Colantuono non abbassa la guardia
fonte: leggo.it
Colantuono come Capello. Stesso luogo, stesse urla, stessa caccia alle streghe. E stessa concentrazione. Sono passati 4 anni dall’ultima esperienza italiana del ct dell’Inghilterra, ma le urla dell’allenatore quasi allarmano i pochi passanti che camminano lungo il perimetro della Sisport.
Il romano è carico. Dirige la seduta davanti a Cairo, congelato in panchina nonostante i guanti ed il cappello di lana. Riprende, rimbrotta, suggerisce. Interrompe le azioni con cadenza sistematica, segno che la squadra non esegue bene il lavoro. E’ l’ultimo step di una giornata faticosa, di allenamenti doppi sotto il gelo e la neve.
Il Torino si prepara alle quattordici finali che restano. E alla doppia trasferta: Ancona e Modena. Il futuro si gioca adesso. Colantuono lo sa, per questo frusta la squadra. Tutti presenti, ad eccezione di Salgado, in Cile dopo il terremoto.
Soltanto Gasbarroni e Garofalo lavorano a parte: per un affaticamento muscolare al flessore il primo, per un risentimento al polpaccio il terzino ex Siena. E’ tornato anche Zoboli dopo due turni di squalifica.
La mente va ad Ancona, l’obiettivo è conquistare il Conero, uno dei due stadi ancora inviolati in serie B con il Castellani ad Empoli.
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