Cairo il temporeggiatore

Analisi dettagliata del calciomercato granata: programmazione, tempistiche, acquisti e cessioni. 4 punti, 4 approfondimenti completi e studiati. Nell’articolo di oggi programmazione e tempistiche. Cairo, siamo alle solite.

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Urbano Cairo
Urbano Cairo

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Per analizzare al meglio il calciomercato del Torino fc voglio basarmi su quattro punti diversi: programmazione, tempistiche, acquisti e cessioni. Oh, e non dimentichiamoci del fattore Marco Giampaolo, un allenatore che stravolge completamente l’idea di calcio portata avanti da Cairo negli ultimi 15 anni e che aveva bisogno di un restyling quasi completo della rosa. Cominciamo a trattare i vari punti nell’ordine in cui li ho riportati prima. Nel pezzo di oggi mi concentrerò su programmazione e tempistiche.

programmazione: praticamente inesistente. Dall’inizio alla fine si ha sempre l’impressione che  il Torino non sappia mai che cosa fare, nonostante le diverse dichiarazioni pubbliche di Cairo e Vagnati facessero presupporre l’esatto contrario: la priorità è il ruolo del play, possibilmente giovane, però una volta saltato Torreira (calciatore rincorso per mesi senza la volontà o la possibilità di affondare il colpo)nessuna alternativa valida se non il rinnovo contrattuale di Tomas Rincon, per cui forse troppe parole sono state spese per descrivere la sua inadeguatezza al ruolo di regista. Post Fiorentina-Torino cambio di programma e priorità alla seconda punta: arriva Bonazzoli, in extremis, fatto passare come primissima scelta, la cui trattativa è nata quasi per caso dopo aver fallito “gli assalti” a Joao Pedro, Inglese e compagnia bella, senza contare l’accordo raggiunto con Kalinic, tenuto in stand by fino all’ultimo per evitare potessimo rimanere senza il titolare da affiancare a Belotti per la fine del calciomercato. Dopo un inizio promettente si  torna dunque subito con i piedi per terra. La società in seguito proverà a giustificarsi sottolineando come questo fosse un calciomercato complicato e parsimonioso per tutti: nulla di più vero, ma allora perché stravolgere il meccanismo con l’arrivo di Giampaolo? Si passa da catenaccio a possesso palla e massimo 3 tocchi, dalla difesa a 3 a quella a 4, da un centrocampo di quantità ad uno di qualità, senza contare il fatto che acquisti come quelli di Gojak e Bonazzoli non sembrano essere particolarmente costosi e potevano tranquillamente essere fatti prima. Tante le domande, poche le risposte valide.

Tempistiche: Il punto debole, qualora dovessimo dirne solo uno, di ogni nostro calciomercato da 15 anni a questa parte. Bene aver puntato su profili maggiormente spendibili anagraficamente parlando quali Gojak, e Bonazzoli, entrambi classe ’97 e in arrivo per cifre e formule sicuramente vantaggiose, male aver ripiegato su di loro solamente negli istanti conclusivi di questa finestra di mercato. I 2 sono sempre state scelte di ripiego, in particolare il bosniaco, preso dopo il mancato arrivo di Gaston Ramirez, su cui è bene aprire una parentesi: l’accordo tra gli agenti del giocatore e il Torino, poi saltato per capricci dello stesso trequartista uruguaiano, era stato trovato sulla base di un triennale da 2 (ripeto: 2!)milioni a stagione. L’ex Samp sarebbe così diventato il più pagato in rosa alla pari del Gallo Belotti. Il più pagato in rosa, Gaston Ramirez. 30 anni, discontinuo come pochi e spesso relegato in panchina da Giampaolo nonostante le poche alternative in rosa ai tempi del Doria. Anche solo arrivare ad offrire cifre di questo tipo per calciatori del genere è vergognoso, e tutto ciò è frutto di una programmazione pessima, ma anche di tempistiche a dir poco discutibili che consentono ai procuratori e ai loro assistiti di avere il coltello dalla parte del manico. Gianluca Di Marzio descrive l’ultimo giorno di trattative come una sorta di “ancora di salvezza” per società poco organizzate, poiché risulta più semplice chiudere trattative in precedenza impossibili oppure davvero molto complicate. Nel caso del Torino, 0 organizzazione e nuovi arrivati sicuramente accessibili da un punto di vista economico anche in precedenza. V Cairo Massimo detto Cunctator

3 Commenti

  1. Guarda Bertu, io di questo mercato del Toro salvo solo l’ultimo giorno. E vengo al punto. Quando si parla di programma zione si intendeva, a mio avviso, questo. Piazzare chi non faceva parte del progetto e prendere giocatori funzionali al gioco di Giampaolo sullo stile delle ultime due operazioni fatte. I vari Izzo e Lyanko ad esempio, se stavano al Toro malvolentieri andavano venduti, proprio con le formule che hai citato tu, prestito, diritto, obbligo al verificarsi di certe condizioni, pagamento rateale, e, all’opposto in entrata andavano fatte altrettante operazioni di questo tipo, sullo stile Gojak e Bonazzoli, per intenderci. Quindi quando si parla di non programmazione e di tempistiche sbagliate si vuole dire proprio questo. Si è corso a dietro ai vari Torreira, Ramirez, Kalinic e compagnia bella, quando si sapeva altrettanto che erano difficilmente raggiungibili, mentre bisognava puntare invece su questi profili, giocatori nuovi, con voglia di fare di emergere, non campioni o presunti campioni già affermati e, oltretutto, assetati di soldi (visto come è andata a finire la vicenda Ramirez?) È questo il punto. Non si è voluto, a mio avviso, puntare su un cambiamento radicale. Vogliamo parlare del regista poi? Un regista giovane, ci faceva proprio schifo? Visto che Vagnati l ‘ultimo giorno di mercato ha dato prova di essere a pezzo rimediando, e anche bene direi, ad una situazione di “acqua alla gola” tutto questo non poteva essere fatto prima. E perché poi aspettare l’ultimo giorno, anzi, l’ultima ora di mercato, ad esempio, per tentare di piazzare Edera in prestito al Crotone? Dato che Giampaolo aveva già espresso il suo parere tempo prima, che cioè un giocatore con le caratteristiche di Edera al suo gioco serviva poco, perché tergiversare fino all’ultimo minuto? Quando si parla dunque si tempistica e di progettualità, credo che ci si riferisca a tutto questo. Si ha l’impressione che si sia brancolato nel buio. E prima provo con questo, e poi con quello, se mi va male cerco di metterci una pezza. Non è così che si fa. Poi ognuno ha la sua opinione, ma in un mercato non normale, come tu giustamente hai osservato, bisognava agire sin da subito con uno stile da “ultimo giorno”. Questo sarebbe stato programmare. Detto questo, non tutti i mali vengono per nuocere. Dalla vicenda Ramirez è uscito Gojak che le poche ore che ho visto, mi sembra un ottimo giocatore, giovane, con voglia e fame. Inoltre gli slavi sono sempre ben adattabili al nostro campionato. Vedrai, ne riparleremo, sono convinto che il ragazzo ci stupirà.

  2. A me fa solo girare l’anima pensare che Rincon possa fare il regista basso. Mi viene in mente la canzone del Liga: Una vita da mediano.
    Sul resto condivido il discorso che il mercato di quest’anno sia anomalo e non solo per il Torino, ma credo che tempi più brevi, con acquisto di giocatori più adeguati al sistema di Giampaolo, non erano così impossibili e poi si poteva o giudicare sul lungo periodo, nonostante nessuno possa scaldare il cuore come se fosse arrivato un fuoriclasse. Qui sta la mia tristezza. In fondo nemmeno Petrachi mi ha mai entusiasmato, ma per molti giocatori presi da lui, mi hanno obbligato a farmi uno shampoo alla cenere. ?
    Poi non so a voi, ma a me certe dichiarazioni mi danno enormemente fastidio, come quelle che praticamente tutti sono stati trattati, compreso il Gallo.

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