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Parma-Torino: Ignazio Abate in conferenza stampa

Il tecnico granata alla vigilia di Parma-Torino: dalla “squadra invisibile” al peso della maglia, passando per il possibile 4-4-2 e la gestione degli attaccanti. «Dobbiamo giocare per vincere senza altri pensieri».

Il Torino non deve accontentarsi della vittoria contro l'Udinese. Per Ignazio Abate, il successo conquistato nell'ultimo turno deve diventare una base sulla quale costruire qualcosa di più solido: una mentalità riconoscibile, un gruppo capace di affrontare le difficoltà e una squadra che sappia convivere con le aspettative dell'ambiente granata.

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Nella conferenza stampa alla vigilia di Parma-Torino, il tecnico ha insistito soprattutto su un aspetto: la crescita non riguarda soltanto il campo. Abate vuole consolidare un gruppo nel quale giocatori e staff lavorino nella stessa direzione, senza perdere di vista il significato di indossare la maglia granata.

«Stiamo creando una mentalità forte, nessuno si risparmia, si sta formando un gruppo con basi solide», ha spiegato l'allenatore. E sul prossimo impegno ha fissato una linea precisa: «Dobbiamo giocare per vincere senza altri pensieri».

ABATE E IL PESO DELLA MAGLIA GRANATA: «DOBBIAMO ABITUARCI»

Tra i passaggi più significativi della conferenza ci sono quelli dedicati alle pressioni che accompagnano il Torino. Abate non le considera un dettaglio da mettere da parte, ma una componente con cui la squadra deve imparare a convivere.

«Dobbiamo essere bravi a reggere le pressioni, il peso della maglia e della storia si sente, inutile nasconderlo, dobbiamo abituarci ed essere anche più leggeri», ha dichiarato.

Il tecnico ha richiamato anche quanto accaduto contro l'Udinese. Il Torino ha subito il pareggio, ma è riuscito a restare dentro la partita e a ribaltare il risultato. Un segnale che, nella lettura dell'allenatore, merita di essere considerato insieme agli aspetti da correggere.

«Il bicchiere va visto anche mezzo pieno perché è vero che il Toro ha subito il pari ma poi l'ha ribaltata, restando dentro la partita», ha osservato Abate. Poi il riferimento all'atteggiamento mostrato dalla squadra: «Credo che anima e cuore siano stati avvertiti».

La sfida di Parma servirà a capire se quella reazione possa trasformarsi in continuità. Il tecnico non vuole che la squadra si accontenti dell'ultima prestazione positiva: cerca lo stesso spirito anche lontano dallo stadio Olimpico Grande Torino.

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LA “SQUADRA INVISIBILE” E IL SENSO DI APPARTENENZA

Il passaggio più legato alla visione di Abate riguarda il lavoro di tutte le persone che operano quotidianamente intorno alla squadra. Il tecnico ha parlato dei magazzinieri, dello chef, dei fisioterapisti e di chi contribuisce alla vita del gruppo lontano dai riflettori.

«Io credo nella squadra invisibile, dobbiamo ragionare da famiglia altrimenti non si va da nessuna parte, tutti devono essere allineati», ha raccontato.

Per Abate, il legame non nasce automaticamente quando una rosa cambia in profondità. Serve tempo per conoscersi, condividere le abitudini e creare un rapporto che possa resistere anche ai momenti più complicati.

«Per creare un legame bisogna conoscersi», ha sottolineato. Un percorso che l'allenatore dice di vedere anche nei piccoli segnali della quotidianità, compresi i confronti tra i giocatori durante gli allenamenti.

Il discorso si è poi spostato sul rapporto con i tifosi, con un obiettivo che va oltre il risultato della singola partita: «Dobbiamo giocare per la Maratona e portare ancora più gente allo stadio».

È una dichiarazione che lega il lavoro quotidiano alla responsabilità verso l'ambiente granata. Abate chiede alla squadra di costruire un'identità condivisa, dentro e fuori dal campo, sapendo che il peso della storia del Torino è parte integrante del percorso.

TORINO, IL 4-4-2 È UN'OPZIONE: CACCIAMANI PUÒ CRESCERE

Sul piano tattico, la vittoria contro l'Udinese ha riproposto il tema della difesa a quattro e della possibile convivenza tra due attaccanti. Abate ha confermato che si tratta di una soluzione percorribile, pur chiarendo che il modulo da solo non basta a garantire equilibrio.

Parlando di Cacciamani, il tecnico ha spiegato: «Sicuramente è una delle soluzioni sviluppare a quattro, lui lo vedo molto come quarto di centrocampo». Il giovane granata, però, ha ancora margini di crescita: «Deve crescere e variare le giocate, venire più dentro al campo».

Abate ha voluto anche proteggerlo dalle pressioni: «Ha la mia fiducia, quella della società ed è apprezzato». Il lavoro, ha aggiunto, dovrà concentrarsi soprattutto sulla capacità di leggere le situazioni di gioco e gli spazi.

Il tecnico non ha escluso di proseguire con la linea a quattro, ma ha riportato l'attenzione sui principi: «Potremmo continuare così a 4 ma dobbiamo lavorare sui principi, conta molto leggere le situazioni nel gioco e dello spazio».

VLASIC, DUE PUNTE E IL DUBBIO SULLA COPPIA D'ATTACCO

La possibilità di schierare due attaccanti resta una delle opzioni per il Torino. In questo scenario, Nikola Vlasic può assumere un ruolo importante alle spalle o accanto alle punte, con libertà di muoversi tra le linee.

«Nikola è importante per noi, lo vedo in crescendo», ha detto Abate, precisando che la scelta dipenderà anche dall'equilibrio generale della squadra. «Le due punte sono un'opzione, c'è da trovare equilibrio e conta anche quello, devo dire che è un'opzione molto percorribile».

Vlasic potrebbe inoltre essere impiegato da esterno nel 4-4-2, con compiti variabili in base alle necessità tattiche: «Nikola deve sentirsi libero perché ha quella qualità, può alternare il giocare dentro e giocare fuori».

Resta aperta la scelta della coppia offensiva. Il tecnico non ha anticipato le proprie decisioni: «Lo vedremo lunedì sera».

LE CONDIZIONI DI ZAPATA E PELLEGRI

Anche Duván Zapata e Pietro Pellegri sono al centro della gestione dello staff. Abate ha spiegato che il colombiano sta trovando continuità e crescendo, mentre per Pellegri è necessario modulare attentamente i carichi di lavoro.

«Duvan sta trovando continuità e sta crescendo», ha affermato. Su Pellegri, invece, ha precisato: «Sta rispondendo molto bene ma servirà tempo».

Parole che indicano prudenza nella gestione fisica e, allo stesso tempo, fiducia nelle alternative a disposizione. Anche Sandro Kulenovic resta nelle valutazioni del tecnico, che ha respinto l'idea di considerarlo soltanto un giocatore da inserire a gara in corso.

«Lui ha la mia massima fiducia, ci porta fisicità e attacco della profondità», ha spiegato Abate, aggiungendo che l'attaccante è «sempre nei miei pensieri così come gli altri suoi compagni».

DIFESA, L'OBIETTIVO È NON CONCEDERE GOL

Un altro tema riguarda i gol subiti dal Torino. Abate ha riconosciuto l'importanza di migliorare la tenuta difensiva, soffermandosi sull'episodio che ha permesso all'Udinese di pareggiare prima dell'intervallo.

«Ci teniamo a non subire gol, abbiamo concesso poco all'Udinese, è stata una leggerezza, mancavano 5 minuti all'intervallo e il vantaggio andava preservato», ha dichiarato.

La ricerca di maggiore solidità dovrà accompagnarsi alla capacità di mantenere la stessa aggressività offensiva. A Parma, secondo l'allenatore, servirà una squadra pronta a soffrire senza perdere il proprio atteggiamento.

Abate si aspetta un avversario fisico e dotato di qualità, capace di alternare diversi assetti: «Il Parma abbina qualità e fisicità, imposta a tre o a quattro, ha gambe sui quinti».

La priorità, però, resta concentrarsi sul proprio percorso: «Dobbiamo pensare però a noi, a come ci arriviamo».

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PARMA-TORINO, LA PROVA DELLA CONTINUITÀ

La trasferta del Tardini rappresenta un passaggio importante per capire quanto il Torino sia cresciuto dopo la vittoria contro l'Udinese. Abate non vuole caricare la gara di significati eccessivi, ma pretende che la squadra riproponga quanto mostrato durante la settimana.

«Voglio vedere quello che mi hanno dimostrato in settimana», ha spiegato, dicendosi soddisfatto dei margini di miglioramento che continua a intravedere nel gruppo.

Il Parma, davanti al proprio pubblico, cercherà punti e metterà alla prova la tenuta dei granata. Il Torino dovrà essere pronto a soffrire, mantenere equilibrio e sfruttare le proprie qualità.

Il messaggio di Abate va oltre il risultato immediato: costruire una mentalità, consolidare il legame tra squadra e ambiente e imparare a gestire il peso della maglia. La vittoria contro l'Udinese ha dato fiducia; ora il Torino è chiamato a dimostrare che quello spirito può accompagnarlo anche in trasferta.

ABATE: IL VIDEO DELLA CONFERENZA STAMPA

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