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Parole e fatti

Fabio Paratici, le sue dichiarazioni su Fiorentina Torino

Tre giornate di campionato e già molti "fatti" sono ben distanti dalle parole spese per l'intera estate, quando conta più la buona stampa, il magnificare prima ancora che parli il campo, le pagelle di figurine e figuranti che poi vengono smentite dai fatti.


Certo, il calcio non è scienza, ma si gioca da oltre un secolo ed ancora non abbiamo imparato che i fatti sono la sola cosa che conta, specie considerando che siamo tutti allenatori, presidenti e direttori, con ognuno a fare la propria formazione, ad esaltarci/deprimerci ad ogni notizia, per evidentemente falsa che sia.
Tre giornate ed una classifica che davanti vede una Lazio a punteggio pieno ed una Fiorentina a fare da contraltare, ancora alla ricerca del primo punto, ma soprattutto senz'anima, gioco e vigore.


Eppure sulla sponda laziale del Tevere la contestazione non ha tregua ed i gol di Frattesi sembrano solamente palliativi di momento; vero che tre giornate sono come le rondini a primavera e che il calendario è stato tutt'altro che difficile, però la squadra di Gattuso oggi è lì a godersi l'aria buona della testa classifica.
Fiorentina invece che boccheggia, con il suo plenipotenziario osannato e santificato un po' da tutti, che però con i fatti ha già smentito quanto detto a giugno e dopo tre giornate ha fatto fuori quello che, parole sue, era l'allenatore adatto al nuovo corso viola, alla faccia del bicarbonato di sodio, come diceva il grande Totò!


E qui ecco che troppe parole vanno a farsi benedire, eppure il signor Paratici sembrava il Messia, anche se reduce da precedenti quasi catastrofici, ma si fa in fretta a creare illusioni, così come non è difficile far credere ai miracoli, ai sogni di alta classifica, al creare campioni là dove ancora bisogna capire se "almeno" sono arrivati dei calciatori.
Tre giornate su trentotto sono nulla, ma chissà se le parole diverranno fatti e le pagelle finali saranno uguali o diverse da quelle di agosto?

Maurizio Vigliani

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