Torino-Atalanta 2-4: niente di nuovo

Il Toro di Giampaolo entra in campo incompleto e viene completamente surclassato da una Dea superiore a livello di organico e nei singoli: tanti i palloni persi a centrocampo così come gli errori di Berenguer al limite dell'area di rigore avversaria, sviste frequenti che non permettono ai granata di concretizzare in avanti.

2
476
Mërgim Vojvoda
Mërgim Vojvoda

Sharing is caring!

Fischia l’arbitro, inizia il match e subito costruzione dal basso con massimo 3 tocchi, un must per il 4-3-1-2 di Marco Giampaolo, che però deve fare i conti con la pressione alta della Dea, Rincon regista e i terzini bassi: tutto ciò porta il Toro a cercare spesso la via dei lanci lunghi e delle verticalizzazioni verso Belotti e Zaza, quest’ultimo, nonostante gli evidenti limiti tecnici e delle caratteristiche inadatte al ruolo che ricopre, molto bravo a sfruttare le debolezze di Sutalo, il quale viene spesso sopraffato fisicamente dall’ex Valencia. Il Toro è bravo a chiudersi e a sfruttare le possibilità in contropiede generate dalle sponde dei centravanti, trovandosi spesso in situazioni di 2 contro 2 o addirittura di 3 contro 2. Si inizia dunque a macinare gioco: prima la traversa clamorosa di Zaza al settimo minuto, bravo a sfruttare un errore di valutazione del centrale atalantino, poi il vantaggio firmato Andrea Belotti: percussione centrale di Tomas Rincon e imbucata perfetta per il capitano che trafigge facilmente Sportiello.

La partita sembra prendere una buona strada, ma come un fulimine a ciel sereno arriva il pareggio targato Papu Gomez: bordata da fuori area a difesa schierata, pallone che bacia il palo ed entra in rete. Soluzioni di questo tipo appartengono a ben pochi calciatori della nostra rosa, basti pensare che l’anno scorso eravamo tra le squadre che cercavano di piú le conclusioni da fuori area, ma anche tra le ultime in fatto di gol realizzati tramite questo metodo. Dopo 20 minuti di livello, il Toro crolla e subisce prima il gol del pareggio di Muriel (palla visionaria del Papu, inserimento perfetto del colombiano e diagonale fantastica a trafiggere Sirigu)e poi quello del 3-1 di Hateboer. Prendo in esame proprio l’ultima rete subita per poter parlare delle fasce, dove l’Atalanta è bravissima a sfruttare i propri esterni di centrocampo tramite cambi di gioco costanti e palle lunghe, difficili da coprire alla perfezione con una linea difensiva così stretta, ma è necessario evidenziare gli evidenti limiti di interpreti quali Meïtè e Murru: il primo non ha nè i tempi nè le caratteristiche per poter giocare mezzala nel nuovo sistema di gioco, come dimostra il contributo nullo in fase difensiva e la facilità con cui Gosens occupa gli spazi senza il centrocampista francese pronto a coprire, senza contare i diversi palloni persi in tutte le zone del campo, mentre il secondo spesso si perde in marcatura Hateboer e dà un contributo pari a zero in avanti. Positivo invece l’esordio di Vojvoda, giovane di grande personalità ma ancora acerbo, sicuramente da tenere d’occhio, con già un assist in saccoccia, proprio verso i minuti conclusivi del primo tempo, dove c’è spazio per la doppietta del Gallo, grazie alla quale Belotti raggiunge Mazzola nella classifica dei marcatori all time granata: cross a cercare Zaza proprio del nazionale kosovaro, palla che scorre, Toloi colto di sorpresa e incornata vincente del capitano, che porta dunque il risultato sul 2-3. Un’ illusione, quella di poter rimontare, svanita in maniera definitiva al 54′: De Roon sfrutta un ottimo pallone a rimorchio mettendo la ciliegina sulla torta con il gol del 2-4. Nei minuti conclusivi, a risultato ormai ampiamente acquisito, spazio ai cambi: Lukic per Linetty, Verdi per Berenguer, Segre per Rincon (cambio forzato), Millico per Zaza. Tra mediocri, adattati e immaturi, la situazione non solo non migliora, forse anche peggiora. Alla fine dei 90 minuti i granata ne escono surclassati in tutto e per tutto, ma il problema sta alla base: non abbiamo seconda punta, trequartista e play, così o Giampaolo cambia radicalmente la sua visione di calcio o rimaniamo a lottare nei bassifondi della serie A fino al termine della stagione. Mi auguro la società possa darsi una svegliata il prima possibile.

2 Commenti

  1. Ha fatto benissimo. Anche se non servira’ a nulla, perche’ anche i muri sanno che il ns di calcio capisce un kazzo.
    Ma allora cosa l’ha preso a fare? Per esonerarlo tra qualche giornata e mandarci ulteriormente nella merda.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui