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Champions League o Champions Davis?

Atalanta Torino, Raffaele Palladino
Atalanta Torino, Raffaele Palladino

Le figuracce delle italiane fanno sembrare la Champions più alla Coppa Davis che ad un torneo calcistico; tralasciando lo 0-5 interista in finale nella passata stagione, che dire del 2-6 del Napoli in Olanda, del 2-5 juventino in Turchia e del casalingo 1-6 della Dea?
Va bene che i bergamaschi si sono confrontati con il Bayern, però ci sono tanti modi di perdere e sarà pure che i tedeschi non hanno mai rallentato, ma è altrettanto vero che di reti potevano segnarne pure il doppio.
E poche scusanti le danno pure le assenze, dato che basta guardare la panchina tedesca per pensare ai nomi seduti invece che in campo; la realtà è che i tanti osanna del dopo Borussia, si sono scontrati con qualcuno di enormemente più forti.
D'altra parte noi siamo abituati agli osanna, specie con chi ha buona stampa e non vediamo l'ora di spargere incenso su chi definiamo talento, predestinato, e persino campione.
La realtà è che di talenti il calcio italiano non ne ha, in campo come in panchina; così esaltiamo gente come Palladino, Scamacca, De Zerbi e Retegui, facendo finta di dimenticarci che dopo il mondiale 2006 siamo usciti subito o, ultimamente, manco lo abbiamo giocato il mondiale.
Il fatto è che non aspettiamo altro che poter usare paroloni ed iperboli da impresa leggendaria ignorando la realtà, e nel caso dell'Atalanta, dopo il Borussia, i nerazzurri hanno perso contro il Sassuolo (in dieci) e pareggiato in casa contro la non trascendentale Udinese, rimontando, è vero, ma sempre Udinese è.
Il nostro calcio è messo male, ma non impariamo mai, tanto basta una rete per esaltare un Satriano qualsiasi o una piroetta per fare diventare Gnonto il nuovo Garrincha.

Maurizio Vigliani

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