Torino in perdita: Bertoldi “Cairo può vendere il club in estate”
Bilancio Torino in rosso (-13 milioni): debiti in crescita e Bertoldi apre alla cessione.

Torino in rosso: bilancio in perdita, Bertoldi apre alla cessione del club
Il Torino torna a fare i conti con il segno meno. Il bilancio 2025 si è chiuso con una perdita di 13,1 milioni di euro, confermando un trend negativo che negli ultimi anni è diventato strutturale. Un dato che riaccende inevitabilmente il dibattito sul futuro societario e sulla possibile cessione del club da parte di Urbano Cairo.

Bilancio Torino: settimo passivo negli ultimi otto anni
I numeri parlano chiaro: il Torino ha chiuso sette degli ultimi otto esercizi in perdita. Un andamento che evidenzia difficoltà strutturali nella gestione economica del club, al netto delle plusvalenze che in passato avevano temporaneamente riequilibrato i conti.
Nel 2024, infatti, il bilancio era tornato in attivo (+10,4 milioni) grazie a cessioni importanti come quelle di Buongiorno e Bellanova. Ma si è trattato di un’eccezione: nel 2025 i conti sono nuovamente precipitati in rosso.
A incidere è soprattutto una perdita “strutturale”, legata ai costi fissi di gestione del club, che rendono difficile raggiungere un equilibrio senza ricorrere a plusvalenze o risultati sportivi rilevanti.

Debiti in crescita e sostenibilità a rischio
Oltre al passivo, cresce anche l’indebitamento. Il Torino ha raggiunto quota 160,5 milioni di debiti complessivi, in aumento rispetto ai circa 130 milioni dell’anno precedente.
Un dato che preoccupa gli analisti e che rende più complessa la sostenibilità del modello attuale. Le alternative, secondo gli esperti, sono limitate: vendere asset (come i giocatori), aumentare il debito o intervenire con capitali esterni.
Bertoldi: “Mi aspetto che Cairo venda”
In questo scenario si inserisce l’analisi dell’economista Bernardo Bertoldi, docente all’Università di Torino, editorialista del 'Sole 24 Ore' e tifoso granata, che ha commentato la situazione finanziaria del club.
Secondo Bertoldi, il quadro economico potrebbe portare a una svolta societaria:
"che senso ha per lui perdere milioni ogni anno (tranne eccezioni), venire sempre più contestato dai tifosi e avere una squadra che galleggia a metà classifica, se non accadono brutte sorprese? Ecco perché viene da pensare che preferisca vendere il Torino, a questo punto, cercando di incassare il più possibile".
Bertoldi ipotizza una cessione del club addirittura in estate:
"Il nuovo bilancio conferma la debolezza patrimoniale e il debito crescente. Per questo continuo a pensare che per l’estate potrebbe anche arrivare un nuovo proprietario per un prezzo del club che oscillerebbe tra i 130 e i 170 milioni".

Vendita Torino, uno scenario sempre più concreto
L’ipotesi di una cessione non è nuova. Negli ultimi mesi si sono moltiplicate le indiscrezioni su possibili investitori, tra fondi americani e interessi internazionali.
Lo stesso Cairo, in più occasioni, ha dichiarato di essere disposto a valutare offerte qualora arrivassero acquirenti “più forti e più ricchi”, lasciando aperta la porta a un cambio di proprietà.
Il nodo strutturale: modello economico da rivedere
Il vero problema resta però il modello di sostenibilità del club. Senza plusvalenze significative o successi sportivi, il Torino fatica a generare utili, vivendo in una condizione di equilibrio precario.
Secondo Bertoldi, senza un’inversione di rotta, il rischio è un progressivo ridimensionamento sportivo ed economico, con conseguenze anche sul campo.
Torino, futuro tra continuità e possibile svolta
Nel breve periodo, Cairo ha comunque garantito il sostegno finanziario al club, coprendo le perdite e assicurando continuità gestionale.
Ma il quadro complessivo resta aperto. Il bilancio in rosso, l’aumento dei debiti e le valutazioni degli esperti riportano al centro una domanda che accompagna il Torino da tempo: il futuro passerà ancora da Cairo o da una nuova proprietà?
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