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INGRATI
 

Milan Torino, Primavera 1, la formazione granata

Non c’è parola più giusta per descrivere chi ha ricevuto un amore immenso e ha finito per comportarsi come se fosse un diritto. Fermatevi. Guardate questa fotografia. E adesso provate a spiegarle che non ne vale la pena. Che il Toro non merita più il suo amore. Che è masochista. Che potrebbe starsene a casa. Che tanto non cambia niente. Provate. Se ne avete il coraggio. Perché quella fotografia racconta una verità che avete dimenticato. Il Toro non esiste perché qualcuno lo gestisce, lo allena o perché undici uomini indossano una maglia granata. Il Toro esiste perché qualcuno, nonostante tutto, continua a sceglierlo. Voi indossate questa maglia per novanta minuti. Qualcuno la porta addosso per tutta la vita. Noi la ereditiamo da chi c’era prima di noi e la consegniamo a chi verrà dopo. Dentro quella maglia ci sono padri, madri, figli, amici, fratelli, persone che non ci sono più. Ci sono sacrifici, trasferte, notti in macchina, pioggia, freddo, stampelle. E voi avete il privilegio di indossare tutto questo. Il privilegio. Non il diritto. Perché una maglia così non si merita firmando un contratto. Si merita onorandola.
E TU, guardala bene. Perché in quella fotografia c’è la tua vera ricchezza: quella che non hai costruito tu e che non potrai mai comprare. La fede. Quella fede che hai ricevuto in eredità, che avresti dovuto custodire e che invece hai consumato lentamente. Hai preso la pazienza e l’hai chiamata rassegnazione. Hai preso la fedeltà e l’hai scambiata per ingenuità. Hai preso l’amore e hai commesso l’errore più grave: hai creduto che fosse infinito. Non lo è. Niente lo è. Noi non siamo obbligati ad amarvi. Non siamo obbligati a comprare un biglietto, a partire, a cantare, a tornare. Lo facciamo perché SIAMO il Toro. E ogni volta che un tifoso torna, non sta premiando voi. Sta scegliendo ancora il Toro, NONOSTANTE voi.Non siamo masochisti. Siamo fedeli. E il fatto che continuiamo a crederci non è la vostra vittoria. È la vostra vergogna. La nostra fedeltà non è la vostra assoluzione. È la prova di quanto avete ricevuto. Questa non è una colpa da nascondere dietro una classifica, non è una responsabilità da scaricare su un allenatore, non è una stagione storta. È qualcosa di molto più profondo. È aver dimenticato chi avete davanti. Un popolo che vi ha dato tutto senza chiedervi nulla in cambio, se non una cosa semplicissima: rispetto.
E ancora pretendete che siamo noi a spiegare perché continuiamo ad esserci? No. Siete voi che dovreste spiegare come avete fatto a non sentirvi ancora in colpa.
Perciò guardatela. E chiedetevi cosa avete fatto voi per meritare una tifoseria capace di questo. Non chiedetevi quanto ancora sarà disposta a sopportare. Chiedetevi quanto ancora sarete capaci di deluderla. Perché un amore così grande non vi rende importanti. Vi rende responsabili. E prima o poi dovrete rendere conto di come avete trattato l’amore di chi, nonostante tutto, non ha mai smesso di esserci.

Valentina Mellano

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