Gasperini avvisa il Torino: nessuna gerarchia, Roma da gestire. Cosa può cambiare per il Toro
Gasperini alla vigilia di Torino-Roma non dà certezze sulle gerarchie: turnover, condizioni fisiche e una Roma chiamata a “navigare a vista”.
C'è un aspetto della conferenza stampa di Gian Piero Gasperini che può interessare più di qualsiasi probabile formazione: la Roma che arriverà al Grande Torino non sembra avere gerarchie così definite come si potrebbe pensare.
Il tecnico giallorosso ha insistito più volte sul concetto. Non vuole parlare di titolari e riserve, soprattutto dopo l'inizio di stagione e l'impegno europeo contro il Fenerbahçe. La sua Roma ha una rosa ampia e Gasperini vuole sfruttarla.
Per il Torino di Abate questo significa una cosa precisa: preparare la partita contro una squadra che potrebbe cambiare diversi interpreti senza cambiare necessariamente il proprio livello.
Ed è proprio qui che si nasconde una possibile opportunità per il Toro.

“SI NAVIGA A VISTA”: LA FRASE DI GASPERINI
Il passaggio più significativo della conferenza riguarda la gestione delle energie.
Gasperini ha spiegato che non esiste una regola valida per tutti quando si gioca così spesso. Se un giocatore sta bene, va avanti; se è affaticato, viene sostituito. La conclusione è stata molto chiara: “si naviga a vista”.
Non è un dettaglio.
La Roma arriva a Torino dopo la trasferta di Champions League contro il Fenerbahçe e con una partita di campionato già alle porte. Il tecnico giallorosso ha parlato di un calendario che obbliga a gestire continuamente le condizioni dei propri giocatori.

Per il Torino questo può diventare un fattore soprattutto nella seconda parte della gara.
Abate dovrà quindi preparare una partita intensa, cercando di portare la Roma a giocare a ritmi alti e costringerla a spendere energie. Se il Toro riuscirà a rimanere dentro la partita fino all'ultima mezz'ora, la gestione della rosa potrebbe diventare ancora più importante.
NESSUNA GERARCHIA: IL MESSAGGIO DI GASPERINI
L'altro concetto sul quale Gasperini è stato particolarmente netto riguarda le gerarchie.
Il tecnico ha chiesto di smettere di ragionare in termini di titolari e riserve: nella sua idea, soprattutto per una squadra impegnata in Champions, ci sono “più titolari” e non una lista rigida di giocatori intoccabili.
Questo discorso riguarda in particolare la difesa, dove Balerdi è pronto a giocarsi le sue possibilità, ma il principio è più generale.
Per il Torino, però, c'è una conseguenza interessante: Abate non deve prepararsi soltanto contro undici nomi.
Il sistema della Roma resta riconoscibile, ma gli interpreti possono cambiare. E questo rende ancora più importante il lavoro del Toro senza palla: pressing, distanze e letture dovranno funzionare indipendentemente da chi Gasperini sceglierà di mandare in campo.
KONE', LULLI, PELLEGRINI, WESLEY: GASPERINI NON CHIUDE LE PORTE
Anche sul fronte degli indisponibili, la conferenza ha lasciato qualche dubbio aperto.
Gasperini ha annunciato il ritorno di Lorenzo Pellegrini tra i convocati, mentre per Lulli la situazione era ancora da valutare a causa della febbre. Ancora più significativo il passaggio su Manu Koné, che dopo il problema accusato contro il Fenerbahçe avrebbe effettuato un test per capire se poter essere della partita.
«Wesley ha preso una botta sul ginocchio l’altra sera che l’ha condizionato un po’ nel finale . Domani recuperiamo anche Pellegrini. Lulli aveva la febbre, ora sta meglio. Koné prova oggi. »
Quindi, più che una lista di assenti, quella di Gasperini è stata una fotografia di una squadra in gestione.
E per il Torino è un elemento da tenere presente.

“A TORINO DOVREMO ESSERE AL MASSIMO”
C'è poi una frase che Abate e i suoi giocatori dovrebbero appuntarsi.
Parlando della sfida del Grande Torino, Gasperini non ha minimizzato l'impegno. Anzi, ha sottolineato che contro il Torino non sarà più semplice che contro altre squadre e che la Roma dovrà giocare una grande partita per vincere.
È un riconoscimento importante, soprattutto considerando che la Roma arriva alla quarta giornata a punteggio pieno.
Gasperini sa che il Toro è una squadra capace di rendere la partita fisica e complicata. E sa anche che, se la sua squadra non sarà al massimo, il risultato non sarà scontato.
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