Svizzero ?…No,Vlado !

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Vladimir Petkovic detto Vlado e soprannominato il Dottore per essersi iscritto nella natia Sarajevo alla facoltà di Giurisprudenza, è da sette anni il c.t. della Svizzera,nostro prossimo e,sulla carta,più titolato avversario nella corsa per primeggiare nel girone A di EURO 2020 . E’ considerato uno degli allenatori più bravi nella gestione del capitale umano a disposizione,dote già sperimentata intorno ai 35 anni,quando in parallelo alle prime avventure in panchina ha svolto per un quinquennio l’incarico di magazziniere della Caritas di Gubiasco,nel Canton Ticino,mostrando particolari predisposizioni al dialogo e all’altruismo,qualità a cui ha fatto sempre ricorso,assieme alla duttilità tattica necessaria per testare ed aggiornare svariate soluzioni di gioco,in tutte le dinamiche di spogliatoio affrontate in carriera . E di parole,probabilmente anche in lingue diverse,visto che ne conosce ben otto,ne avrà spese molte durante il lungo volo da Baku verso Roma per analizzare il deludente esordio contro il Galles,dopo il quale sono sorte parecchie perplessità per una condotta di gara troppo compassata e poco decisa(nonostante il tentativo di cambio di ritmo abbozzato dopo aver subito il pari)con il solo Embolo sugli scudi,risultato che ha già attirato sulla delegazione elvetica le prime critiche . “Sappiamo cosa vogliamo da questo torneo e lo desideriamo dimostrare all’Olimpico,con le nostre qualità e la nostra voglia di sorprendere e di stupire” si è affrettato a dichiarare mister Petkovic,spostando l’accento della contesa sul fatto che l’Italia,pur avendo un gran bel gruppo,con importanti individualità,potrebbe pagare una certa disabitudine mentale a vivere sfide di prestigio così ravvicinate . In pratica,elogiando il gran lavoro del Mancio – “hanno ritmo e curano bene tutte le fasi di gioco” – ha voluto puntualizzare di aver tanto rispetto per la nostra Nazionale,ma non paura,cercando così di togliere pressione ai proprio giocatori per scaricarla sulle gambe degli azzurri .

Quando Roberto Mancini vinceva la Premier League con il Manchester City battendo il QPR per 3 a 2,ribaltando clamorosamente il risultato nel recupero,era il 13 Maggio 2012,esattamente venti giorni prima del comunicato ufficiale della Lazio che annunciava,proveniente dal Sion,salvato dalla retrocessione attraverso i play-out,l’assunzione di Petkovic,giunto nella Capitale da signor Nessuno,ma capace di far ricredere tutti gli scettici con idee mirate ad arricchire una squadra che stava lentamente scivolando verso la mediocrità . Infatti,meno di un anno dopo,il 26 Maggio 2013,la Lazio,sconfiggendo la Roma in un derby nervoso e tirato risolto da Lulic (uno degli elementi più esaltati da Vlado),conquistava la sua sesta Coppa Italia,appena 13 giorni dopo l’esonero del selezionatore marchigiano dal City,arrivato al termine della finale di FA Cup,persa per 1 a 0 contro il Wigan,sorte a cui non si sottrasse nemmeno il collega svizzero che pagò il 4 Gennaio 2014 una serie di risultati poco soddisfacenti,ma soprattutto la firma per guidare la Nazionale (dal 1°Luglio di quell’anno),cosa che disturbò alquanto il Presidente Lotito,per una vicenda che proseguì fino al Tribunale del Lavoro.

Corsi e ricorsi storici,ma con un unico comune denominatore,il palcoscenico della sfida e la maglia biancazzurra,per la quale hanno scritto entrambi pagine indimenticabili,uno solamente come trainer,l’altro anche da calciatore,avendo contribuito ad aprire il ciclo glorioso dell’era Cragnotti,sul finire degli anni ’90 . La guida tecnica era quella di Sven Goran Eriksson,uomo simbolo per i suoi successi e per il suo modo di porsi,con un carattere contenuto,rispettoso e allo stesso tempo straordinariamente pragmatico,cui Mancini fornì dal Luglio 2000 le prestazioni da vice,salvo poi dopo soli sei mesi tornare a sentire il richiamo del campo (il 18 Gennaio 2001 firmò un contratto semestrale con il Leicester City) e quindi il desiderio di esprimere l’innata indole da primattore assumendosi nuove responsabilità decisionali con l’incarico di allenatore subentrato (nonostante non fosse ancora provvisto del patentino di Prima Categoria) a Fatih Terim,nella Fiorentina,dal 26 Febbraio 2001.

Purtroppo le scelte di domani di mister Mancini,defezione di Florenzi a parte,sostituito da Di Lorenzo,non prevedono variazioni rispetto alla prima vittoriosa prestazione e perciò in campo negli undici iniziali sarà schierato soltanto un giocatore granata,vale a dire Ricardo Rodríguez,l’esperto difensore svizzero che,arrivato a Torino un anno fa come pedina di assoluto affidamento (assieme a Linetty,Murru e Bonazzoli aveva già dimestichezza con i metodi di Gianpaolo) e rinforzo tatticamente importante,si è dovuto accontentare di appena 16 presenze,utili soltanto a sancire un trend stagionale deludente,che un buon Campionato Europeo potrebbe anche invertire.

E’ quello che si augura il suo procuratore Harron Masoodi,che non lesinò critiche a Nicola per lo scarso utilizzo del terzino,che si augurano Cairo e Vagnati,desiderosi,nel caso Juric non lo ritenesse adatto ai suoi dettami,di monetizzare il più possibile e che si augurano tutti i tifosi del Toro,auspicando la vittoria degli azzurri,ma magari con un goal su punizione del nostro beniamino,che vada a bissare quello di Linetty per la Polonia,ininfluente ai fini del risultato,ma statisticamente clamoroso,visto che una firma granata in un Europeo mancava da ben 10 edizioni,ossia dai tempi del mitico Ciccio Graziani.

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