Infortuni e mercato fermo. Toro con la zavorra
fonte: La Stampa
Senza attendere il calendario delle 42 tappe, il Toro ha già una certezza sulla sua prossima serie B: partirà con l’handicap. Non di punti, s’intende, bensì di forma e di amalgama. Specie nei confronti delle due grandi favorite per la promozione diretta. Atalanta e Siena, appena retrocesse in compagnia del Livorno, hanno cambiato tecnico come hanno fatto i granata ma, a differenza di Lerda, Colantuono e Conte hanno in mano già squadre vere, eventualmente soltanto da ritoccare. Mercato sprint, il loro. Confermati quasi tutti i big e già arrivati i rinforzi che erano nel mirino. Basha, Pettinari, Ruopolo e Ardemagni per i bergamaschi che ritrovano pure Defendi e Barreto. Il portiere Coppola, Vitiello, Carobbio, Troianiello, Kamata, i giovani juventini Marrone e Immobile più Mastronunzio per i toscani che così non patiranno troppo le cessioni di Curci, Rosi, Ghezzal e Maccarone.
Organici extralarge e pure extralusso, per nerazzurri e bianconeri. Qualche esubero (come il Genevier senese che il Toro spera prima o poi di poter riabbracciare), ma stragrande maggioranza di giocatori che, come va di moda dire adesso, «fanno parte del progetto». Allenamenti e amichevoli, dunque, subito utili quasi al 100%: schemi e uomini provati in campo sono quelli che rivedremo, salvo rare eccezioni, dal 22 agosto in campionato. Mica trascurabile, come vantaggio. In particolare, nei confronti di un’altra teorica «big», come Atalanta e Siena alla ricerca di riscatto. Sono i giorni più difficili, questi, per il nuovo Toro. La squadra che ha in testa Franco Lerda fatica a prendere forma. Mancano pezzi importanti, ma non solo. Per colpa di acciacchi e di infortuni più seri, ora cominciano a mancare persino numeri sufficienti per potersi allenare con profitto, per mettere in pratica il 4-2-3-1 che è la formula magica del tecnico. Ieri, ad esempio, soltanto 13 giocatori di movimento hanno lavorato sul campo in mattinata e, con l’aggiunta di Gasbarroni, 14 hanno replicato sotto la pioggia del pomeriggio.
Fuori per un mese Iunco e per 15 giorni Stevanovic; Bragança, portoghese in prova, con un caviglia malconcia; in recupero Ogbonna, Morello e Suciu; affaticati Garofalo, Di Cesare e Lazarevic; condannati a lavorare ai margini Di Michele, Pisano, Colombo e Loviso, gli epurati di gennaio di ritorno alla base. Un bollettino da brividi, frutto di sfortuna e di errori societari pregressi. Lerda, sconsolato, prende atto: «Siamo un po’ corti...». Sapeva del suo handicap di partenza: un mercato da frequentare con pochissimi soldi e per di più complicato dall’esigenza di disfarsi di un bel po’ di nomi e di ingaggi pesanti. Ci sta mettendo un impegno e un entusiasmo contagiosi, Lerda. Legittimanente, però, sperava di arrivare a fine luglio con una squadra più avanti nella costruzione e nel lavoro. Il ds Petrachi gli aveva promesso qualche puntello in più e almeno uno dei due attesissimi mediani entro domenica scorsa.
Sabato mattina, invece, il 7° tecnico dell’era Cairo lascerà Norcia con la consapevolezza di avere ancora tanto da fare e pure da rifare, quando avrà finalmente gente nuova e strategicamente rilevante da inserire. Intanto, guarda la concorrenza portare avanti ben più serenamente il cantiere estivo. E prepara senza troppe aspettative quello che avrebbe dovuto essere il collaudo più probante della prima fase della preparazione. Domani sera, a Gubbio, sfiderà prima il Frosinone di B e poi i locali di Prima Divisione. Lo farà senza mediani ed ali titolari, quasi certamente anche senza Morello e Ogbonna. Con qualcuno costretto dall’emergenza a sorbirsi i 45’ di entrambe le partite, come non era nei programmi. Una beffa per chi oggi ha in organico 30 giocatori.
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