E adesso...rivoluzione
A campionato finito è tempo di bilanci e di progetti da avviare, tra mugugni e veri e propri fallimenti da digerire,
E adesso…rivoluzione

A campionato finito e senza il mondiale, per l'Italia ovviamente, è tempo di bilanci e di progetti da avviare, tra mugugni e veri e propri fallimenti da digerire, considerando che in alcuni casi del famoso "Digestivo Antonetto" ne serviranno chili.
Oggi sono in pochi a festeggiare insieme ad un'Inter che lo fa da settimane, lo fanno Roma e Como, ma pure il Lecce e, perché no, quel Cagliari che, salvo, si toglie lo sfizio di vincere a San Siro e buttare fuori il Milan da una Champions che pareva ormai certa.
Proprio la corsa ai milioni della Champions è stata il vero triller di fine campionato, considerando che a 180 minuti dalla fine Milan e Juventus parevano avere la strada spianata verso l'Europa che conta (parlando di soldi) e, una dopo l'altra, hanno buttato via una stagione già non esattamente in linea con le aspettative.
La rivoluzione sarà necessaria in casa rossonera e bianconera, e vedremo chi sarà a pagare e chi metterà mano a cambiamenti che giocoforza andranno commisurati a bilanci non proprio esaltanti, si fa per dire, e senza i soldi gettati alle ortiche da gente non all'altezza, fuori e dentro il campo.
Le rivoluzioni in vista sono però tante, ammesso e non concesso servano poi davvero tutte e non si finisca per fare più danni che bene, considerando che di fenomeni in giro non ce ne sono, né tra i giocatori, né per le panchine, ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti, salvo forse di coloro per cui si passa dagli osanna alle pernacchie in un amen e senza battere ciglio ed a cui in troppi danno retta come si fosse in campagna elettorale.
Maurizio Vigliani

