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Un po' di fortuna cercava il Toro e questa volta è arrivata. Sottoforma di autogol, ma vista la penuria di gol e le difficoltà di una partita più simile all'hockey su ghiaccio che al calcio, ai granata va bene così. La deviazione di Tonucci al 19' della ripresa scongela il Toro al momento giusto e regala alla squadra di Ventura tre punti pesanti per rilanciarsi ed archiviare un gennaio in calo. L'1-0 al Vicenza in ogni caso è meritato perché gli avversari non hanno giocato e il Toro ha ancora una volta sciupato una valanga di occasioni. Un difetto che andrà corretto, ma il secondo successo del 2012 ridona il secondo posto al Torino, ad una sola lunghezza dal Pescara neocapolista. La situazione è sotto controllo, dunque, e archiviate le tensioni di mercato (leggi vicenda Bianchi) ora i granata devono ripartire cambiando marcia.
Il rischio rinvio viene scongiurato dai teloni, ma nel freezer dell'Olimpico lo spettacolo non può che essere rinviato a tempi migliori e temperature meno rigide. Il campo è semighiacciato, le linee sono rosse e gli spalti sono quasi vuoti: giocare è un esercizio al limite dell'impossibile, ma il Torino ci prova lo stesso. Sfruttando la vivacità di Surraco e Oduamadi, i granata provano a fare saltare il banco del Vicenza con le incursioni sulle fasce. Solo che gli attaccanti titolari, Antenucci e Meggiorini, sono in serata-no e così tocca alle ali rendersi pericolosi. Oduamadi ci prova in tutti i modi: impegna Frison, conquista un rigore che l'arbitro Candussio non si sente di fischiare (fallo di mano di Bastrini mentre era in scivolata) ed è alla fine la sorpresa più bella dopo 5 mesi di naftalina (l'ultima da titolare contro il Cittadella, guarda caso anche quella una notturna a chiudere il mercato). Il ritmo del Toro, però, è troppo lento e il Vicenza - che riempie ogni spazio rinunciando ad attaccare - non fa troppa fatica a difendersi.
La ripresa, invece, è più animata. Al pronti-via Meggiorini sciupa un rigore in movimento sparando sul portiere e così Ventura decide di spedirlo in panchina per far entrare Rolando Bianchi. Il pubblico lo invoca a gran voce e la sua presenza in campo dal 52' sembra quasi spezzare l'incantesimo delle occasione create e non sfruttare. Con un po' di fortuna il Toro, infatti, si sblocca al 19' st: Surraco sfonda sulla destra e mette in mezzo per il capitano, che non trova la palla ma manda in tilt il difensore Tonucci. È il più classico degli autogol, ma l'1-0 aiuta i granata a giocare più in scioltezza e a creare pericoli con Bianchi e Sgrigna. Solo che il copione non cambia e alla fine le occasioni sciupate diventano troppe: ancora una volta è mancato il cinismo e la mira per chiudere la partita e concretizzare la mole di lavoro. Su questo Ventura dovrà trovare presto una soluzione, però ieri sera contava tornare alla vittoria dopo due pareggi: missione riuscita e la trasferta di lunedì sera a Brescia può fare meno paura.
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