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Gianluca Petrachi, direttore sportivo del Torino Fc

Sono giorni di attesa in casa Torino. La società è al lavoro per individuare il profilo giusto a cui affidare la panchina, passaggio fondamentale prima di definire la programmazione della prossima stagione. Nel frattempo, continuano a circolare diverse indiscrezioni di mercato relative a possibili rinforzi per le corsie offensive. 

Tra i nomi accostati ai granata c’è quello di Luigi Cherubini, esterno di proprietà della Roma reduce dall’esperienza in prestito alla Sampdoria. Con la crescita dei giovani già presenti in rosa e l’eventuale arrivo di nuovi interpreti offensivi, il Torino potrebbe finalmente valutare un cambio di assetto tattico, lasciandosi alle spalle il tradizionale 3-5-2.

Torino, l’occasione per cambiare modulo

Mai come questa estate il Torino sembra avere l’opportunità di aprire un nuovo ciclo anche dal punto di vista tattico. Abbandonare il 3-5-2 in favore di un sistema con il tridente offensivo potrebbe rappresentare una svolta significativa. Un passaggio alla difesa a quattro appare ancora complesso, considerando le caratteristiche dell’attuale rosa, ma l’adozione di un assetto più offensivo costituirebbe già un importante cambio di prospettiva.

I tecnici sondati finora hanno mostrato una chiara predisposizione al calcio propositivo, un elemento che potrebbe portare all’abbandono della doppia punta, spesso risultata troppo prevedibile e poco incisiva negli ultimi anni.

Da Njie a Cacciamani

Il ritiro estivo offrirà indicazioni più precise sui giocatori destinati ad avere un ruolo centrale nella prossima stagione. Nel finale di campionato, Alieu Njie ha confermato di essere non soltanto un talento promettente, ma anche un calciatore affidabile. L’esterno ha mostrato maggiore personalità, migliorando nelle giocate individuali e nelle progressioni palla al piede. In un sistema che valorizzi gli esterni offensivi, potrebbe finalmente trovare continuità nel suo ruolo naturale.

Alessio Cacciamani
Alessio Cacciamani

Discorso analogo per Alessio Cacciamani, atteso al rientro dopo l’esperienza in prestito alla Juve Stabia. Il giovane granata ha evidenziato una crescita importante sotto diversi aspetti e potrebbe rappresentare una risorsa interessante in un eventuale cambio di modulo.

Le cessioni possono favorire la svolta

Il reparto offensivo del Torino necessita di una profonda razionalizzazione. Rispetto alle ultime stagioni, quando il club è rimasto spesso legato a determinate scelte tecniche e alla presenza contemporanea di più centravanti, questa estate potrebbe aprire scenari differenti.

Allenamento al Filadelfia, Giovanni Simeone

Le incertezze legate al futuro di Che Adams, che continua ad avere estimatori in Inghilterra, l’interesse del River Plate per Simeone e l’età avanzata di Duván Zapata potrebbero spingere il club a ripensare in modo strutturale la propria identità offensiva. Una riduzione del numero di attaccanti centrali consentirebbe infatti di investire maggiormente su esterni e trequartisti, rendendo più naturale il passaggio a un sistema con il tridente.

Scatta l’ora di Aboukhlal

L’idea della scorsa estate era già quella di costruire una squadra capace di sfruttare gli esterni offensivi. Oltre a Ngonge, che ha lasciato Torino dopo appena sei mesi, è arrivato anche Zakaria Aboukhlal, senza però riuscire a imporsi nel corso della stagione.

Considerando l’investimento effettuato dal club, vicino ai dieci milioni di euro complessivi, il marocchino potrebbe avere una nuova occasione per rilanciarsi. Inserito nel suo ruolo naturale e sostenuto da un contesto tattico più adatto alle sue caratteristiche, Aboukhlal potrebbe diventare una delle risorse offensive del nuovo Torino. Restano però da valutare le sue condizioni fisiche e la continuità che sarà in grado di garantire nel lungo periodo.

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