David Ricardo, il rifiuto é umiliante (per noi tifosi)
Il rifiuto di David Ricardo al Torino per la Dinamo è un segnale grave. La gestione Cairo mette a rischio il futuro e l’attrattività del club granata.

Torino, un segnale inquietante: quando il problema è il progetto
Le dichiarazioni di David Ricardo nel corso della conferenza stampa di presentazione alla Dynamo non sono solo parole di circostanza. Sono, piuttosto, uno schiaffo sportivo che dovrebbe far riflettere profondamente il mondo Torino.
«La Dynamo ha presentato un progetto sportivo di ottimo livello…il Torino mi ha cercato con insistenza, ma ho deciso di declinare». Una frase semplice, ma devastante nel suo significato.
Perché se un calciatore preferisce la Dynamo al Torino, accettando un campionato tecnicamente inferiore, meno esposto mediaticamente e con una situazione ambientale più complessa, allora il problema non è la scelta individuale. Il problema è ciò che oggi rappresenta il Torino.

Il Torino non è più attrattivo
La Serie A dovrebbe essere, di per sé, un fattore decisivo. La presenza di club storici, una tifoseria calorosa, una storia unica. E invece non basta più. Questo significa una sola cosa: il progetto granata non convince.
Ed è qui che la responsabilità ricade inevitabilmente sulla gestione di Urbano Cairo. Dopo anni alla guida del club, il presidente non è riuscito a costruire una visione sportiva chiara, ambiziosa e credibile. Il Torino è diventato un club che vivacchia, che punta alla sopravvivenza più che alla crescita, che parla di progetto ma senza mai renderlo concreto.
Il fallimento di una gestione
Il caso Ricardo è solo l’ennesimo sintomo. Il Toro viene “cercato”, sì, ma non scelto. Perché manca un’idea forte, manca la prospettiva di crescita, manca la sensazione che qui si possa davvero fare un salto di qualità.
Se una società come la Dynamo riesce a presentarsi come più convincente del Torino, allora il fallimento non è sportivo, ma manageriale. Cairo ha progressivamente svuotato il club di ambizione, riducendolo a una realtà senza slancio, incapace di competere anche fuori dal campo.

Un campanello d’allarme per i tifosi
Il vero pericolo non è perdere un giocatore.
Il vero pericolo è perdere credibilità.
E oggi il Torino, sotto la presidenza Cairo, appare sempre più come una destinazione evitabile. Per i tifosi granata questo dovrebbe essere il segnale definitivo: se non cambia la guida, difficilmente cambierà il destino del club.
Perché quando anche il “progetto” del Toro viene battuto da una Dynamo qualsiasi (con tutto il rispetto), allora sì, c’è davvero da preoccuparsi.

