Benedetti: "Spero in un posticino in Europa per il Toro". Su Torino Roma...
L’ex granata Silvano Benedetti parla di Torino-Roma: equilibrio di Abate, mercato e sogno Europa. Le sue parole a La Stampa.
Silvano Benedetti, ex difensore e dirigente del Torino, torna a parlare del suo Toro alla vigilia del match contro la Roma. Da granata puro, le sue parole sanno di cuore e di attesa.
«Da granata, spero in un posticino in Europa». È questo il messaggio più chiaro dell’intervista. Benedetti non nasconde l’affetto per la maglia che ha indossato dal 1987 al 1992 e per il percorso da dirigente.

LE PAROLE DI BENEDETTI SULLA PARTITA DI STASERA
Il confronto con la Roma è difficile, lo ammette senza giri di parole. «Per il Toro sarà una sfida difficilissima, la Roma è in uno stato di grazia ed è una grande squadra». Allo stesso tempo, però, vede una possibile apertura: «Potrebbe essere un po’ rilassata, il Toro potrebbe approfittarne».
Sull’impegno Champions dei giallorossi aggiunge: «Siamo all’inizio, ma sono sempre energie nervose che se ne vanno: giocare dopo 4 giorni non è facile».
Benedetti, doppio ex delle due squadre che si affrontano alle 18:30, ha rilasciato una lunga intervista a La Stampa in cui parla anche del momento attuale dei granata.
Grande attenzione anche all’equilibrio di Abate. «Mi ha sorpreso il suo equilibrio: non si è abbattuto nel momento negativo e non si è esaltato dopo il successo». E sul centrocampo a tre: «La mediana è l’anima di una squadra, filtra la difesa e sostiene l’attacco. Un uomo in più serve eccome».
IL RICORDO DEL TORO E IL SOGNO EUROPA
Benedetti non dimentica il giorno in cui lasciò il Torino. «Quando andai via dal mio Toro piansi. La Coppa Italia? Una beffa, ma ero felice per i granata». Racconta anche il momento in cui scoprì di essere stato ceduto: dopo il derby vinto 2-0, Borsano gli disse che non c’era nulla di vero, ma la realtà era un’altra.
Sul presente guarda con fiducia al lavoro di Petrachi. «Ha rivoluzionato la rosa, i nuovi sembrano buoni giocatori. Sono curioso, ma credo che il vero Toro ci sarà dopo la sosta».
E l’obiettivo? Chiaro: «Il primo è che riconquisti la gente, poi da tifoso spero in un’annata come quella del Bologna qualche anno fa: sogno un posticino in Europa».
Parole di un granata autentico, che continua a tifare Torino con lo stesso cuore di sempre.
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