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Ruggero Ludergnani

Tre giocatori cresciuti nel settore giovanile fanno oggi parte della rosa del Torino. Un quarto, Alieu Njie, è appena passato alla Fiorentina con un'operazione potenzialmente da 20 milioni. Un'analisi di CuoreToro sul lavoro di Ruggero Ludergnani e sul valore prodotto dal vivaio granata.

Ruggero Ludergnani

C'è un modo interessante per giudicare il lavoro di un responsabile del settore giovanile: non guardare soltanto i risultati, ma verificare quanti giocatori riescono realmente ad arrivare alla prima squadra e quale valore riescono successivamente a generare.

Applicando questo criterio al Torino degli ultimi anni, il lavoro di Ruggero Ludergnani merita un'analisi particolare.

Ludergnani è arrivato al Torino nel luglio 2021 e il club, nel giugno scorso, ha deciso di prolungare il suo contratto fino al 2029. Nel comunicato ufficiale il Torino ha sottolineato proprio il lavoro svolto nella scoperta e nella formazione di calciatori oggi arrivati in prima squadra o nel calcio professionistico.

E guardando la rosa granata 2026/27 emergono tre nomi particolarmente significativi: Gvidas Gineitis, Alessio Cacciamani e Andrea Luongo.

A questi bisogna aggiungere Alieu Njie, che il Torino ha appena ceduto alla Fiorentina.

Il punto interessante è che non si tratta di quattro giocatori arrivati tutti allo stesso punto della carriera. Al contrario, rappresentano quattro fasi diverse dello stesso percorso.

Alessio Cacciamani, Stadio Grande Torino

GINEITIS È IL PRIMO AD ESSERE APPRODATO IN PRIMA SQUADRA

Il caso più compiuto è quello di Gvidas Gineitis.

Il centrocampista lituano è arrivato al Torino nel 2022 e ha completato il percorso verso la prima squadra fino a diventare un giocatore stabilmente inserito nelle rotazioni.

Oggi Gineitis non è più semplicemente "un giovane del vivaio".

È un giocatore della rosa del Torino, con un contratto rinnovato fino al 2029 e già diverse stagioni di Serie A alle spalle.

E soprattutto è un giocatore che continua a essere utilizzato.

Nelle prime tre giornate del campionato 2026/27 è partito titolare contro Sassuolo e Fiorentina, mentre era stato impiegato anche durante il precampionato. A Firenze, nella vittoria per 2-1 del Torino, Abate lo ha schierato dall'inizio.

È questo il passaggio fondamentale: il settore giovanile non ha soltanto prodotto un calciatore capace di arrivare in Serie A, ma ha contribuito a creare un giocatore utilizzabile stabilmente dalla prima squadra.

Gvidas Gineitis in azione con la terza maglia del Torino FC 2026-2027

CACCIAMANI È IL SECONDO TEST

Il percorso di Alessio Cacciamani è ancora in evoluzione.

Il Torino lo ha portato in granata da giovanissimo e nell'estate 2025 gli ha rinnovato il contratto fino al 2029, prima di mandarlo in prestito alla Juve Stabia per permettergli di confrontarsi con il calcio professionistico.

La scelta è significativa.

Per un ragazzo molto giovane, il salto diretto dal settore giovanile alla Serie A può essere complicato. Il prestito in Serie B ha quindi rappresentato un passaggio intermedio.

Ora Cacciamani è tornato alla base.

E la cosa più interessante è che Abate lo sta utilizzando.

A Firenze è partito titolare prima di lasciare il posto a Belghali. Era stato titolare anche nella seconda giornata contro il Sassuolo.

Se Gineitis rappresenta il giovane che è riuscito a stabilizzarsi in prima squadra, Cacciamani rappresenta il giocatore che deve ancora trasformare il potenziale in continuità; attendiamo le prossime convocazioni del ct Roberto Mancini per capire se farà parte del nuovo corso azzurro.

Cacciamani, nella scorsa sessione di calciomercato, è stato vicino alla Roma di Gasperini.

LUONGO È LA SCOMMESSA PIÙ RECENTE

Poi c'è Andrea Luongo.

Ed è probabilmente il nome che racconta meglio dove potrebbe andare il progetto nei prossimi anni.

Classe 2008, Luongo è arrivato al Torino giovanissimo e ha attraversato il settore giovanile fino ad affacciarsi alla prima squadra.

Il Torino gli ha rinnovato il contratto fino al 2029, con opzione per la stagione successiva.

In estate Abate lo ha portato stabilmente nel gruppo della prima squadra.

Le formazioni del precampionato raccontano già qualcosa: Luongo è stato utilizzato con continuità nelle amichevoli, anche da titolare, in un centrocampo che comprendeva giocatori già affermati.

E non è rimasto soltanto un esperimento estivo.

Il giovane centrocampista è stato infatti inserito anche nelle convocazioni e nelle rotazioni ufficiali della prima squadra. In Coppa Italia ha disputato la sua prima partita da titolare contro il Monza.

Andrea Luongo al Filadelfia

NJIE: QUANDO IL TALENTO DIVENTA VALORE ECONOMICO

Il quarto nome cambia completamente prospettiva.

Alieu Njie non è più nella rosa del Torino, ma il suo percorso permette di misurare il lavoro del settore giovanile anche da un altro punto di vista.

Njie è arrivato al Torino nel 2021, a 16 anni. Ha percorso tutta la trafila fino alla Primavera, con 71 presenze, 7 gol e 10 assist, prima di arrivare alla prima squadra.

Il Torino gli aveva rinnovato il contratto fino al 2029.

Poi è arrivata la cessione alla Fiorentina.

Il 30 agosto il club granata ha ufficializzato il trasferimento con le seguenti modalità: €4M di prestito, €12M di obbligo di riscatto che si attiverà al 1° punto della Fiorentina dall'1 febbraio 2027 in poi, €4M di bonus, 10% sulla futura rivendita. 

Ed è qui che il discorso sul vivaio diventa anche economico.

Per il Torino è un dato estremamente significativo.

Un giocatore cresciuto nel settore giovanile può trasformarsi in un'operazione di mercato di questo livello.

Non è soltanto una questione di plusvalenza.

È la dimostrazione che il vivaio può diventare una fonte concreta di valore per il bilancio e per la costruzione della rosa.

Alieu Njie offerta Anderlecht Torino
Alieu Njie

QUATTRO GIOCATORI, QUATTRO FASI DELLO STESSO MODELLO

Mettendo insieme i quattro casi, emerge un quadro interessante.

Gineitis è il giocatore già affermato in prima squadra.

Cacciamani è quello che torna dal prestito per conquistare spazio.

Luongo è il talento appena affacciatosi al calcio dei grandi.

Njie è il prodotto del vivaio trasformato in un'importante operazione di mercato.

Non sono quindi quattro storie uguali.

Ed è proprio questo che rende interessante il confronto.

Il lavoro di un settore giovanile non può essere misurato esclusivamente contando quanti ragazzi arrivano in Serie A.

Bisogna capire cosa succede dopo.

IL DATO PIÙ INTERESSANTE È LA PRESENZA CONTEMPORANEA

C'è però un elemento che secondo noi merita ancora più attenzione.

Nella stagione 2026/27 il Torino ha contemporaneamente Gineitis, Cacciamani e Luongo nella rosa della prima squadra.

Non è quindi soltanto una questione di singoli giocatori lanciati negli anni precedenti.

È la possibilità che il settore giovanile diventi una componente permanente della rosa.

Nella formazione iniziale contro il Sassuolo, ad esempio, Abate ha schierato contemporaneamente Gineitis e Cacciamani.

A Firenze entrambi sono partiti titolari; il Torino ha voluto come allenatore Ignazio Abate per la sua capacità di lavorare e valorizzare i giovani in rosa.

IL BILANCIO DI CUORETORO

Il giudizio sul lavoro di Ludergnani non può che essere estremamente positivo.

Non sappiamo ancora quale carriera avrà Luongo, quanto crescerà Cacciamani o quale sarà il valore futuro di Gineitis, ma un dato è incontestabile: il settore giovanile del Torino sta producendo giocatori che entrano nel giro della prima squadra e, nel caso di Njie, rappresentano anche un'operazione di mercato di valore significativo.

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