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Torino Monza: conferenza stampa di Ignazio Abate

Il Torino non deve pensare a svolte, tabù da sfatare o partite decisive. Deve continuare a costruire la propria identità, imparare a soffrire e soprattutto capire quando è il momento di chiudere le partite. È questo il messaggio più significativo lanciato da Ignazio Abate alla vigilia della sfida contro il Monza, in programma venerdì 23 ottobre alle 20:45 allo stadio Olimpico Grande Torino.

Dopo il 3-0 conquistato a Parma, il tecnico granata non vuole che l'entusiasmo si trasformi in appagamento. «Non ero disfattista prima e non sono soddisfatto ora, bisogna mantenere equilibrio», ha spiegato, ribadendo che il percorso della squadra è ancora lungo: «Abbiamo ampi margini di miglioramento, dobbiamo lavorare e continuare così».

Ignazio Abate, conferenza stampa Torino

IL VERO ESAME È IMPARARE A SOFFRIRE

La vittoria del Tardini ha mostrato un Torino capace di colpire e resistere, ma anche alcuni aspetti da correggere. Abate ha individuato un passaggio preciso della partita: quei venti minuti in cui i granata hanno subito la pressione del Parma senza riuscire a riprendere davvero il controllo.

«Lo step che bisogna fare è che dopo quei 20 minuti di sofferenza abbiamo pensato di portare a casa il risultato facendo trascorrere il tempo, invece andava chiusa, potevamo fare meglio», ha ammesso l'allenatore.

Il concetto va oltre il semplice possesso palla. «Hai mai visto chi tiene il controllo per 95 minuti? Nessuno lo fa», ha osservato Abate, indicando nell'aspetto mentale la chiave per crescere. Il Torino deve imparare a gestire i momenti difficili senza limitarsi ad aspettare il fischio finale.

Contro il Monza, però, non sarà una partita da affrontare necessariamente attraverso il palleggio. Abate si aspetta una gara fisica, fatta di duelli e seconde palle: «Non è una partita da palleggio o da dominio, loro ci vorranno portare sui loro binari e per farlo noi con loro dovremo vincere i duelli».

Ecco perché il tecnico chiede ai suoi di «sporcarsi le mani», mettendo in campo «qualità ed energia». Il Monza, che ha eliminato il Torino dalla Coppa Italia, rappresenta un avversario da affrontare con attenzione, senza farsi condizionare dal precedente: «Non sono stimoli per noi, dobbiamo pensare al percorso di crescita».

«DOBBIAMO CREARE L'ANIMA DEL GRUPPO»

Se c'è un tema che ritorna nelle parole di Abate è quello della coesione. Il Torino ha cambiato molti giocatori e costruire un'identità comune richiede tempo. Per il tecnico, tuttavia, la direzione intrapresa è quella giusta.

«Il primo obiettivo è creare l'anima del gruppo e quello lo stiamo centrando, non è semplice quando cambi 12 giocatori», ha sottolineato. L'allenatore ha poi indicato ciò che vuole vedere in campo: «Voglio vedere quel veleno, come a Parma nei 20 minuti di sofferenza, la squadra è riuscita a godere nella sofferenza».

Abate attribuisce grande importanza anche al rapporto umano all'interno dello spogliatoio. «Credo molto nella connessione umana perché mi rappresenta», ha spiegato, aggiungendo di avere bisogno di «sentire il battito dello spogliatoio». Il senso del dovere e la disponibilità a lavorare per un obiettivo comune, nella sua visione, sono elementi indispensabili per far crescere la squadra.

Il messaggio alla vigilia del Monza è quindi chiaro: «Noi dobbiamo lavorare contro noi stessi, dobbiamo creare una mentalità». E anche se la vittoria di Parma ha portato fiducia, non deve cambiare il modo di affrontare il lavoro quotidiano.

SIMEONE E VLASIC, DUE PERCORSI DIVERSI

Tra i protagonisti della conferenza c'è Giovanni Simeone, reduce dalla doppietta contro il Parma. Abate ha voluto sottolineare soprattutto l'atteggiamento dell'attaccante argentino, che secondo lui non ha mai messo il proprio interesse davanti a quello della squadra.

«Non lo difendo a prescindere ma ha sempre messo lo stemma e il gruppo davanti a tutti, ha sempre lottato per il bene di tutti, ha giocato per la squadra senza pensare all'ego», ha dichiarato il tecnico. Poi il riconoscimento: «Quando succede poi la ruota gira».

Simeone sembra inoltre trovarsi meglio nel sistema con due punte. «Con una punta era più in difficoltà, va meglio con le due punte ma poi va trovato equilibrio», ha spiegato Abate, precisando che il lavoro tattico coinvolge tutta la squadra: «Giovanni capisce il mio gioco come lo leggono tutti gli altri miei attaccanti».

Parma Torino, gol del vantaggio di Giovanni Simeone

Diverso il discorso per Nikola Vlasic, ancora alla ricerca della soddisfazione personale sotto porta. Abate lo vede in crescita, ma pensa che il croato debba soprattutto liberarsi da una pressione eccessiva.

«Nikola a differenza di Giovanni avverte tanto il peso della responsabilità invece deve stare sereno», ha spiegato. E ha aggiunto parole che raccontano bene la fiducia riposta nel trequartista: «Lui è un lavoratore, sta al campo 10 ore al giorno, è un perfezionista, gli chiedo leggerezza perché quando meno se lo aspetta ci regalerà soddisfazioni».

LE SCELTE: FITZ-JIM È UN'ALTERNATIVA VALIDA

La gara ravvicinata impone valutazioni anche sul piano fisico. Abate non ha anticipato la formazione, ma ha chiarito il criterio con cui sceglierà gli undici titolari: «Manderò in campo la squadra migliore che mi dà garanzie, pensando solo ed esclusivamente al Monza».

Tra i giocatori che cercano spazio c'è Kian Fitz-Jim, impiegato poco nelle ultime gare. Il tecnico ha spiegato che il centrocampista ha avuto un problema al tallone e ha trascorso due settimane senza allenarsi con il gruppo. Ora, però, la situazione è migliorata: «Lo vedo bene in allenamento».

Abate considera Fitz-Jim un'opzione in più per il centrocampo: «Può giocare nei due mediani o come mezza, è un'alternativa molto valida per noi».

Fitz-Jim in Fiorentina Torino

Anche in difesa sono importanti le caratteristiche dei singoli. A proposito di Ismajli e delle differenze rispetto a Rodríguez, l'allenatore ha parlato di equilibri nelle due fasi e della necessità di valorizzare le qualità individuali. «Al di là dell'aspetto difensivo Ismajli ha fatto una gran partita con la palla, nel dare energia nella prima costruzione e sta migliorando giorno dopo giorno», ha detto, aggiungendo: «Di Ismajli sono molto contento».

BELGHALI E ABOUKHLAL, FIDUCIA E MARGINI DI CRESCITA

Abate ha dedicato spazio anche a Rafik Belghali, sul quale lo staff sta lavorando soprattutto per migliorare la lettura delle situazioni difensive. «Stiamo migliorando sulle posture del corpo, sui tempi di smarcamento e sulla fase difensiva visto che difendiamo sia a 4 che a 5», ha spiegato.

Il giocatore non aveva svolto il ritiro con il gruppo e per questo il suo minutaggio è stato gestito gradualmente. Ora, secondo il tecnico, sta mettendo in pratica quanto gli viene chiesto: «Deve crescere senza accontentarsi».

Parole di elogio anche per Aboukhlal, rimasto al Torino nonostante la possibilità di partire. «È rimasto, ha lavorato con umiltà, ha fatto le tre settimane», ha ricordato Abate. L'allenatore lo vede come quarto di centrocampo a sinistra e sta valutando il suo adattamento anche al ruolo di quinto.

Il suo ingresso contro il Parma è stato anche un modo per premiarne l'impegno: «Devo tenere tutti vivi e coinvolgere più calciatori possibile». E la conclusione lascia aperta la porta a un maggiore coinvolgimento: «Mi aspetto tanto da lui e mi auguro che arriverà la sua occasione».

VARELA OSSERVATO SPECIALE, MA ABATE SI FIDA DEL TORO

Tra i pericoli del Monza c'è Varela, protagonista di un avvio di stagione molto positivo. Abate ne riconosce le qualità: «È partito fortissimo, ha qualità, ha strappo». Ma il tecnico granata si aspetta una risposta dai propri giocatori, sia in difesa sia in attacco, alternando le altezze e scegliendo i momenti giusti per aggredire.

Gustavo Varela, gol in Monza Cagliari

«Il Monza ha 4-5 giocatori di livello, gioca un calcio offensivo», ha aggiunto, prima di lanciare un messaggio alla squadra e al pubblico: «Domani per loro deve essere difficile per loro, non vedo l'ora che sia domani perché dobbiamo avere questa connessione con la nostra gente quindi sta a noi trascinarla il più possibile».

«NON CREDO NELLE SCORCIATOIE»

Il Torino arriva alla partita con fiducia, ma Abate non vuole parlare di svolte o traguardi immediati. Il lavoro da fare riguarda la fase difensiva, la gestione dei momenti di difficoltà e la capacità di mantenere alta l'intensità anche quando la gara diventa complicata.

«Va alimentata questa anima, va annaffiata, bisogna migliorare dal punto di vista difensivo e poi sarà l'ultimo obiettivo quello di migliorare nel gioco», ha spiegato. La strada, per lui, passa da tanti piccoli passi e non da una singola vittoria.

La frase che riassume il suo approccio arriva in chiusura: «Non credo nelle scorciatoie, credo nel lavoro, ci va equilibrio». E l'indicazione per i granata è altrettanto diretta: «La squadra deve stare con la testa bassa e pedalare».

Contro il Monza il Torino avrà l'occasione di dare continuità al risultato di Parma. Ma, nelle parole di Abate, il risultato non può essere l'unico metro di giudizio: la vera prova sarà dimostrare di essere una squadra capace di soffrire insieme, restare lucida e continuare a crescere.

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