Torino, la risposta è Ilkhan: meno muscoli, più gioco
Dopo settimane in panchina, il turco trascina la rimonta contro l’Inter e rilancia la sua candidatura da titolare
Il Toro c’è. Dopo aver giocato sessanta minuti su ritmi bassi e con poco coraggio nelle giocate, i granata rimontano due reti all’Inter, conquistando un punto più che positivo. La squadra ha saputo reagire alle difficoltà con carattere, cambiando ritmo e atteggiamento nel momento decisivo della partita.
Una delle chiavi del risultato è stata la qualità nel palleggio di Emirhan Ilkhan, centrocampista classe 2004 che, dopo alcune partite in panchina, è tornato a illuminare la mediana. Il turco è stato spesso al centro del dibattito tra opinionisti e tifosi, che non hanno condiviso la scelta di Roberto D’Aversa di privilegiare profili più fisici ma meno tecnici. Una prestazione che gli è valsa anche il premio di migliore in campo, confermando così, che il suo potenziale tecnico è punto di riferimento per il gruppo.
Meno fisicità, più palleggio
Se da una parte Ilkhan, rispetto a Casadei e Gineitis, ha un impatto fisico inferiore, dall’altra è evidente come la sua presenza cambi radicalmente l’atteggiamento della squadra in fase di possesso.
Contro Verona e Cremonese si era visto un Torino confuso: poche idee, molti lanci lunghi e scarsa capacità di verticalizzare. Con il turco in campo, invece, la gestione del pallone è apparsa più ordinata ed efficace, aumentando la qualità e l’intensità del possesso.
Una presenza già determinante in altre occasioni, come contro il Milan a San Siro o contro il Parma in casa, dove aveva dimostrato di poter essere un valore aggiunto negli schemi di D’Aversa. Deve ancora osare di più in alcune situazioni, anche se il posizionamento non sempre efficace dei compagni in fase offensiva non lo aiuta.
Un talento giovane (non ha ancora compiuto 22 anni) che può rappresentare concretamente il futuro del Torino.

Il confronto con Casadei e Gineitis
Se la fisicità di Casadei e Gineitis resta un fattore importante in fase di non possesso, la differenza tecnica con Ilkhan è evidente. I due centrocampisti, quando impiegati insieme, non sono riusciti a garantire qualità alla mediana granata, sbagliando troppi passaggi e limitando la costruzione del gioco.
Si tratta di profili simili sotto diversi aspetti, ma che, in coppia, faticano a offrire quella creatività necessaria per incrementare il livello della manovra.
Le gerarchie potranno variare in base alle partite, ma al momento appare chiaro come Ilkhan debba partire davanti nelle scelte del tecnico.

