Petrachi sul futuro del calcio italiano e sul settore giovanile
Gianluca Petrachi lancia idee forti sul calcio italiano: meno politica, investimenti nel settore giovanile, no retrocessione in Primavera, massimo 5 stranieri.

Petrachi sul futuro del calcio italiano: «Meno politica e più calcio»
Torino, 20 aprile 2026 – Gianluca Petrachi, responsabile dell’area tecnica del Torino, non si è limitato a parlare del club granata. Nel corso di un intervento a Inside The Sport, il dirigente ha rilasciato un’analisi profonda e senza filtri sul sistema calcio italiano, toccando temi caldi come il settore giovanile, le regole della Primavera e la Nazionale.

Le proposte di Petrachi per il calcio italiano
Il dirigente granata è stato chiaro fin dalle prime battute:
«Meno politica e più calcio, far parlare nelle sedi opportune più persone che parlano di calcio e che possono dare sicuramente regole più profonde e più giuste, partendo dal settore giovanile. Quest’ultimi devono essere fatti per insegnare calcio e devi pagarli bene, non puoi dare 500-600 euro a uno che fa il dopolavoro, devi insegnare i fondamentali... Lo devi coltivare il talento con persone competenti e capaci».
Petrachi ha poi attaccato duramente una regola che non condivide:
«Trovo un’assurdità la regola della retrocessione in Primavera, un ragazzo deve avere la possibilità di sbagliare, se invece metti questa cosa qua uno ha paura perché c’è già il peso della responsabilità. Quello arriverà dopo».
Sul numero di stranieri nelle formazioni Primavera, Petrachi si è dichiarato “vecchio stampo”:
«Sono vecchio stampo, sono invecchiato forse, per me il giusto numero sarebbe di 5 stranieri. In quel modo il sistema degli italiani viene valorizzato molto di più».
L’endorsement per Conte ct della Nazionale
Infine, Petrachi ha espresso la sua preferenza per il prossimo commissario tecnico della Nazionale:
«Credo che Conte possa stravolgere gli equilibri di un sistema, partendo dalle radici dello stesso. Magari riparte dai giovani, cambia delle regole... È molto esigente con se stesso e con gli altri, è quello che può unire tutti noi italiani».
Secondo Petrachi, Antonio Conte avrebbe le qualità giuste per rilanciare l’Italia: carisma, competenza, capacità di ripartire dalle basi e di motivare un intero movimento.

Un intervento che fa riflettere
Le parole di Petrachi arrivano in un momento delicato per il calcio italiano, tra difficoltà economiche di molti club, calo di talenti emergenti e una Nazionale che stenta a ritrovare identità.
Il dirigente del Torino ha toccato nervi scoperti: la necessità di investire seriamente nei giovani, di proteggere i ragazzi dalle troppe pressioni e di limitare l’eccessivo utilizzo di stranieri nelle giovanili per valorizzare i talenti italiani.
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FAQ – Petrachi e il futuro del calcio italiano
1. Quanti stranieri vorrebbe Petrachi in Primavera? Massimo 5 su 11, per valorizzare di più i giovani italiani.
2. Cosa pensa della retrocessione in Primavera? La definisce un’assurdità, perché i ragazzi devono poter sbagliare senza troppa pressione.
3. Chi vorrebbe come ct della Nazionale? Antonio Conte, per la sua capacità di stravolgere gli equilibri e ripartire dalle radici.
4. Qual è il messaggio principale di Petrachi? Meno politica e più calcio, con investimenti seri sul settore giovanile e allenatori competenti.
Fonte: TuttoMercatoWeb

