Torino, 22 milioni in panchina: Abate deve valorizzare la rosa
Torino-Udinese, 13 giocatori in panchina e oltre 22 milioni di ingaggi lordi stimati: Abate può valorizzare la rosa con un centrocampo a tre?
Contro l'Udinese il Torino ha lasciato inizialmente fuori tanti giocatori di valore, da Vlašić a Casadei, da Zapata a Kulenovic. Gli ingaggi stimati dei 13 granata in panchina superano i 22 milioni lordi annui: con tanti centrocampisti, è il momento di valutare anche un reparto a tre?
Il Torino ha battuto l'Udinese 2-1, conquistando tre punti importanti. Ma oltre al risultato, la partita lascia anche una riflessione sulla profondità della rosa granata e sulle possibilità a disposizione di Ignazio Abate.
Nella formazione iniziale scelta contro i friulani, il tecnico ha puntato sul 3-5-2, con Mandragora e Bragança in mezzo al campo, Oristanio sulla trequarti e Cacciamani sull'altra corsia. In panchina, però, c'era un gruppo di giocatori tutt'altro che trascurabile: Casadei, Vlašić, Fitz-Jim, İlkhan, Gineitis, Zapata, Aboukhlal, Pellegri e Kulenovic.
Una lista che apre una domanda: il Torino sta sfruttando al meglio tutto il patrimonio tecnico ed economico a disposizione?

OLTRE 22 MILIONI DI INGAGGI LORDI IN PANCHINA
I nomi raccontano una rosa con diverse alternative in ogni reparto. Per avere un'idea del peso economico dei giocatori inizialmente esclusi dall'undici titolare, possiamo guardare alle stime degli ingaggi lordi annui.
Come potete consultare dalla nostra pagina sugli stipendi , i 13 giocatori considerati — Eray Cömert, Kian Fitz-Jim, Emirhan İlkhan, Gvidas Gineitis, Cesare Casadei, Duván Zapata, Nikola Vlašić, Ardian Ismajli, Zakaria Aboukhlal, Cristiano Biraghi, Nathan Patterson, Pietro Pellegri e Sandro Kulenovic — rappresentano complessivamente circa 22,4 milioni di euro di stipendi lordi annui stimati.
Il dato dà la misura delle risorse a disposizione di Abate: giocatori con esperienza, prospettive di crescita e caratteristiche differenti, che devono trovare spazio e una collocazione funzionale all'interno del progetto tecnico.
Naturalmente, essere in panchina non significa sprecare il proprio valore. Le rotazioni sono indispensabili, le condizioni fisiche vanno gestite e non tutti possono giocare contemporaneamente. Il tema, però, è capire come valorizzare il maggior numero possibile di alternative nel corso della stagione.

TANTI CENTROCAMPISTI, PERCHÉ NON PROVARE IL REPARTO A TRE?
La riflessione più interessante riguarda il centrocampo. Contro l'Udinese Abate ha scelto una struttura con Mandragora e Bragança al centro, affiancati da Oristanio e Cacciamani sulle corsie offensive del 3-5-2. Tra le alternative erano disponibili Vlašić, Casadei, Fitz-Jim, İlkhan e Gineitis.
Profili diversi, con caratteristiche che potrebbero permettere al Torino di sperimentare anche una mediana a tre. Un centrocampo composto da un giocatore più posizionale, una mezzala di inserimento e un interprete con qualità tecniche potrebbe offrire nuove soluzioni nella costruzione e nella gestione del pallone.
Mandragora potrebbe garantire equilibrio e lettura delle situazioni, mentre Casadei ha caratteristiche da inserimento. Bragança può contribuire alla qualità del palleggio; Gineitis e İlkhan offrono alternative con caratteristiche differenti. Vlašić, invece, potrebbe agire da mezzala offensiva in determinate configurazioni oppure avanzare sulla trequarti.
Non significa che il 3-5-2 con due centrocampisti centrali sia necessariamente sbagliato: il sistema utilizzato contro l'Udinese ha portato alla vittoria. Ma la quantità e la varietà degli interpreti suggeriscono che Abate possa avere margini per provare soluzioni diverse, soprattutto quando la partita richiede maggiore controllo nella zona centrale.
VLAŠIĆ E KULENOVIC, I CAMBI HANNO INCISO
La partita contro l'Udinese offre anche un argomento a favore della profondità della rosa. Vlašić è entrato nella ripresa e ha contribuito a creare un'occasione per Comuzzo, che ha sfiorato il gol di testa. Kulenovic, subentrato ad Adams, ha invece segnato la rete decisiva del 2-1.
Anche İlkhan è entrato nel secondo tempo, prima di essere sostituito da Gineitis per un problema fisico. I cambi hanno quindi avuto un ruolo concreto nel successo granata, confermando che le alternative non sono soltanto nomi sulla distinta.

Il caso di Kulenovic è particolarmente significativo: dopo aver trovato il gol anche a Bologna, l'attaccante croato ha dimostrato di poter essere decisivo pur partendo dalla panchina. Una risorsa importante per Abate, che può scegliere se utilizzarlo dall'inizio o sfruttarne l'impatto a gara in corso.
Il punto non è chiedere che tutti i giocatori di valore siano titolari. È capire come distribuire i minuti, mantenere alta la competitività interna e trovare un equilibrio tra esigenze tattiche e valorizzazione della rosa.
IL PATRIMONIO DEL TORINO VA VALORIZZATO
La vittoria contro l'Udinese ha portato entusiasmo, ma non chiude la discussione sulle scelte di Abate. Il Torino ha un gruppo ampio, con alternative in difesa, a centrocampo e in attacco. La gestione di questo patrimonio sarà una delle chiavi della stagione.
Un centrocampo a tre potrebbe rappresentare una soluzione da valutare, non una ricetta automatica. Dipenderà dagli avversari, dalla condizione dei giocatori e dagli equilibri che il tecnico vorrà mantenere. Allo stesso tempo, avere tanti centrocampisti di caratteristiche diverse offre la possibilità di cambiare assetto senza stravolgere la squadra.
La domanda, allora, è semplice: il Torino può trovare un modo per valorizzare meglio le proprie alternative, magari dando più spazio a una mediana a tre? La vittoria con l'Udinese ha dimostrato che la panchina può fare la differenza. Ora spetta ad Abate trasformare questa abbondanza in un vantaggio stabile per il Torino.
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