RIMPIANTI
Colantuono predica prudenza, ben sapendo come la sua squadra - in questo pazzo torneo di serie B - sia capace di ogni cosa, nel bene e nel ma­le.
Il pensiero dell’harakiri casalingo contro la Salernitana ultima in clas­sifica rinfocola e acuisce il rimpianto per ciò che poteva già essere e invece non è stato: quel tormento non dev’es­sere inutile piagnisteo, ma propellen­te per corroborare il cambio di marcia e l’accelerazione che deve riportare il Toro nelle posizioni di vertice. Certo le prossime quattro partite, con tre tra­sferte e un solo impegno casalingo, potranno dire molto sulla reale consi­stenza del gruppo. Analizzato il ren­dimento della squadra granata ­parrà un paradosso, eppure è così - si potrebbe anche sostenere che il calen­dario sia benevolo nei confronti di Bianchi e compagni. Quando il Toro può ripartire, attaccando gli avversa­ri sugli spazi, a campo aperto, in ge­nere dà il meglio di sé. Al di là di ogni considerazione tattica, comunque, so­no ancora altri gli aspetti sui quali i granata possono cementare le loro speranze.

UN BEL PARADOSSO Rispetto a tutte le squadre che precedono il To­rino in classifica, nessuno ha margi­ni di crescita tanto importanti. Il la­voro di Colantuono può ancora fare la differenza, nel senso che lui non di­spone ancora di una squadra dalla fi­sionomia definita: il suo è forzata­mente un work in progress, definizio­ne più fighettina al cospetto dell’abu­sata metafora di cantiere aperto.

GIOCATORI ANCORA FRESCHI
Che dopo la prima settimana di mar­zo una squadra debba ancora trova­re la propria idendità dovrebbe spa­ventare. Nel caso del Torino, invece, rincuora: e la lettura della classifica parziale del girone di ritorno genera ulteriore entusiasmo. Significa che i granata hanno intrapreso la strada giusta, dopo aver zigzagato nell’anda­ta. L’adozione di un nuovo e continua­tivo sistema di gioco, il 4-4-2, e il feli­ce innesto di tante forze fresche han­no permesso a Colantuono di racco­gliere subito i frutti del suo lavoro e della rivoluzione attuata dal ds Pe­trachi.
Ciò detto la squadra ha anco­ra un ampio potenziale da sviluppa­re, e l’evoluzione sarà determinata ­con una semplice addizione - dal va­lore aggiunto che molti giocatori pos­sono ancora apportare. Si pensi a Ge­nevier,
intanto: uno che per ruolo e per qualità, in B, sa e può fare la dif­ferenza. Giocando con continuità, il suo rendimento non può che crescere. E lo stesso discorso si può spendere per Garofalo, Pestrin, Antonelli, Pià.

La loro desuetudine alle partite ha lo­ro impedito di esprimersi subito al meglio, dovendo principalmente lavo­rare sulla condizione atletica. Non è casuale che Colantuono, alla vigilia della partita contro il Frosinone, ab­bia sottolineato come il Torino, global­mente, necessiti ancora di tre o quat­tro partite per raggiungere una con­vincente brillantezza. In prospettiva playoff, l’analisi è ancor più stimolan­te: a giugno, più ancora che una buo­na posizione di partenza grazie alla classifica, conterà avere lucidità e gambe fresche.