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Vlasic e Dumfries

In questa 34ª giornata di Serie A, il Torino ospita la capolista Inter, che potrebbe  (anche in base ai risultati di Napoli e Milan) conquistare il suo 21° scudetto con quattro giornate di anticipo.

I granata non hanno più obiettivi di classifica, ma Roberto D’Aversa vuole comunque convincere la società attraverso risultati di prestigio. L’obiettivo è migliorare il piazzamento della scorsa stagione, quando la squadra guidata da Paolo Vanoli ha chiuso al 11° posto con 44 punti. Un bottino che la dirigenza, e in particolare il presidente Urbano Cairo, non ha ritenuto soddisfacente, portando a un cambio di rotta dopo appena un anno.

La sfida casalinga contro l’Inter rappresenta dunque un’importante vetrina per l’ex tecnico dell’Empoli, deciso a giocarsi le proprie carte per la conferma, nonostante le ultime prestazioni non abbiano convinto pienamente.

Come arriva l’Inter

Dopo un inizio di 2026 complicato, l’Inter si è rialzata, confermando la profondità e la qualità della propria rosa. Christian Chivu non è ancora riuscito a sfatare del tutto il tabù degli scontri diretti — tra le prime quattro è arrivata una sola vittoria, contro la Juventus — ma ha dato continuità nei match alla portata.

Nell’ultima sfida contro il Como, valida per le semifinali di Coppa Italia, i nerazzurri hanno sofferto per oltre un’ora, andando sotto di due reti. Nel giro di mezz’ora, però, la gara è stata ribaltata grazie a Çalhanoğlu e Sučić, che hanno trascinato la squadra in finale. Una rimonta che ha evidenziato ancora una volta la forza mentale del gruppo, ormai a un passo dal titolo.

Una nuova identità 

Il Torino, nel frattempo, è cambiato profondamente rispetto all’inizio della stagione. Basti pensare alla gara d’andata, quando i granata, a San Siro, subirono cinque reti, dando il via a un percorso molto complicato.

L’arrivo di D’Aversa non ha portato grande qualità tecnica, ma ha restituito solidità a una fase difensiva che fino a quel momento aveva mostrato gravi lacune. Contro l’Inter, il tecnico potrebbe optare per un approccio diverso dal solito, più coraggioso e meno attendista.

Roberto D'Aversa, intervistato da DAZN

L’infortunio di Tino Anjorin riporta Emirhan Ilkhan tra le opzioni a centrocampo, pronto,  se chiamato in causa, ad aggiungere qualità alla manovra. A San Siro contro il Milan, almeno per un tempo, questo tipo di atteggiamento aveva funzionato, mostrando il miglior Torino della stagione. Non è da escludere che, anche stavolta, contro un avversario nettamente superiore, i granata possano riproporre una strategia simile. 

Il ritorno di Ismajli 

Con l’assenza di Lautaro Martínez, toccherà ancora a Pio Esposito provare a trascinare i nerazzurri. Il giovane attaccante italiano ha messo in mostra importanti qualità sotto porta, dimostrando fin da subito di essere pronto a giocarsi le sue carte in una rosa di questo livello.

Sarà quindi fondamentale il ritorno di Ardian Ismajli, assente contro la Cremonese per squalifica, per contrastare la fisicità dell’ex punta dello Spezia. L’albanese è stato uno dei protagonisti di questo girone di ritorno, dimostrando non solo di essere un leader in campo, ma anche un punto di riferimento per i compagni fuori dal terreno di gioco.

Insomma, più che schemi o soluzioni tattiche particolari, sarà l’atteggiamento di alcuni uomini chiave a fare la differenza.

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