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Urbano Cairo e Gianluca Petrachi al Filadelfia, Torino Fc

A meno di dieci giorni dalla fine del primo mese di calciomercato estivo, le squadre continuano a lavorare con l'obiettivo di rinforzare le proprie rose in vista dell'inizio della stagione. I tifosi del Torino, finora, hanno assistito soltanto a due operazioni: una in prospettiva, con l'arrivo di Diego Mascardi, e una rappresentata da Gaetano Oristanio, un acquisto che porta con sé più di un'incognita dopo una stagione disputata al di sotto delle aspettative. Insomma, un mercato che, almeno per il momento, è ben lontano dall'aver acceso l'entusiasmo della piazza.

Diego Mascardi, allenamento a Pinzolo

Eppure, osservando il quadro generale, emerge un dato evidente: il calciomercato italiano sta attraversando una fase di forte rallentamento. Raramente, negli ultimi anni, si era arrivati a questo punto dell'estate con un numero così ridotto di acquisti ufficializzati dai club di Serie A.

Torino, non sei solo

Se da una parte il Torino ha l'obbligo di intervenire per completare una rosa che ha perso diversi giocatori a parametro zero, dall'altra non si può ignorare un fenomeno che coinvolge gran parte del campionato. Finora la vera protagonista del mercato è stata la Fiorentina, capace di rinforzarsi in maniera importante dopo una stagione deludente. Positivi anche i movimenti di Milan e Como, seppur con ritmi inferiori rispetto all'estate scorsa.

Per il resto, prevale una sensazione di immobilismo che sta spegnendo l'entusiasmo delle tifoserie. Napoli, Roma e Inter sono ancora in attesa di piazzare i colpi più significativi, mentre Juventus e Atalanta hanno aggiunto qualche tassello senza dare, almeno per ora, l'impressione di aver compiuto un deciso salto di qualità.

Urbano Cairo

Anche tra le dirette concorrenti dei granata la situazione non cambia. Udinese, Sassuolo e Bologna hanno mosso pochissimo, mentre il Genoa ha scelto di puntare su profili interessanti ma ancora tutti da verificare nel campionato italiano, con inevitabili tempi di adattamento. Nella zona bassa della classifica, infine, si registra un immobilismo quasi totale. In generale, l'entusiasmo è ai minimi termini e gli investimenti sembrano sempre più limitati da parte di società che, almeno nelle intenzioni, dovrebbero cercare di ridurre il divario con le big.

Torino, le scuse non bastano

Questo scenario, però, non può diventare un alibi per il Torino. La scorsa stagione i granata, rispetto a molte delle squadre citate, hanno vissuto enormi difficoltà, arrivando a rischiare concretamente la retrocessione anche a causa di una campagna acquisti che si è rivelata insufficiente e, per certi versi, sbagliata.

In questa finestra di mercato il focus sembra essere concentrato soprattutto sul portiere, ma una sola operazione non può rappresentare il punto di partenza della prossima stagione. Nella serata di ieri è tornato d'attualità il nome di Matteo Darmian, un profilo che, tuttavia, sembrerebbe andare in controtendenza rispetto a quanto dichiarato dal direttore sportivo Petrachi in conferenza stampa meno di un mese fa, quando aveva parlato della volontà di investire su due difensori giovani e di prospettiva.

L'ex Torino e Inter rappresenterebbe senza dubbio una risorsa preziosa per esperienza e affidabilità, ma difficilmente incarnerebbe quella linea progettuale annunciata dal club. Servono basi nuove, e servono in fretta. La prima settimana di ritiro ha già evidenziato come il calcio di Abate richieda tempi di assimilazione importanti, sia dal punto di vista tecnico sia sotto l'aspetto atletico.

Ignazio Abate, allenamento al Pinzolo

Il mercato, però, continua a procedere a rilento. E il rischio è che il Torino, così come molte altre squadre di Serie A, finisca per ripresentarsi ai nastri di partenza affidandosi agli stessi protagonisti che, negli ultimi anni, hanno offerto ben poche certezze.

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