Torino, rabbia dopo il ko di San Siro: “Così fa male”
Il Torino esce sconfitto dal Milan tra rabbia e rimpianti: prestazione positiva ma episodi decisivi contro i granata.
Torino, che rammarico dopo il ko contro il Milan
Non è una sconfitta come le altre. Il 3-2 contro il Milan lascia al Torino una sensazione chiara: quella di aver perso una partita in cui i granata hanno dimostrato di poter competere alla pari.
La squadra ha giocato con personalità, ha creato occasioni e ha saputo reagire nei momenti difficili. Eppure, alla fine, il risultato premia i rossoneri. Ed è proprio questo il punto che alimenta la rabbia dell’ambiente granata.
Una partita giocata alla pari
Intensità e organizzazione
Il Torino ha impostato la gara con grande attenzione tattica, riuscendo a limitare il Milan per lunghi tratti. La pressione alta e la compattezza difensiva hanno messo in difficoltà la costruzione avversaria, soprattutto nel primo tempo.
Occasioni non sfruttate
I granata hanno avuto anche le loro opportunità, senza però riuscire a concretizzare nei momenti chiave, anche grazie alla prestazione di Maignan. So che non è una battuta felice, ma “a portieri invertiti” la gara avrebbe avuto un esito diverso.
Nonostante il risultato, la prestazione resta. Il Torino visto a San Siro è una squadra viva, organizzata e capace di mettere in difficoltà chiunque. Ma per fare il salto definitivo servirà qualcosa in più: soprattutto nella gestione degli episodi.

La rosa del Torino, e non lo diciamo da oggi, è stata costruita malissimo in estate e le lacune sono evidenti. Alberto Paleari, autore di una buona stagione, ricordiamo che è un esordiente in Serie A all'età di 33 anni; ieri contro i rossoneri era mal posizionato sul vantaggio di Pavlovic ed è stato insicuro in più di un'occasione.
La domanda, come diceva qualcuno, nasce spontanea: ma non sarebbe il caso di far giocare Israel e cercare di recuperare l'investimento fatto anzichè schierare Paleari che sicuramente non sarà il titolare nella prossima stagione?
Pedersen, seppur meglio di un deludente Lazaro, ha molti limiti tecnici (mai un cross adeguato) e tattici (colpevole sul pareggio di Rabiot).
Il centrocampo ha poca qualità, pensate alla differenza fisica e tecnica che c'è tra la coppia Modric-Rabiot contrapposta a Prati-Gineitis. Il Torino ha bisogno di più qualità ma anche di esperienza.
Per concludere, anche le dichiarazioni nel post partita di Simeone, che di fatto apre ad un trasferimento al River Plate, sono lo specchio di una società che non ha futuro, non ha organizzazione, non ha programmazione ed i giocatori forti, infatti, scappano.

